mercoledì 7 ottobre 2015

10 oggetti dannosi alla nostra salute e che usiamo ogni giorno

10 oggetti dannosi alla nostra salute e che usiamo ogni giorno (FOTO)

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Grazie agli sviluppi della scienza siamo sempre più informati sulle controindicazioni dei prodotti e delle pratiche quotidiane. Poi, non sempre ci facciamo condizionare dagli effetti collaterali, ma sapere che cosa può essere dannoso per la nostra salute può sensibilizzarci a fare un uso più moderato.
Come spiega Jessica Migala in un suo articolo pubblicato su Health, ci sono prodotti capaci di migliorare il nostro stato di salute, mentre altri, possono effettivamente avere l'effetto opposto, soprattutto se usato in modo non corretto.
L'igiene personale è fondamentale spesso l’uso di prodotti inappropriati possono danneggiare il nostro pH, l’acidità della nostra pelle, scatenando allergie e problemi alla cute a volte anche gravi.
1. Spugna per la doccia
spugna
L’idea di usare una spugna per insaponarci ci fa sentire più coccolati, è un oggetto morbido col quale possiamo massaggiarci e prenderci cura del nostro corpo durante la doccia. Peccato però, che quell’oggetto tanto confortevole sia un covo di batteri, muffe e funghi.
È sconsigliato l'uso soprattutto se abbiamo delle ferite, pur piccole che siano, perché usare la spugna per farsi la doccia aumenta il rischio d’infezione. Se potete fate lo sforzo di cambiare abitudine e buttate la spugna.
Ma se proprio non potete farne a meno, ci sono sempre le spugne fatte con fibre naturali con enzimi che controllano la crescita dei batteri. E comunque è molto importante strizzare bene la spugna al termine di ogni doccia e cercate di conservarla in un posto fresco e asciutto, in fine, sarebbe meglio cambiarla ogni mese.
2. Deumidificatore
dehumidifier
Considerato uno strumento importante per curare asma, allergie o un semplice raffreddore, è altrettanto importante sapere che se non viene lavato e asciugato bene, il deumidificatore può trasformarsi in un nemico per la nostra salute. Dopo ogni utilizzo è infatti consigliato accertarsi che non ci siano residui d’acqua perché si formeranno muffe e batteri.
Anche l’abuso è dannoso perché, come spiega il dottor Miguel Wolbert, esperto di allergie, respirare un’aria troppo umida “può trasformare la vostra casa in un terreno fertile per gli acari della polvere e sarebbe un vero problema se soffrite di allergie".
3. Cotton fioc
cotton fioc
Dopo essersi lavati la faccia, in tanti, usano i cotton fioc per pulirsi le orecchie. Attenzione però, perché il cerume serve a proteggere la parte interna dell’orecchio dalla polvere e altri agenti patogeni.
Questo non significa che dovremo aspettare di avere delle orecchie eccessivamente sporche, ma per rimuovere il cerume è sufficiente pulire la parte più esterna dell’orecchio con un tovagliolo. Il problema è che quando usiamo i cotton fioc rischiamo di non controllare la forza e la profondità fino a dove spingiamo i bastoncini e questo può essere pericoloso perché si rischia di toccare il canale uditivo e togliere anche il cerume che protegge i timpani.
4. Sapone anti batterico
sapone antibatterico
Fino al 2009 non ne avevamo sentito parlare, poi, ci è stato proposto questo gel capace di rimuovere ogni forma batterica dal nostro corpo dopo l’epidemia dell’influenza di tipo A. Il suo compito è quello di uccidere i germi che tocchiamo senza rendercene conto nell’arco della giornata.
Una funzione smentita dalla ricerca condotta dall’Università Elaine Larson e, pubblicata su U.S. National Library of Medicine, hanno osservato il livello batterico delle case delle famiglie che negli ultimi dieci anni hanno usato costantemente questo prodotto e quelle che invece non l’hanno mai usato. Le famiglie che non usavano il sapone non avevano una maggiore predisposizione a percepire malattie infettive.
Lasciate stare le complicazioni: lavatevi le mani con acqua e sapone per almeno un paio di minuti e strofinare bene.
5. Frullatore
frullatore
Starete pensando a che cosa ci sia di male in un banalissimo frullatore, soprattutto se lavate e asciugate bene il contenitore e le lame.
Secondo un rapporto stilato nel 2013 dall’Organizzazione per la Salute e la Sicurezza dei Prodotti di Consumo, NSF, i frullatori sono il terzo oggetto più sporco delle cucine.
Ad attirare la nostra attenzione dovrebbe essere l’anello che serve a tenere la lama in posizione e, così facendo, accumula germi e batteri e può sfociare anche con la salmonella. Il consiglio della NSF è quello di smontare il frullatore, rimuovere la lama e la guarnizione di gomma per lavarla con molta cura. Sì, ogni volta che lo usate.
6. Strumenti per la manicure
manicure
Molti batteri vivono sulla pelle, quindi quando apriamo il cassetto e prendiamo il taglia cuticole, la lima per le unghie o la pietra pomice per ordinare le unghie delle mani o dei piedi, stiamo trasferendo i batteri contenuti negli strumenti alla nostra pelle. Se non adeguatamente puliti, saranno sempre più contagiosi e la manicure potrebbe diventare un problema.
7. Paletta di gomma
paletta
Uno strumento così popolare nelle cucine, usato soprattutto da chi ama fare dolci. Sempre secondo il rapporto della NSF, la gomma dell’utensile è il primo oggetto più sporco della cucina. Come per le lame del frullatore, se non viene pulito bene, la paletta di gomma può diventare un covo di germi.
8. Peluches
peluche
Accogliente, affettuoso, morbido, dolorato, a forma di animale o di bambino, è stato presente nell’infanzia di ognuno di noi. Se poi, ricordate di essere stati bambini che si ammalavano spesso, la responsabilità potrebbe essere proprio di quegli adorabili peluches dai quali eravate inseparabili.
“I peluches sono una calamita per gli acari e polvere", ha detto il dottor Wolbert spiegando che questi allergeni sono responsabili delle più grandi allergie che si manifestano attraverso starnuti, dal muco che cola dal naso, dal prurito e dall'arrossamento degli occhi. Come si può immaginare l’infanzia dei propri bambini senza un adorabile peluches, potete sempre metterlo in frigo: il freddo uccide gli acari.
9. Dentifricio sbiancante
dentifricio
Chi non ha mai ricevuto un trattamento sbiancante per i propri denti perché troppo costoso, avrà probabilmente comprato dentifrici che promettono denti bianchi in poche settimane.
I denti bianchi e splendenti sono una moda irrinunciabile e ci affidiamo alle promesse pubblicitarie pur di essere al passo con i tempi. La pasta granulosa di cui sono composti i dentifrici, serve sì per rimuovere le macchie sui nostri denti, ma allo stesso tempo rimuove lo smalto che li protegge.
Usarlo può essere una buona soluzione ma è consigliato un uso moderato e non costante.
10. Le sedie
sedie
Stare a sedere troppo tempo apporta danni alla schiena e problemi alle articolazioni, inoltre aumenta il rischio di danni cardiache e la predisposizione all'obesità. È difficile cambiare le abitudini sedentarie ma anche piccoli gesti come, evitare di prendere i mezzi pubblici, evitare l’ascensore e, più in generale, muoversi ogni volta che ne abbiamo occasione, è importante per tutelare le nostre condizioni di salute.

Don Gino Flaim giustifica i pedofili

Don Gino Flaim giustifica i pedofili: "I bambini cercano affetto e qualche prete cede: posso capirli". La diocesi gli revoca gli incarichi (VIDEO)

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"La pedofilia posso capirla, l'omosessualità no". Sono queste le parole di Don Gino Flaim, collaboratore pastorale della chiesa di San Pio X a Trento, che a ‘L’Aria che tira’ dà la sua personale opinione sul tema della pedofilia nella Chiesa, giustificandola. "I bambini li conosco, purtroppo cercano affetto perché non ce l'hanno in casa e qualche prete può anche cedere".
Sarebbero i bambini a "cercarsela", insomma. "In buona parte sì", risponde don Flaim. Poi sull'omosessualità: "Esiste nella Chiesa perché è una comunità di peccatori. Le malattie, come l'omosessualità, vengono".
La diocesi si dissocia. "Revocati l'incarico di collaboratore pastorale e la facoltà di predicazione" al sacerdote don Gino Flaim, "finora collaboratore pastorale della parrocchia di San Giuseppe a Trento". Lo comunica l'arcidiocesi di Trento, "in seguito alle dichiarazioni rilasciate all'emittente televisiva La7 nella trasmissione 'L'aria che tirà di oggi, martedì 6 ottobre. La Chiesa di Trento si dissocia pienamente dalle dichiarazioni rilasciate da un anziano prete diocesano all’emittente televisiva La7, nell’ambito della trasmissione “L’aria che tira”, andata in onda nella giornata odierna. Egli, interpellato dalla cronista in un contesto del tutto casuale, ha espresso argomentazioni che non rappresentano in alcun modo la posizione dell’Arcidiocesi di Trento e il sentire dell’intera comunità ecclesiale". Questa è la dichiarazione rilasciata dall'ufficio stampa dell'Arcidiocesi di Trento in merito all'intervista rilasciata da don Gino Flaim, riportata dal Corriere delle Alpi.

Nasce la sinistra a sinistra del Pd

Nasce la sinistra a sinistra del Pd: entro ottobre i gruppi parlamentari. Ma già si divide

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FASSINA VENDOLA CIVATI
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Adesso una data c'è. Entro fine ottobre nascerà, alla Camera, il nuovo gruppo parlamentare della sinistra-sinistra. Ma ancora prima di nascere, il nuovo gruppo perde pezzi. La fusione, annunciata mesi fa, avverrà tra Sinistra ecologia e libertà, i fuoriusciti dal Pd tra cui Stefano Fassina e gli ex grillini. La presenza dei parlamentari vicini a "Possibile", al movimento cioè di Pippo Civati, per ora è esclusa.
Le riunioni si susseguono. I nodi da sciogliere sono tanti e non mancano i primi distinguo, che annunciano un percorso in salita il cui approdo sarà la presentazione di una lista alle elezioni amministrative. O forse no. Su Milano potrebbe venir fuori già il primo psicodramma. Ma anche a Cagliari, Napoli e Roma. E l'ostacolo è proprio questo. Ovvero, il nuovo soggetto politico deve ancora decidere come si comporterà sui territori e quale sarà il suo rapporto con il Pd.
A domanda precisa, se entrerà o meno a far parte del nuovo gruppo parlamentare, Civati all'Huffington post risponde così: "Per ora faccio parte di Possibile. Per me i gruppi politici nascono se c'è una ragione politica anche fuori dal Palazzo. Per esempio sarei interessato a capire se questo nuovo gruppo si allea con il Pd o no. Io no!". Parole che lasciano capire tutta la complessità dell'operazione.
A Milano, per esempio, non sanno chi candidare. O meglio: partecipare oppure no alle primarie del centrosinistra? E nel caso vincesse il candidato renziano Emanuele Fiano: sostenerlo oppure no? Nel caso questa aggregazione nascesse in "opposizione vera" al Pd, come chiede Civati, potrebbe essere proprio il leader di Possibile il candidato per palazzo Marino. "Ma mi sembra assai improbabile - attacca Civati - che gli altri vogliano uscire realmente dal solco del Pd. Il problema non è fare un partito di sinistra a sinistra del Pd, ma un partito di governo. È questo che non capiscano".
Intanto, un'altra discussione aperta è quella sulla scelta del nome da dare a questa nuova componente politica che da novembre dovrebbe avviare un percorso costituente per trasformarsi in partito. C'è chi vuole la parola "sinistra", chi quella "lavoro", chi tutte e due e chi né l'una né l'altra. Per qualcuno, il nuovo soggetto politico dovrebbe essere un partito neo laburista che già nel nome deve esprime il concetto del "lavoro, che in Italia non c'è". Altri invece, come Nicola Fratoianni, coordinatore di Sel, dicono che non è affatto scontato che nel nome ci siano le parole "sinistra" e "lavoro", perché invece si potrebbe andare oltre.
La road map comunque è stata tracciata. Il nuovo gruppo dovrà essere presente in Aula quando approderà la legge di stabilità. Sarà questo il banco di prova, anche se già i deputati alleati, come fa notare Fassina, lavorano insieme da tempo firmando emendamenti e proposte comuni. A Palazzo Madama invece non è detto che si raggiunga il numero necessario per formare un nuovo gruppo parlamentare. Ai senatori di Sel dovrebbero aggiungersi Francesco Campanella e Fabrizio Bocchino, entrambi ex 5Stelle, ma non si arriverebbe al numero di dieci. E se non ci sarà la possibilità di far nascere un gruppo autonomo, si creerà una componente comune che resterà nel gruppo Misto.
A novembre, invece, se tutto va bene, si butteranno le basi per un partito unico. La sinistra-sinistra, quella che ha battagliato contro il Giglio magico fiorentino scegliendo alla fine un'altra strada, a questo punto dovrebbe decidere cosa fare alle amministrative. Se candidarsi e in che modo nel 2016, a quali elettori guardare e a come affermarsi sui territori. "Ma neanche questo è detto che avvenga. Intanto pensiamo alle battaglie in Parlamento. Per il resto dobbiamo ancora vedere in quali città essere presenti", osserva Fratoianni. A riprova che vale sempre, quando c'è di mezzo la sinistra, il motto di Mao: "Grande è la confusione sotto il cielo". Dunque, "la situazione è eccellente"?

Nasce la sinistra a sinistra del Pd: entro ottobre i gruppi parlamentari. Ma già si divide

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FASSINA VENDOLA CIVATI
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Adesso una data c'è. Entro fine ottobre nascerà, alla Camera, il nuovo gruppo parlamentare della sinistra-sinistra. Ma ancora prima di nascere, il nuovo gruppo perde pezzi. La fusione, annunciata mesi fa, avverrà tra Sinistra ecologia e libertà, i fuoriusciti dal Pd tra cui Stefano Fassina e gli ex grillini. La presenza dei parlamentari vicini a "Possibile", al movimento cioè di Pippo Civati, per ora è esclusa.
Le riunioni si susseguono. I nodi da sciogliere sono tanti e non mancano i primi distinguo, che annunciano un percorso in salita il cui approdo sarà la presentazione di una lista alle elezioni amministrative. O forse no. Su Milano potrebbe venir fuori già il primo psicodramma. Ma anche a Cagliari, Napoli e Roma. E l'ostacolo è proprio questo. Ovvero, il nuovo soggetto politico deve ancora decidere come si comporterà sui territori e quale sarà il suo rapporto con il Pd.
A domanda precisa, se entrerà o meno a far parte del nuovo gruppo parlamentare, Civati all'Huffington post risponde così: "Per ora faccio parte di Possibile. Per me i gruppi politici nascono se c'è una ragione politica anche fuori dal Palazzo. Per esempio sarei interessato a capire se questo nuovo gruppo si allea con il Pd o no. Io no!". Parole che lasciano capire tutta la complessità dell'operazione.
A Milano, per esempio, non sanno chi candidare. O meglio: partecipare oppure no alle primarie del centrosinistra? E nel caso vincesse il candidato renziano Emanuele Fiano: sostenerlo oppure no? Nel caso questa aggregazione nascesse in "opposizione vera" al Pd, come chiede Civati, potrebbe essere proprio il leader di Possibile il candidato per palazzo Marino. "Ma mi sembra assai improbabile - attacca Civati - che gli altri vogliano uscire realmente dal solco del Pd. Il problema non è fare un partito di sinistra a sinistra del Pd, ma un partito di governo. È questo che non capiscano".
Intanto, un'altra discussione aperta è quella sulla scelta del nome da dare a questa nuova componente politica che da novembre dovrebbe avviare un percorso costituente per trasformarsi in partito. C'è chi vuole la parola "sinistra", chi quella "lavoro", chi tutte e due e chi né l'una né l'altra. Per qualcuno, il nuovo soggetto politico dovrebbe essere un partito neo laburista che già nel nome deve esprime il concetto del "lavoro, che in Italia non c'è". Altri invece, come Nicola Fratoianni, coordinatore di Sel, dicono che non è affatto scontato che nel nome ci siano le parole "sinistra" e "lavoro", perché invece si potrebbe andare oltre.
La road map comunque è stata tracciata. Il nuovo gruppo dovrà essere presente in Aula quando approderà la legge di stabilità. Sarà questo il banco di prova, anche se già i deputati alleati, come fa notare Fassina, lavorano insieme da tempo firmando emendamenti e proposte comuni. A Palazzo Madama invece non è detto che si raggiunga il numero necessario per formare un nuovo gruppo parlamentare. Ai senatori di Sel dovrebbero aggiungersi Francesco Campanella e Fabrizio Bocchino, entrambi ex 5Stelle, ma non si arriverebbe al numero di dieci. E se non ci sarà la possibilità di far nascere un gruppo autonomo, si creerà una componente comune che resterà nel gruppo Misto.
A novembre, invece, se tutto va bene, si butteranno le basi per un partito unico. La sinistra-sinistra, quella che ha battagliato contro il Giglio magico fiorentino scegliendo alla fine un'altra strada, a questo punto dovrebbe decidere cosa fare alle amministrative. Se candidarsi e in che modo nel 2016, a quali elettori guardare e a come affermarsi sui territori. "Ma neanche questo è detto che avvenga. Intanto pensiamo alle battaglie in Parlamento. Per il resto dobbiamo ancora vedere in quali città essere presenti", osserva Fratoianni. A riprova che vale sempre, quando c'è di mezzo la sinistra, il motto di Mao: "Grande è la confusione sotto il cielo". Dunque, "la situazione è eccellente"?

Calo vaccini, già primi bambini morti di pertosse.

Calo vaccini, già primi bambini morti di pertosse. La denuncia della Società Italiana di Pediatria

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PEDIATRI
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Il rischio che tornino malattie 'dimenticate' come la difterite, che ha già fatto capolino in Spagna, o che le morti per morbillo non siano più l'eccezione, come nel caso della bimba deceduta per una complicanza lo scorso anno a Roma, è altissimo.
L'allarme, lanciato dall'Istituto Superiore di Sanità, è stato subito raccolto anche dall'Aifa e dai pediatri. Oltre che dalle campagne di sensibilizzazione, affermano, la 'riscossa' dei vaccini passa per l'approvazione del Piano nazionale Vaccini da parte delle Regioni.
"La copertura vaccinale nel nostro Paese - rileva Walter Ricciardi, neopresidente dell'Iss - è al limite della soglia di sicurezza e diventa ormai improcrastinabile l'approvazione del nuovo Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale proposto da Ministero della Salute, Consiglio Superiore di Sanità, Istituto Superiore di Sanità ed Agenzia Italiana del Farmaco al Tavolo di coordinamento per la prevenzione delle Regioni italiane".
Secondo i dati sono scese al di sotto del 95% le vaccinazioni per poliomielite, tetano, difterite ed epatite B e la percentuale scende ulteriormente per le vaccinazioni contro il morbillo, la parotite e la rosolia che raggiunge una copertura dell'86%, in calo di oltre il 4% in appena un anno.
Le conseguenze, sottolinea Ricciardi, sono per tutta la collettività. "Se non si ha più la cosiddetta 'immunità di gregge' - ricorda l'esperto - aumenta il rischio che bambini non vaccinati si ammalino, che si verifichino epidemie importanti, che malattie per anni cancellate non siano riconosciute e trattate in tempo".
Il fenomeno, sottolinea la Società Italiana di Pediatria, è già in atto. "Stiamo assistendo al ritorno di malattie che credevamo debellate - afferma il presidente Giovanni Corsello -. Un esempio tra tutti è la morte di bambini per pertosse, malattia che sta avendo una recrudescenza nei bambini nei primi mesi di vita, proprio per il calo della copertura vaccinale".
I vaccini, sottolinea anche l'Agenzia italiana per il Farmaco (Aifa), salvano moltissime vite. "C'è purtroppo poca consapevolezza del rischio anche grave connesso alla mancata vaccinazione - afferma il presidente Sergio Pecorelli - Ricordiamo che i vaccini hanno salvato circa 2 milioni e mezzo di vite l'anno, 5 al minuto e che, ancora oggi, una malattia come il morbillo può risultare mortale".
In aiuto di chi ha dei dubbi debutta oggi il call center nazionale Vaccini e Vaccinazioni. A promuoverlo, il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM) del ministero della Salute e dall'Università degli Studi di Foggia a cui fa capo il progetto. Il numero verde 800 56 18 56 sarà attivo il lunedì dalle 10 alle 18. Anche i medici di famiglia, ha confermato Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale, sono pronti a sensibilizzare i pazienti. "Noi medici di famiglia - ha sottolineato - siamo tutti i giorni in prima linea nell'incentivare le immunizzazioni tra tutta la popolazione".

Iraq, c'è già una coalizione pronta a bombardare.

Iraq, c'è già una coalizione pronta a bombardare. Dietro il nuovo ruolo dell'Italia la richiesta americana. Sulla barricate M5S e Sel, sinistra Pd con i tornado

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MONTECITORIO
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Le bombe (eventuali) in Iraq fanno scoppiare la pace nel Pd (e non solo). A palazzo Madama, Miguel Gotor ha appena letto il pezzo di Franco Venturini sul Corriere: "Certo, se i tornado italiani che partecipano alla coalizione occidentale contro l'Isis in Iraq avranno nelle prossime ore l'incarico di svolgere missioni di bombardamento in zone selezionate occorre un passaggio parlamentare. Ma nell'ambito di una coalizione internazionale che chiede maggiore responsabilità, il Pd non potrà sottrarsi". Attorno il clima è già infuocato: "No alla guerra", "Pinotti riferisca in Aula" dicono Sel e Cinque Stelle.
Trapela poco dalla Difesa, ma la notizia - dell'ipotesi del bombardamento - non è smentita. Segno che l'ipotesi è sul tavolo. I presidenti della Commissione Eteri (Casini) e Difesa (Latorre) precisano che per una decisione del genere serve che prima si pronunci il Parlamento e che "le regole di ingaggio non sono cambiate". E non è un caso che, proprio oggi, il segretario alla difesa statunitense Ashton Carter è arrivato in visita a Sigonella e, soprattutto, stasera sarà ricevuto al Quirinale da Sergio Mattarella. Il quale, sin dall'inizio del suo mandato, ha sempre prestato molta attenzione (e parecchi consigli) proprio sui temi degli esteri e della difesa. Fonti molto informate spiegano che ci sarebbe proprio una richiesta americana dietro il cambio delle modalità di partecipazione dell'Italia, coi tornado, configurati inizialmente per la ricognizione, che assumeranno le loro piene caratteristiche di cacciabombardieri e colpiranno direttamente i bersagli individuati in base alle nuove regole di ingaggio.
Il dossier è sul tavolo della Pinotti. E forse qualcosa di più si capirà quando il ministro della Difesa e il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni questa sera interverranno in commissione per le comunicazioni del governo sullo stato delle missioni in corso. Quel che si capisce, già da ora, sono gli schieramenti in campo. Il Partito della Nazione, dalla sinistra al centro, è pronto all'intervento. Federico Fornaro non usa perifrasi: "Il punto è semplice: l'Occidente non ha ancora metabolizzato che nel 2014 il terrorismo ha fatto un salto di qualità. Dalle grotte dell'Afghanistan è diventato il dominus di uno stato grande un terzo dell'Italia con sei milioni di abitanti che pagano le tasse allo stato islamico. Lo Stato islamico ha dichiarato guerra all'Occidente con l'obiettivo di restaurare il Grade Califfato e arrivare a Madrid. Occorre rispondere nei modi e nelle forme consentiti dal diritto internazione". Trapelata la notizia, in Italia il Parlamento è già pronto a far decollare i tornado. Per una volta, scoppia la pace.