sabato 4 maggio 2013

NOCI: UN AIUTO NATURALE PER LA SALUTE DEL CUORE


NOCI: UN AIUTO NATURALE PER LA SALUTE DEL CUORE
di Marco Grigis
Fonte: La Stampa
Le noci, e la frutta con guscio in generale, sono delle valide alleate per la salute del cuore. Sono questi i risultati di tre ricerche diverse presentate durante l’ultimo Experimental Biology Meeting, che si è tenuto a Boston pochi giorni fa: noci, nocciole, anacardi, pinoli e pistacchi proteggono e rinforzano il sistema cardiocircolatorio.
Il primo studio sulle qualità benefiche della frutta secca e da guscio è stato condotto dalla Loma Linda University, su un campione di 803 adulti interrogati sulle loro abitudini alimentari. A quanto pare, l’assunzione di 28 grammi di noci e prodotti simili alla settimana ridurrebbe del 7% il rischio di sindromi metaboliche. Così spiega la la dottoressa Karen Jaceldo-Siegl: “È interessante notare che, mentre il consumo complessivo di noci è stato associato con una minore prevalenza di sindrome metabolica, le noci in particolare sembrano fornire effetti benefici su questa sindrome, indipendentemente da età, stile di vita e altri fattori dietetici”.
La seconda ricerca vede un follow-up condotto dalla National Health and Nutrition Examination Surveys, su un campione di oltre 14.000 individui seguiti dal 2005 al 2010. Fra gli intervistati abituati a ingerire almeno 1 grammo al giorno di frutta secca e noci, si è rilevata una migliore pressione sanguigna sistolica, una maggiore presenza di colesterolo “buono” HDL, un minore peso corporeo e un girovita più ridotto. Si è quindi dedotto come questi frutti aiutino il metabolismo, tengano vene e arterie pulite e allontanino le minacce dell’infarto, abbattendo il colesterolo causa di occlusioni.
Il terzo studio, realizzato dall’Università di Toronto e l’Ospedale di St. Michael, ha passato al vaglio numerosi marker biologici per la predisposizione alle malattie cardiovascolari. Dalla ricerca, è apparso evidente come 2 grammi di noci al giorno – purché in sostituzione di altri cibi ad alta concentrazione di carboidrati – contribuiscano a ridurre gli zuccheri nel sangue, soprattutto in pazienti che devono monitorare di continuo il controllo glicemico per la presenza di diabete di tipo 2. Così ha spiegato Cyril Kendall, dottoressa del team di studio:
Abbiamo scoperto che il consumo di noci è stato associato con un aumento degli acidi grassi monoinsaturi nel sangue, che è stato correlato con una diminuzione del colesterolo totale, del colesterolo LDL, della pressione sanguigna, del rischio di malattia coronarica in 10 anni, e dell’HbA1c della la glicemia a digiuno. Il consumo di noci è stato anche trovato aumentare la dimensione delle particelle di LDL, fattore meno dannoso quando si parla di rischio di malattie cardiache.
Insomma, per proteggere il cuore da oggi c’è un nuovo alleato, particolarmente gustoso e amato da grandi e piccini: tutta la frutta dotata di guscio.

APPLICARE IL REFERENDUM ACQUA


APPLICARE IL REFERENDUM ACQUA
di Alex Zanotelli
Il 24 aprile, Giornata mondiale delle ripubblicizzazioni, abbiamo voluto celebrare insieme (Comitati campani dell’acqua e Comune di Napoli), nella splendida cornice di Castel dell’Ovo, la nascita di ABC (Acqua Bene Comune)-Napoli. Lo abbiamo fatto in un’intensa giornata di studio con la presenza sia dei comitati acqua coordinati da Consiglia Salvio, sia del Comune rappresentato dal sindaco, nonché dal presidente di ABC (Ugo Mattei e dall’ex-assessore all’Acqua Alberto Lucarelli).
«Napoli è l’unica grande città in Italia – così ha aperto i lavori il sindaco Luigi De Magistris – ad aver obbedito al Referendum». Grazie infatti alla forte pressione del Comitato acqua, il Comune di Napoli ha deciso di trasformare l’azienda che gestisce la propria acqua, Arin S.p.A., trasformandola in ABC-Napoli, azienda speciale che per sua natura, non può fare profitto. È quanto prevede il referendum del 2011, che ha sancito che non si può fare profitto sull’acqua.
Berlusconi e Monti contro il referendum
Purtroppo sia il governo Berlusconi che il governo Monti hanno totalmente ignorato il referendum. Anzi il governo Berlusconi ha tentato di ripristinare l’obbligo della privatizzazione dei servizi pubblici locali, per fortuna, bollato dalla Corte Costituzionale perché contrario all’esito referendario. E sotto il governo Monti, in dicembre, l’Authority dell’energia e gas ha reintrodotto il principio del profitto sulle tariffe dell’acqua, prontamente sconfessata dal Consiglio di Stato sempre in nome del referendum. È una dura lotta questa, in difesa della gestione pubblica dell’acqua.
Per questo ci è sembrato importante celebrare la straordinaria vittoria ottenuta a Napoli. Da una Napoli, ritenuta “monnezza” da tanti in Italia, viene invece un luminoso e lungimirante esempio di come gestire “sorella acqua”, con la partecipazione della cittadinanza attiva sia nel consiglio di amministrazione come nel comitato di sorveglianza di ABC. Solo così, recuperando il controllo dei beni fondamentali coma acqua, aria, energia, terra, si potrà parlare di vera democrazia. La strada è lunga.
Segni di speranza
Ma ci sono segni di speranza che nascono sempre dal basso. Comuni come Reggio Emilia, Piacenza, Torino, Pistoia, Palermo si stanno lentamente muovendo verso la gestione pubblica dell’acqua. Piccoli comuni come Roccapiemonte (Salerno) stanno resistendo all’abbraccio mortale delle aziende private come la Gori.
Per questo da Napoli rilanciamo con forza la Campagna di Obbedienza Civile per il rispetto dell’esito del secondo quesito referendario che chiedeva di eliminare la rimunerazione del capitale investito (obbedienzacivile.it). Sarà un impegno molto duro perché ci scontriamo con i veri poteri di questo Paese e dell’Europa: i poteri economico-finanziari. Ancora più duro sarà l’impegno in Europa, in particolare a Bruxelles che è sotto un‘enorme pressione delle multinazionali dell’acqua da Veolia a Coca-Cola, da Suez alla Pepsi, perché dichiari l’acqua una merce. «Il mercato globale privato – afferma O. Hoedeman di Ceo, nel suo studio Poisoned Spring – è interamente dominato dai giganti europei dell’acqua e la Commissione Europea ritiene suo compito assistere all’espansione di queste multinazionali».
Una battaglia europea
Infatti il 14 novembre scorso, la Commisssione Europea ha approvato il Piano di azione per la salvaguardia delle risorse d’acqua d’Europa che considera l’acqua come «capitale naturale» e invita a monetizzare il capitale idrico e i suoi servizi, e a recuperare i costi totali di produzione, profitto compreso. È questa «la bibbia» che guiderà la politica europea per i prossimi anni: è la resa all’Europa dei mercati, alla finanza, alle banche. L’acqua sta diventando uno degli obiettivi della speculazione finanziaria, anche perché, con il surriscaldamento globale, diventerà l’elemento più prezioso: l’oro blu.
Per questo rilanciamo con forza da Napoli l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) promossa dai sindacati europei dei servizi pubblici (EPSU) per chiedere il diritto all’acqua per tutti i cittadini europei, l’esclusione dei servizi idrici da qualsiasi forma di privatizzazione ed infine l’impegno della UE a garantire l’accesso universale all’acqua. Questa iniziativa, prevista dal Trattato di Lisbona, deve raccogliere entro fine giugno. in almeno sette paesi, un milione di firme, e in ognuna deve raggiungerne almeno 50.000. Finora Germania, Austria, Belgio, Slovenia e Slovacchia hanno raggiunto il quorum. Spagna e Italia (siamo a quoata 40.000) mancano all’appello. Dobbiamo raggiungere il traguardo per obbligare la Commissione Europea a rispondere ai firmatari con un atto legislativo. Abbiamo poco tempo e la situazione in Europa è grave! Si può votare on line all’indirizzo acquapubblica.eu.
Da Napoli, dove abbiamo ottenuto una splendida vittoria, rilanciamo con forza il nostro impegno sull’acqua, sia in Italia che in Europa. È una questione di vita e di morte per milioni di persone.
Coraggio, possiamo e dobbiamo farcela!

Consiglio dei ministri al completo: nominati 30 sottosegretari e 10 viceministri


Consiglio dei ministri al completo: nominati 30 sottosegretari e 10 viceministri

Il premier Letta, di rientro dal tour europeo, dà una stretta e completa la squadra di governo con la nomina dei sottosegretari che si aggiungono ai 21 ministri da pochi giorni in carica. Dal Cdm convocato d'urgenza, sono usciti 40 nomi di cui 10 ricopriranno l'incarico di viceministri. Ai sottosegretari parlamentari, come già annunciato dal Presidente del Consiglio nel discorso alle Camere, non sarà corrisposto lo stipendio aggiuntivo. Inoltre gli uffici di diretta collaborazione dei viceministri saranno ridotti e uniformati a quelli dei sottosegretari, con la conseguenza che non ci sarà alcun costo aggiuntivo collegato alla suddetta nomina.

Nomine con il manuale Cencelli - Fra i sottosegretari alla fine, 23 sono quelli di provenienza Pd (o di area), 10 targati Pdl, 5 Scelta Civica e due di Grande Sud, tra cui il suo stesso fondatore, Gianfranco Micciché. Una nomina su quattro è andata alle donne: ne entrano infatti 10, due delle quali come viceministri. Di seguito l’elenco completo dei nuovi viceministri e sottosegretari. L'accelerata è arrivata a Palazzo Chigi in una riunione tra Letta, Alfano, il ministro Maurizio Lupi e gli stessi Franceschini e Verdini. Per il presidente del Consiglio un eccessivo allargamento della squadra sarebbe stato un "segnale negativo" all’opinione pubblica. Per se stesso ha chiesto tre nomi e altrettanto è andato a Scelta civica. I restanti 34 sono divisi equamente tra Pd e Pdl. Quest’ultimo partito ha voluto privilegiare coloro che non sono riusciti ad essere eletti in Parlamento. Tra i nomi che spiccano ci sono quelli di Stefano Fassina del Pd e Luigi Casero del Pdl nominati vice ministri all’Economia. A Fassina viene affidata la delega per la riforma fiscale. Altra coppia dei partiti maggiori al ministero di via XX settembre quella di Pierpaolo Baretta e Alberto Giorgetti, entrambi sottosegretari.
Presidenza del ConsiglioGiovanni Legnini (Editoria e Attuazione Programma), Sesa Amici (Rapporti con il Parlamento e coordinamento attività di Governo), Sabrina De Camillis (Rapporti con il Parlamento e coord. attività Governo), Walter Ferrazza (Affari Regionali e Autonomie), Micaela Biancofiore (Pari Opportunità), Gianfranco Miccichè (Pubblica Amministrazione e Semplificazione)
InternoFilippo Bubbico (Viceministro), Domenico Manzione, Giampiero Bocci

Economia e Finanze
Stefano Fassina (Viceministro), Luigi Casero (Viceministro), Pierpaolo Baretta, Alberto Giorgetti
Sviluppo Economico
Carlo Calenda (Viceministro), Antonio Catricalà (Viceministro), Simona Vicari, Claudio De Vincenti

Lavoro e Politiche SocialiCecilia Guerra (Viceministro), Jole Santelli, Carlo Dell’Aringa

Infrastrutture e TrasportiVincenzo De Luca (Viceministro), Erasmo De Angelis, Rocco Girlanda
Affari EsteriLapo Pistelli (Viceministro), Bruno Archi (Viceministro), Marta Dassù (Viceministro), Mario Giro
GiustiziaGiuseppe Beretta, Cosimo Ferri
DifesaRoberta Pinotti, Gioacchino Alfano
Politiche Agricole Forestali e AlimentariMaurizio Martina, Giuseppe Castiglione

Ambiente, Tutela del territorio e del mareMarco Flavio Cirillo

Istruzione, Università e RicercaGabriele Toccafondi, Marco Rossi Doria, Gianluca Galletti
Beni, Attività culturali e turismoSimonetta Giordani, Ilaria Borletti Buitoni

SalutePaolo Fadda
Alla fine sulla squadra di governo Letta ha deciso di stringere i tempi. Anche perché i rappresentanti dei partiti - in primo luogo Verdini - premevano per allargare il numero dei sottosegretari. La scelta di sottosegretari e viceministri è d'altra parte legata a doppio filo con la composizione delle commissioni e della Convenzione per le riforme. La trattativa per le prime però è ancora più complessa perché i presidenti vengono votati e, quindi, è indispensabile arrivare a una scelta blindata soprattutto tra Pd e Pdl, che hanno i voti necessari. 

Minacce alla Boldrini tramite Web


Minacce alla Boldrini tramite Web, il Pm di Roma apre un fascicolo d'inchiesta

Ha il sapore di una ribellione covata ormai da tempo ed esplosa alla fine come una sorta di liberazione personale e allo stesso tempo collettiva, il duro attacco mosso da Laura Boldrini contro la campagna d'odio e violenza proveniente ogni giorno via web, "con tanto di minacce di morte nei miei confronti". Dalle pagine diRepubblica la presidente della Camera ha parlato chiaro, e ha messo nel mirino le aggressioni sessiste, realizzate spesso con fotomontaggi, che si scatenano "quando una donna riveste incarichi pubblici". E subito ha incassato la solidarietà del mondo politico e di tante donne, in prima fila il ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge e la titolare delle Pari opportunità Josefa Idem.
Intanto la Procura di Roma ha aperto un fascicolo sulle minacce subite dal presidente della Camera - Il Pm Luca Palamara ha fatto sapere che procederà per minacce, diffamazione e violazione della privacy. Le indagini cercheranno di individuare gli autori dei fotomontaggi e dei messaggi postati sul web, già rimossi su disposizione della Procura. "Mi domando - ha avvertito Boldrini - se sia giusto che una minaccia di morte che avviene in forma diretta o con una scritta sul muro sia considerata in modo diverso dalla stessa minaccia via web". E su questo ha sollecitato una revisione culturale a 360 gradi, con "l'apertura di una discussione serena e seria".
A stretto giro il commento del ministro Kyenge - "La violenza sulle donne è un tema che non riguarda solo gli italiani o solo gli immigrati; la violenza non ha colore, quello che bisogna cambiare è la cultura sulle donne". Il ministro Idem attacca invece "centinaia di uomini, vili e senza dignità, che ritengono normale insultare e minacciare una donna per via delle proprie opinioni, anzi probabilmente per il solo fatto che una donna abbia osato esprimere delle idee". Serve, ha promesso, "una risposta ferma e decisa della politica di cui mi farò interprete e portatrice". Fa invece un richiamo alla prevenzione il presidente del Senato Pietro Grasso: "è importante perché non si tratta di problema solo sanzionatorio, ci sono in Italia ottime leggi che puniscono chi commette violenza sulle donne, ma bisogna creare un ambiente che le protegga preventivamente".
Da Strasburgo ha tuonato il Commissario per i diritti umani del Consiglio Ue Nils Muiznieks - "Il discorso razzista in Italia è un problema che perdura da tempo e gli eventi più recenti - ha esortato - confermano da un lato l'urgenza di affrontare la questione e dall'altro che le autorità devono mettere in atto misure più efficaci per contrastarlo". Bipartisan l'indignazione della politica italiana. Per il capogruppo al Senato del Pd Luigi Zanda "è dovere delle istituzioni arginare con iniziative legislative adeguate, che prevedano anche sanzioni" il fenomeno. "Solidarietà incondizionata" la esprime il capogruppo Pdl Renato Brunetta. Il leader di Sel Nichi Vendola sollecita "una reazione culturale, sociale e politica alla continua sopraffazione delle donne", riconoscendo che "Laura Boldrini è una donna coraggiosa e denuncia l'umiliazione perenne delle donne sul web e nella vita quotidiana". "Massima solidarietà" anche dalla capogruppo alla Camera del M5s Roberta Lombardi, che ricorda di essere stata oggetto anche lei di minacce "sulla posta ordinaria", ma, "nonostante la violenza subita attraverso il web, crediamo fermamente nella libertà della rete e rifiutiamo qualsiasi sua limitazione".
Condanna anche dalla comunità ebraica di Roma - La comunità ebraica di Roma, che condanna le minacce a Boldrini, fa coincidere gli atti di intolleranza "da quando il presidente Boldrini ci ha fatto visita: un trattamento purtroppo riservato anche a molte altre cariche e esponenti della vita pubblica". Telefono Rosa chiede l'intervento del ministro Idem: "siamo certe che il suo operato - scrive la presidente Gabriella Moscatelli - saprà rispondere a quella che ormai è una gravissima emergenza nazionale".
Cisl: "Solidarietà a Boldrini e Kyenge" - Quella via web "è un`altra delle tante facce della violenza che segna quotidianamente la cronaca del nostro paese, in particolare sulle donne che negli ultimi giorni ne sono state protagoniste loro malgrado". La Cisl esprime profonda solidarietà nei confronti della presidente della Camera e auspicha al più presto che "vengano individuati e assicurati alla giustizia gli autori materiali". In una nota il segretario confederale della Cisl, Liliana Ocmin, sottolinea come "la violenza e la discriminazione nei confronti delle donne hanno raggiunto ormai livelli inaccettabili per un paese civile e democratico quale è l`Italia. Basti pensare anche ai recenti attacchi razzisti e sessisti all`indirizzo sempre via web del neo ministro per l`Integrazione, Cecile Kyenge, a cui va anche la nostra solidarietà, per capire che ormai stiamo andando oltre ogni limite e che riveste carattere d`urgenza mettere in atto misure efficaci per contrastare questo fenomeno, come ha sollecitato in queste ore anche il Commissario per i diritti umani del Consiglio d`Europa". "Le leggi ci sono ma da sole non bastano - conclude Ocmin - serve l`impegno di tutti, società civile, parti sociali, istituzioni e mondo politico per mettere in moto un rinnovamento vero all`insegna delle pari opportunità e della non discriminazione".
Camusso: "Nel Paese deriva indegna razzista e sessista" - "In queste ore stanno avvvenendo cose indecorose e indecenti, cose che si leggono su alcuni siti sul web, che hanno per oggetto il presidente della Camera, Laura Boldrini che ha la sola colpa di essere una donna intelligente con un incarico di grande responsabilita'". E' il duro j'accuse lanciato dal segretario generale della Cgil Susanna Camusso nel corso di un dibattito sulla condizione femminile in Italia a Verona. "In queste ore - ha sottolineato la leader della Cgil - c'è una deriva in questo Paese che ha investito la presidente della Camera e il ministro Cecile Kyenge attaccate per il solo fatto di essere donne, una deriva che e' espressione di un razzismo e di un sessimo indegno del nostro paese. Alla presidente della Camera e al ministro Kyenge va tutta la mia solidarieta' e la mia vicinanza", ha concluso.
La Fnsi: "Applicare leggi" - "La denuncia della presidente della Camera, Laura Boldrini, delle gravi minacce ricevute via web unite a insulti e ingiurie anche pesantemente di genere suscitano profonda indignazione. Totale solidarietà alla terza carica dello Stato e alla onorevole Boldrini e un invito a tutte le autorità competenti ad agire secondo quanto già prevede la legge per i reati di minaccia, ingiuria, intimidazione, insulto e offesa alla persona", afferma la Fnsi in una nota. "La riflessione sul web, e su quanto circola in rete, deve suscitare - prosegue il sindacato dei giornalisti - un nuovo impegno culturale che attraversi tutta la società civile a partire dalla scuola per promuovere il rispetto della persona in tutti i suoi valori e per sconfiggere alla radice qualsiasi forma vecchia o 'rinascente' di violenza a sfondo razzista, sessista o per indicare come nemici da abbattere persone o gruppi a seconda della loro appartenenza religiosa". "Il mondo della stampa una volta di più è chiamato a rimarcare la differenza professionale che sta nella qualità del giornalismo etico e delle carte deontologiche fondate sul rispetto di tutti i diritti umani. Chi pensasse però che la denuncia della Presidente Boldrini possa essere utilizzata per 'accompagnare' nuovi tentativi di bavagli alla stampa, sbaglierebbe perciò indirizzo e andrebbe fuori tema", conclude la Fnsi.
Prese di posizione anche dal web - Il sito www.fanpage.it si chiede, in una lettera indirizzata alla Boldrini, "se ha un futuro una cultura che affronta il problema dello 'hate speech' con repressione". Ora, aggiunge "bisogna fare leggi ad hoc? Non va bene la disciplina della diffamazione? Non basta il codice penale vigente?". Dello stesso avviso anche l'Idv. "Boldrini vorrebbe legge sul web. Sbaglia: se ci sono reati, le leggi esistono. In assenza di reati c'è solo la prevenzione antidemocratica". E` quanto scrive sul suo profilo twitter Luigi Li Gotti, dell`Italia dei Valori. Un invito a rivedere la propria vicenda anche da Bruno Vespa. "Mi dispiace per gli insulti alla Boldrini – scrive il giornalista su Twitter -. Ma se sapesse quanti ne arrivano anche ai maschi non ne farebbe una questione femminile".

100 STRADE PER GIOCARE 2013: BAMBINI A SCUOLA IN BICI E A PIEDI


100 STRADE PER GIOCARE 2013: BAMBINI A SCUOLA IN BICI E A PIEDI
Strade chiuse al traffico per rilanciare una mobilità alternativa che tenga conto delle esigenze e dei desideri dei più piccoli, scegliendo di spostarsi in bicicletta, in bus o a piedi. È questa la proposta di Legambiente che sabato 4 e domenica 5 maggio, con lo slogan "Vado a scuola con gli amici in bus, a piedi, in bici", dà il via a "100 strade per giocare", l’iniziativa di sensibilizzazione che nel primo week end di maggio chiude al traffico piazze e vie per fare in modo che questi spazi diventino luoghi piacevoli da frequentare e spazi di socializzazione e di aggregazione.
Giunta alla XX edizione, quest’anno l’obiettivo della campagna è quello di sensibilizzare cittadini e amministratori nella promozione di percorsi casa-scuola senz’auto, rilanciando così una mobilità sostenibile salutare per se stessi e l’ambiente. Legambiente vuole porre l'attenzione su questi problemi cittadini, seguendo l’esempio della prima manifestazione #MobilitàNuova, organizzata sabato 4 maggio a Milano, che vedrà "pedoni, pedali e pendolari" uniti per modificare il modello di mobilità e chiedere a governo e Parlamento una ridistribuzione delle risorse pubbliche destinate al settore trasporti. Questo week end, annuncia Legambiente, saranno tante le iniziative di "100 Strade per Giocare" organizzate nella penisola come biciclettate, decorazioni per rendere le strade più colorate, ed ancora spettacoli teatrali, blitz fotografici o multe simboliche per reprimere i comportamenti pericolosi degli automobilisti. "100 strade per giocare è bellezza, vivibilità e sicurezza dei centri urbani", spiega Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente. "Da 20 anni con la nostra campagna proponiamo la chiusura al traffico delle strade, perché crediamo in un’altra idea di città: un centro urbano sostenibile a 360 gradi dove gli spazi pubblici siano spazi di aggregazione e socializzazione, i monumenti e le opere d’arte siano valorizzati e accessibili, e soprattutto dove ci si possa muovere anche a piedi o in bicicletta. In particolare – aggiunge – questa edizione vuole fare in modo che i bambini si possano muovere in maniera autonoma nella propria città, affermando quello che è un loro diritto".
Negli ultimi anni in Italia l’autonomia di spostamento degli studenti, già limitata, si è ulteriormente ridotta: solo il 7% va a scuola da solo contro il 41% dei coetanei inglesi e il 40% di quelli tedeschi. I dati rivelano dunque un ritardo dell'Italia sul fronte della mobilità sostenibile: i genitori accompagnano i figli a scuola spostandosi quasi sempre con l’auto, senza neanche prendere in considerazione l’opzione dell’andare in bicicletta, a piedi o con i mezzi pubblici. Bisogna invece dare un'opportunità ai bambini di andare e tornare a scuola a piedi o in bicicletta in compagnia degli amici, desiderio a volte difficile da realizzare a causa dei pericoli stradali e dei punti critici presenti sul tragitto casa-scuola.
Nel week end, Legambiente dà dunque appuntamento in tutta Italia con numerose iniziative in programma: a Milano al parco Ravizza i volontari di Legambiente organizzeranno giochi di strada per bambini e un laboratorio per imparare a costruire gli aquiloni. In Piemonte, a Carmagnola (TO) da piazza Sant’Agostino partirà una biciclettata per le vie della città e saranno organizzati attività ludiche e giochi di piazza. Nel Lazio, a Roma i ragazzi dell’Istituto Viale Venezia Giulia si incontreranno per andare tutti insieme a scuola e all’arrivo saranno accolti dal presidente e l’assessore ai Lavori Pubblici del VI Municipio. In Calabria, a Castrovillari (CS) il 4 e 5 maggio ci saranno attività di animazione ludica, giochi creativi e laboratori didattici. Inoltre sarà organizzato un corso di sicurezza stradale. In Basilicata, a Potenza i bambini del Pedibus di Rione Bucaletto saranno accompagnati a scuola dall'assessore alla pubblica istruzione del comune. In Sicilia, a Siracusa nella borgata di Santa Lucia i volontari di Legambiente porteranno alcuni studenti, a piedi o in bicicletta, al parco della Balza Akradina, dove illustreranno le emergenze archeologiche e botaniche, e poi arriveranno fino alla strada Riviera Dionisio il Grande. Qui, in collaborazione con un gruppo di architetti, realizzeranno un’aiuola con piante e installazioni.
Inoltre, "100 strade per giocare" sarà condivisa anche dalle Famiglie arcobaleno, l’associazione dei genitori omosessuali che domenica 5 maggio festeggeranno insieme ai loro bambini la Festa della Famiglie, in programma nei parchi e nelle piazze di 9 città italiane (Ferrara, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Roma, Torino, Venezia) e con la partnership di Amnesty International, Coordinamento Genitori Democratici e Legambiente.

LA CUCCAGNA DELLA DIFFERENZIATA. BOOM DI FIRME PER LA PETIZIONE A TERRACINA


LA CUCCAGNA DELLA DIFFERENZIATA. BOOM DI FIRME PER LA PETIZIONE A TERRACINA: OLTRE 3.500 CITTADINI CHIEDONO AL SINDACO DI ANNULLARE LA GARA
di Pierfederico Pernarella
Più ricicli, più risparmi? Macché: più ricicli, più guadagnano. Loro ovviamente, sempre loro, i privati. È il meccanismo perverso, contrario ai più semplici e scontati principi logici e di mercato, che fa delle gara in corso per l’affidamento della servizio di raccolta rifiuti un affare, un bell’affare, per una delle quattro società che si stanno contendendo l’appalto. Un meccanismo contro il quale, caso più unico che raro a Terracina, si è mobilitata una parte consistente della società civile grazie alla partnership, anche questa inedita, di tre realtà associative diverse. Un’associazione ambientalista, il WWF. Un movimento di opinione, Il Sestante. L’associazione dei commercianti, l’Ascom. E i numerosi, davvero numerosi, cittadini: 3.673, per l’esattezza. Tante sono state le firme raccolte nel giro di pochissimo tempo. Una partecipazione importante. Il numero di firme, per dirne una, a norma di Statuto comunale, sarebbe bastato a indire un referendum. Ma non è tanto una questione di numeri, che pure si sono rivelati significativi, quanto di principi, di contenuti. Quelli che ieri, nel corso di una conferenza stampa, hanno voluto ribadire con forza Giovanni Iudicone per il WWF, Francesco Pezzano per l’Ascom e Agostino Pernarella per Il Sestante. Il presupposto da cui è partita la raccolta firme lo ha spiegato Agostino Pernarella: «Una città come Terracina, sotto dissesto e una situazione economica che più nerisssima, non può permettersi un appalto del genere. Un appalto dal costo a base d’asta di 8 milioni e 100 mila euro l’anno, per sei anni, che così come è stato confezionato rischia di favorire non gli interessi della città, ma quelli del privato». Il punto primo, dunque, è questo: il costo dell’appalto è esoso e rischia di dare la botta finale ad una città morente sul piano economico e delle finanze pubbliche. Ma l’inghippo della faccenda è un altro. E lo spiega Giovanni Iudicone del WWF: «Il capitolato d’appalto, preparato dagli uffici tecnici comunali, non prevede alcun meccanismo di premialità per i cittadini-contribuenti rispetto alla crescita della percentuale di raccolta differenziata». E qual è il problema? Semplice: i guadagni che derivano dalla crescita (obbligata e prevista dal capitolato d’appalto) della raccolta differenziata finiscono dritti dritti nelle tasche del privato. Che, riciclando, guadagna due volte: conferendo sempre meno rifiuti in discarica (e a 100 euro a tonnellata è un bel risparmio) e rivendendosi il materiale da riciclare, oggi diventato quasi materia prima e dunque richiesto (e pagato bene) sul mercato. E i cittadini? Zitti a riciclare. E a pagare, sempre la stessa cifra, con buona pace dell’impegno che mettono nel rispettare tempi e modi della differenziata. Impegno, va ricordato, che è diretto. Nel capitolato sono infatti previsti due tipi di raccolta differenziata: una porta a porta e l’altra condominiale. Quindi ci sarà un pieno (e impegnativo) coinvolgimento dei cittadini. Ma con quale vantaggio, quale «premio» dall’unico punto di vista che conta: la bolletta? Nessuno. Un paradosso grande come l’affare, tutto a vantaggio del privato, in cui rischia di trasformarsi l’appalto dei rifiuti di Terracina. Un rischio chiarissimo agli oltre 3.500 cittadini che, insieme alle tre associazioni, chiedono all’amministrazione comunale di fermarsi e annullare la gara d’appalto. «Lo hanno fatto altri Comuni pontini in queste settimane - dichiara Agostino Pernarella - perché non possiamo farlo noi?». Già, bella domanda: perché non può farlo una città economicamente allo stremo, per usare un eufemismo, dove, come dichiara il presidente dell’Ascom Pezzano per citare un dato, «nel 2012 ha chiuso i battenti quasi un’impresa al giorno?». La quota ragguardevole di firme raccolte non rappresenta un traguardo per le tre associazioni, convinte più che mai ad andare fino in fondo per raggiungere il proprio obiettivo: «La cittadinanza si è dimostrata più sensibile all’argomento della classe politica, con qualche rara se non unica eccezione - concludono in coro -. Una partecipazione significativa, di cui il sindaco Procaccini farebbe bene a tener conto».
L’INCOGNITA MORELLE. DUBBI ANCHE SUL PROJECT FINANCING
di Pierfederico Pernarella
Accanto ai meccanismi per nulla virtuosi previsti nel capitolato d’appalto, WWF, Ascom e Il Sestante puntano il dito anche contro il project financing per l’impianto di compostaggio di Morelle. Del progetto, che prevede il coinvolgimento di soggetti privati per la riattivazione e la gestione della struttura, se ne sta occupando la Provincia di Latina. Ebbene nelle linee guida individuato, spiegano le tre associazioni, non viene specificato quale tipo di smaltimento verrà effettuato. I timori insomma, per dirla papale papale, è che al posto di un impianto per il riciclo della frazione umida e la produzione di compost possa spuntare un inceneritore.

venerdì 3 maggio 2013

ABUSIVISMO VISTA MARE TRA ITRI E SPERLONGA


ABUSIVISMO VISTA MARE TRA ITRI E SPERLONGA
di Francesco Avena
Ruspe fuori controllo, mattone selvaggio e manufatti che spuntano come funghi: scoperto un nuovo caso di abusivismo edilizio tra Itri e Sperlonga dove qualcuno ha provveduto a realizzare due strutture a quanto pare prive di tutte le necessarie autorizzazioni. Forse sarebbero venute fuori abitazioni di lusso vista mare. Il presunto caso di abusivismo edilizio, su cui si stanno ancora svolgendo tutti gli accertamenti del caso da parte della magistratura, è stato scoperto tra le località di Monte Moneta, che si affaccia direttamente sulla spiaggia di Sant’Agostino, di Santo Stefano e Monte Le Fune. Una zona che si perde tra il verde degli alberi e che dà sulla spiaggia: territorio «nascosto» ai più eppure così appetibile proprio per la sua splendida posizione paesaggistica tra Itri e Sperlonga. In quell’angolo di paradiso nei giorni scorsi gli agenti del Corpo Forestale dello Stato di Itri, agli ordini dell’ispettore Roberto Broccoli, hanno scoperto che su un lotto di un ettaro circa di terreno erano spuntati due manufatti, alcuni terrazzamenti capaci di alterare la morfologia della zona, con tanto di una stradina di circa 150 metri lineari. Il tutto a pochi passi di importanti reperti archeologici già finiti sotto la lente della Sovrintendenza dei Beni Culturali. Per fare questo, secondo quanto accertato dagli investigatori, il responsabile - un cittadino del posto - aveva provocato il movimento della terra senza la dovuta autorizzazione e l’intervento su suolo demaniale che è stato illecitamente modificato per uso evidentemente privato. Come da prassi, gli agenti del Corpo Forestale di Itri hanno provveduto a sequestrare tutte le opere non autorizzate e hanno informato la magistratura. La zona non è certo nuova al fenomeno dell’abusivismo edilizio. Nell’estate di due anni fa, sempre gli uomini del Corpo Forestale, nella fattispecie il Nucleo speciale del NIPAF, agli ordini dell’ispettore Stefano Giulivo, apposero i sigilli a ben 21 unità immobiliari dotate di tutti i comfort delle abitazioni di lusso.