lunedì 8 dicembre 2014

Shopping e truffe, attenzione al Natale: è il momento preferito dai cybercriminali

Shopping e truffe, attenzione al Natale: è il momento preferito dai cybercriminali

Più acquisti sotto le feste di Natale più sono le possibilità di diventare vittima dei truffatori, soprattutto on-line. A lanciare l’allarme è Fortinet, azienda specializzata in sicurezza che ha diffuso una lista di consigli per evitare di incappare in spiacevoli episodi. Innanzitutto, la sempre verde frode al bancomat che oggi passa per internet: si va dal “jackpotting”, ossia l'hackeraggio dello sportello attraverso la rete con successiva installazione di malware, alla lettura dei dati delle carte e la conseguente registrazione del PIN. Come fa notare Fortinet, "tutto questo si verifica in particolare durante il periodo delle feste, quando più persone fanno scorta di contanti per gli acquisti natalizi".
Si rischia grosso anche nei punti vendita - Novità nel panorama delle truffe quello del malware dei punti vendita: nel corso dell'ultimo anno, punti vendita infetti e altri sistemi compromessi sono responsabili di importanti violazioni in ambito retail. Un dispositivo può essere compromesso senza accesso fisico e talvolta occorre molto tempo prima che i commercianti si accorgano della violazione e la neutralizzino.
 
 
Ma anche sul Web è bene tenere gli occhi aperti - C'è chi crea, invece, finti siti web per vendere prodotti, anch'essi inesistenti. Entrando in queste pagine on line, si potrebbe finire nella trappola del malware progettato per sottrarre informazioni delle carte di credito. Inoltre, consiglia Fortinet, bisogna fare attenzione a questi negozi, perché spesso vendono oggetti contraffatti. Per evitare, quindi, di rovinarsi le feste di Natale, la prima regola è quella di effettuare acquisti solo in quei negozi, on line o fisici, che si conoscono e sono affidabili. Su internet, in particolare, va prestata attenzione a trasmettere le informazioni quando si è sotto protezione SSL, che garantisce una connessione sicura.
Attenzione anche alle App - Ultima frontiera dell'interazione con gli smartphone e con i pc sono poi le App. Fortinet consiglia di scaricare solo quelle applicazioni per lo shopping che provengono da un app store ufficiale. Non solo: meglio eliminare quelle applicazioni che richiedono troppe informazioni al momento della registrazione. C'è poi il consiglio che non tramonta mai: non cliccare per alcun motivo su quei link contenuti nelle email di cui non si conosce il mittente o se il messaggio sostiene di essere stato inviato dalla propria banca.
Fortinet dà altri consigli più “professionali” - Quando si effettuano ricerche e attività di shopping on line, meglio utilizzare un "live cd", cioè una versione di un sistema operativo che parte da cd e non deve essere installato. Oppure un browser dedicato che garantisca ricerche anonime. E' sempre utilizzare una carta di credito anziché una carta di debito per garantire che venga applicata la protezione dalle frodi, così come è consigliato l'uso di una carta emessa da un istituto finanziario che offre numeri delle carte di credito ad uso singolo, limitati nel tempo o virtuali.

Mango è morto

Mango è morto, infarto durante concerto a Matera: “La nostra rondine volata via”

Mango è morto, infarto durante concerto a Matera: “La nostra rondine volata via”
Terza pagina

Il cantante ha avuto un malore durante l'esibizione al PalaErcole di Policoro. Tanti i messaggi di cordoglio dai big della musica italiana, da Laura Pausini a Fiorello ai Negramaro
“La nostra rondine è volata via nel cielo sbagliato”. E’ lo staff del cantante Mango a dare la notizia di prima mattina. Il musicista è morto, colpito da un infarto mentre si esibiva in concerto a Policoro (Matera). Dopo il malore è stato trasportato d’urgenza in ospedale, ma non c’è stato nulla da fare. “Pino”, scrivono su Facebook i suoi collaboratori parafrasando la canzone “Rondine”, “resterai sempre nel nostro cuore perché come cantavi qualche anno fa ‘Non moriremo mai, il senso è tutto qui’. Ci uniamo al dolore della famiglia”.
Mango, all’anagrafe Giuseppe Mango, aveva appena compiuto 60 anni. “Per me è un giorno molto triste”, ha commentato Mogol, “ho perso un amico e noi tutti abbiamo perso un grande artista”. Insieme i due musicisti hanno collaborato spesso a partire da “Oro”, il brano del 1984 che ha consacrato la carriera di Mango. Mogol ricorda ancora bene quel giorno di trenta anni fa, in cui incontrò il cantante lucano per la prima volta: “Io ero andato a trovare Mara Maionchi. E mentre ero lì, in un corridoio, sentii una voce particolarissima uscire da una stanza. Chiesi a Mara chi fosse e lei me lo fece conoscere. Da allora siamo rimasti amici e abbiamo collaborato ancora per ‘Nella mia città’ e per ‘Mediterraneo’, che è forse la più grande canzone che abbiamo scritto insieme. Mango era un ragazzo generoso, un grande artista, un amico ed era soprattutto un lucano che amava la sua terra, la musica e la sua famiglia”.
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A ricordare il cantante tanti nomi della musica italiana. “Ciao Pino”, ha scritto Laura Pausini su Facebook, “conoscerti è stato emozionante e mi ritengo molto fortunata perché mi hai lasciato in regalo una canzone che ho solo io, una canzone con la tua voce bellissima che per fortuna rimarrà nel vento e nel cuore di chi non ti ha mai lasciato”. Anche Giorgia ha affidato il suo saluto ai social network: “Ciao Mango,voce di un pezzo di vita, artista e uomo sincero, alla sua Laura i pensieri più forti gli abbracci più stretti”. Poi è stato il turno della band Negramaro: “Andarsene cantando. Buon viaggio”.
Cantante precoce (aveva iniziato all’età di sette anni ad esibirsi con gruppi locali intorno a Lagonegro, il paese della Lucania dove era nato), Mango si era imposto negli anni ’80 grazie al suo timbro e alla sua estensione vocale. Nel 1975 aveva lasciato la Basilicata per andare a Roma, dove aveva inciso il suo primo album per la RCA Italiana, “La mia ragazza è un gran caldo”. Due brani, “Per te che mi apri l’universo” e “Tu pioggia io mattino”, attirano l’attenzione diPatty Pravo che decide di inserirli nel suo album “Tanto”. AncheMia Martini è attratta dalle melodie di Mango e inserirà “Se mi sfiori” in “Che vuoi che sia… se t’ho aspettato tanto”.
Nel 1979 per “Arlecchino” collabora anche il fratello, Armando Mango, in veste di autore e ideatore di parti melodiche. Nel 1984 Mango presenta un provino che piace molto a Mara Maionchi. Il brano in questione divenne “Oro” con un testo scritto da Mogol e si rivelò il primo grande successo di Mango. Ha poi partecipato più volte al festival di Sanremo: nel 1985 con “Il viaggio” che otterrà il premio della critica pur non arrivando in finale e nel 1986 con “Lei verrà”. Da autore sempre nel 1986 anni firma la sigla del festival “Io nascerò” cantata da Loretta Goggi e anche il celerrimo brano “Re”, con cui Loredana Berté si esibisce per la prima volta sul palco dell’Ariston, destando scandalo per la sua performance in versione pre-maman. Nel 1987 e, sempre a Sanremo, presenta “Dal cuore in poi” ma sarà il brano “Bella d’estate”, inserito nel 33 giri che uscirà durante il festival e scritto con Lucio Dalla ad avere il maggior successo e a far vendere al disco ben 350.000 copie, lanciando Mango in tutta Europa.
Nel 1990 Mango torna a collaborare con Mogol e con il fratello Armando per l’album “Sirtaki“. Intanto continua a scrivere anche per altri artisti, come Mietta. Nel 2002 pubblica “Disincanto“, nel quale affiora una nuova vena compositiva e testi più personali. Grande successo ottiene il brano “La rondine”. Nel 2004 arriva il disco “Ti porto in Africa”, poi nel 2005 “Ti amo così”, che contiene il brano “Il dicembre degli aranci”, dove duetta con la moglie Laura Valente.  Nel 2007 torna a Sanremo col brano “Chissà se nevica” classificandosi quinto. Nel 2008 pubblica il disco di cover “Acchiappanuvole”. Tra una collaborazione e l’altra con i big della canzone italiana, nel 2011 esce il ventesimo album “La terra degli aquiloni”. Nel maggio scorso, infine, “L’amore è invisibile”, una sorta di prosecuzione di “Acchiappanuvole“, con tre inediti e cover di Sting, U2, De Andrè, Battisti, Bonocore, Minghi, Don Backy, Beatles, Bowie, Pino Daniele, oltre ad una canzone della tradizione sarda. Il concerto di Matera del 7 dicembre era una delle tappe di un tour con cui il cantante portava al suo pubblico i suoi più grandi successi ma anche appunto alcune delle cover interpretate nell’ultimo disco.

Eternit, condanna annullata.

Eternit, condanna annullata. Niente risarcimenti. I familiari delle vittime gridano "Vergogna!"

. Cronaca
Condanna annullata e niente risarcimenti per chi si è ammalato per colpa dell'Eternit e per i parenti delle vittime. la Cassazione ha messo la parola fine al maxiprocesso per i danni causati dall'amianto. Reato prescritto, ha detto la Suprema corte, al termine del giudizio di primo grado. Si salva così il magnate svizzero Stephan Schmidheinty che era stato riconosciuto colpevole in primo grado e in appello per disastro ambientale legato alle attività degli stabilimenti Eternit di Casale Monferrato (Alesandria), Bagnoli (Napoli) e Rubiera (Reggio Emilia). Tra le parti civili anche le amministrazioni locali interessate. Ma Raffaele Guariniello, il magistrato che aveva ottenuto le due prime sentenze di condanna non intende demordere perchè - ha detto subito dopo la sentenza - "non si è trattato di un'assoluzione: il reato c'è e adesso possiamo aprire il capitolo egli omicidi". La sentenza della Cassazione, definitiva, un vero e proprio colpo di spugna sui danni causati dall'amianto - ha provocato la protesta dei malati e degli eredi delle vittime presenti nell'aula magna del palazzo di Giustizia che hanno urlato: "Vergogna! Vergogna!". "Eternit, ingiustizia è fatta" recita lo striscione esposto alla lettura del verdetto dai familiari delle vittime.

Papa Francesco: "Amore e solidarietà contro globalizzazione dell'indifferenza"

Papa Francesco: "Amore e solidarietà contro globalizzazione dell'indifferenza" , "egoismi dei ricchi base delle rivoluzioni"

. Cronaca
Papa Francesco interviene alla conferenza sulla nutrizione, alla FAO: "Il mercato ostacola la a lotta alla fame. I poveri chiedono dignità non l'elemosina". La medicina ci sarebbe: "Amore, verità' giustizia, solidarietà e pace", il tutto per un sistema equo. Sono i ricchi che con i loro egoismi provocano le rivoluzioni. La verra sfida per Bergoglio riguarda gli "indifferenti", la "mancanza di solidarietà'", con una parola la globalizzazione dell'indifferenza: "Le nostre società sono caratterizzate da un crescente individualismo e dalla divisione , ciò finisce con il privare i più deboli di una vita degna e di provocare rivolte contro le istituzioni". Anche gli stati come comunità di persone e di popoli, "viene chiesto di agire di comune accordo, di essere disposti d unirsi gli uni agli altri mediante i principi e le norme che il diritto internazionale mette loro a disposizione". Insomma il "cibo e' ridotto ad una merce"" e la lotta alla fame e' "ostacolata" dal mercato. Bisogna dare da mangiare agli affamati per salvare il pianeta. E poi il rispetto per l'ambiente: "Ricordo una frase che ho sentito da un anziano. Dio perdona sempre, gli uomini qualche volta, la terra mai". Parole di drammatica attualità per le alluvioni e parole forti, molto forti, perché portano ad una sorta di "giustificazionismo" di rivoluzioni, ma anche di reati dovuti al disagio sociale. E tra questi purtroppo ci sono furti, rapine scippi. Sicuramente Bergoglio fa' riflettere, non e' un Papa come tutti gli altri. Le sue parole hanno ed avranno, per sempre, un peso notevole nella storia della Chiesa. Nulla sarà come prima. 

Il Jobs Act è legge

Il Jobs Act è legge e Renzi parla di "giornata storica". Scontri e cariche a Roma

. Politica
La delega sulla riforma del lavoro, il Jobs Act, è ora legge dello stato e Matteo Renzi ha parlato di "gornata storica per l'Italia". Il Senato ha infatti dato il via libero definitivo alla delega sul lavoro (all'interno della quale viene sostanzialmente modificato e ridimensionato l'art. 18) votando la fiducia al governo con 166 sì, 112 no e 1 astenuto. Il premier ha subito twittato: "#JobsAct diventa legge. L'Italia cambia davvero. Questa è #lavoltabuona. E noi andiamo avanti". E più tardi da Mentana su La7 ha detto di considerare questa giornata come un momento storico per il paese, rintuzzando le critiche sull'abolizione dell'art.18 e invitando gli italiani a guardare avanti e a valutare piuttosto gli sviluppi positivi ottenuti da governo, imprese e sindacati nella soluzione della vertenza per l'Ast di Terni. Ma nel primo pomeriggio al centro di Roma ci sono stati scontri tra movimenti antagonisti e sindacati di base che manifestavano contro il  Jobs Act e la polizia. Quando una parte del corteo dei manifestanti lanciando uova e fumogeni ha tentato di forzare il blocco degli agenti a protezione del Senato sono state ordinate delle cariche di alleggerimento: tre agenti e quindici manifestanti feriti.

Mafia Capitale, il “mondo di sotto” degli ex camerati passati alla politica

Mafia Capitale, il “mondo di sotto” degli ex camerati passati alla politica
Giustizia & Impunità

Il punto di partenza dell'inchiesta romana è stato un controllo su Luigi Ciavardini, ex Nar condannato per la strage di Bologna. Ricostruendo i suoi contatti, gli inquirenti sono arrivati alla palestra in cui venivano reclutati i "picchiatori" dell'organizzazione e ai funzionari e politici che facevano affari con Carminati e soci. Fino alla cupola degli amici di Alemanno
C’è un magma nero, cupo, dichiaratamente nazifascista al di sotto di quel “Mondo di mezzo” che Massimo Carminati, il “cecato”, usava come metafora del suo potere. Un mondo di strada, legato direttamente all’eversione di destra degli anni ’70, quando molti politici oggi sdoganati condividevano le sorti con i killer dei Nar. E’ l’universo che gira tra Roma nord, i Parioli e la sede storica diAcca Larentia, il luogo di culto del nazifascismo romano nel quartiere Tuscolano. Passando per le borgate, da dove vengono i “pischelli” arruolati, addestrati e mandati a compiere “spedizioni punitive”, pronti a fare il salto verso le batterie criminali, specializzate da sempre in banche e caveau. E’ questo il punto di partenza dell’inchiesta Mafia capitale, che ha raggiunto in pieno la politica che conta. Un mondo – quello di “sotto” – che garantisce a Carminati la forza da usare con gli uomini politici e nei salotti buoni dell’imprenditoria. Da qui lui viene, lo sa e lo rivendica: “Nella strada contiamo noi”, racconta in un’intercettazione ambientale.
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La rete nera della mafia capitale - L’inchiesta romana parte, quasi per caso, alla fine del 2009. Una pattuglia di carabinieri nota un volto ben conosciuto del panorama criminale ed eversivo della capitale,Luigi Ciavardini. Un nome che pesa: nel 2007 la Cassazione ha confermato la condanna nei suoi confronti per lastrage di Bologna. Da pochi mesi l’ex militante dei Nar era in regime di semilibertà, affidato ai servizi sociali presso l’Associazione sportiva italiana diretta dall’ex deputato Fli Claudio Barbaro (nome che poi ritornerà nell’inchiesta romana, nella galassia dei contatti di Carminati ricostruiti grazie ad alcuni collaboratori di giustizia). Da quel controllo parte una prima attività d’indagine che ricostruisce con attenzione i legami di Ciavardini. Partendo dalla moglie, Germana De Angelis – sorella dell’ex senatore Pdl Marcello – socia di un altro nome noto della destra fascista, Giorgio Alfieri, fino a ricostruire la rete dei contatti con il gotha della Roma nera. Nell’area che gravitava attorno a Ciavardini c’era Carlo Gentile, ex assiduo frequentatore di Acca Larentia, legato a Terza posizione e arrestato nel 2008, Massimo Mariani, con precedenti per rapina, sposato con Maria Cristina Becelli, attivista delle “occupazioni non conformi” di case, Matteo Costacurta, co-fondatore dell’organizzazione di Maurizio Boccacci Militia e già condannato a quattro anni per gli assalti alle caserme del 2008 dopo la morte del tifoso Gabriele Sandri, e infine Laura Marchini, legata all’organizzazione di Roberto Fiore Forza nuova.
La palestra dei picchiatori - Seguendo il filo che partiva da Ciavardini, i carabinieri arrivano ad un altro nome della rete nera,Angelo Spreafico, legato a Giorgio Alfieri, il socio di Germana De Angelis. Per gli investigatori era il punto di riferimento di unapalestra della zona Boccea-Primavalle, frequentata anche daMassimo Nicoletti, figlio del cassiere della banda della MaglianaEnrico. Qui venivano reclutati “giovani d’area – spiegano i carabinieri in una informativa del 2010 – per la commissione dispedizioni punitive ovvero di reati maggiori nell’ottica della manifestazione del pensiero antagonista”. Picchiatori, in altre parole, pronti a menare le mani non solo nei confronti degli esponenti della sinistra, ma anche “per indurre amministratori pubblici, centrali e periferici, a rilasciare loro autorizzazioni e provvedimenti che ne favoriscano i loro affari illeciti”. Ovverominacce e botte per fare pressione sulla politica, anche a livello nazionale.
Il secondo livello – Il passo verso il mondo di sopra, quello della politica che conta, è in fondo breve. Quel passaggio lo racconta con estrema lucidità Roberto Grilli, un ex estremista di destra arrestato per traffico di droga: “Con molti di questi che si portano indietro questo background, che poi ti lega in un certo senso, (…) fai più affari volentieri anche di qualsiasi altro tipo che non sia più di politica. Può essere un affare di droga, di armi o… è normale che hai più feeling con un vecchio camerata, molti adesso sono diventati politici, chi è deputato, chi è senatore”, si legge in una informativa del Ros depositata negli atti dell’inchiesta “Mafia capitale”. Massimo Carminati in questo senso era un punto di riferimento per tanti, tantissimi camerati divenuti politici di peso. Tutti nomi che appaiono nell’inchiesta. Non indagati, al momento, ma componenti di una rosa che potrebbe portare le indagini molto lontano. E come quelle relazioni nate decine di anni fa funzionassero ancora lo spiega sempre Grilli: “Sono tutta gente cresciuta in quell’ambiente e questi rapporti rimangono, rimangono e negli anni se devi chiede un favore, una cosa, è facile che hairispondenze quando c’hai un appoggio di questo tipo che non viceversa”. E’ la chiave che porta dal mondo di sotto verso i piani alti dei palazzi.
Il vortice dei contatti - I contatti sono il pane quotidiano per Carminati. Sa come rendersi invisibile, come avvicinare con discrezione senza mettere in imbarazzo. Utilizza messaggeri, chiede informazioni. Bussa alle porte giuste, anche per risolvere problemi apparentemente banali. Annotano i Ros nelle carte dell’inchiesta, a mo’ di esempio: esiste “uno stretto rapporto tra Carminati Massimo e Perina Marco, vicepresidente del XX Municipio del Comune di Roma (che non risulta al momento indagato, ndr), al quale il primo si rivolgeva per “accreditargli” un amico verosimilmente interessato ad una lottizzazione nel territorio di quel Municipio”. Un nome che riemerge dalla cronaca degli anni ’70 e che oggi ha un suo peso nel panorama politico romano: Perina è il fratello di Flavia, ex deputata del Pdl e storica direttrice del Secolo d’Italia, nonché collaboratrice e blogger de Il Fatto Quotidiano, che peraltro non ha alcun rapporto con gli amici del fratello. E ancora nella lunga lista dei contatti di Carminati entrano i nomi ormai noti dell’inchiesta, ovvero quella galassia nera che gravitava attorno a Gianni Alemanno: da Riccardo Mancini Franco Panzironi, da Luca Gramazio (figlio del senatore Domenico) a Stefano Andrini. Neri e potenti.