giovedì 25 aprile 2013
Ma in Friuli vince il Pd...e Grillo cala
Ma in Friuli vince il Pd...e Grillo cala
Richiesta di sospensione del bando per l’assegnazione degli arenili comunali
Al Sindaco di Terracina
Dott.
Nicola Procaccino
Al Dirigente Finanziario del Comune di Terracina
Dott.ssa Ada Nasti
Al responsabile del procedimento dell’appalto
degli arenili comunali
Geom. Carlo Sinapi
E p c Ai Capo Gruppo
Consiliari
Oggetto: Richiesta di sospensione del bando per l’assegnazione degli
arenili comunali per gravi ed incomprensibili aspetti sostanziali contenuti
nelle delibere di Giunta n. 113, 114, 115 e116 del 28 Marzo 2013.
Si
legge nelle suddette delibere:
- Che il
Comune , dall’affidamento a terzi dei quattro arenili comunali, per la stagione
2012 ha
ricavato un utile complessivo pari a 211.750,00 Euro.
- Che a
causa del fatto il Comune non dispone più di idonee attrezzature balneari quali
ombrelloni, sdraio e lettini, deve provvedersi all’applicazione di una riduzione
in percentuale del prezzo da porre a base di gara, rispetto a quello ricavato
nell’anno 2012, questo a compensazione delle spese da sostenere direttamente da parte degli
aggiudicatari per tali incombenze.
Dal conto che io mi sono fatto, sommando il prezzo a base
delle aste per i singoli arenili nel biennio preso a riferimento, il Comune
incasserà la somma complessiva di Euro 360.050,00 quindi la gara partirà, rispetto
allo scorso anno con un introito
inferiore di Euro 63.450,00 nel biennio.
L’introito che il Comune perderebbe da questa gara, ben
63.450,00 Euro, come detto, è motivato dal fatto che non c’è più nella
disponibilità del Comune nessuna attrezzatura da mettere a gara d’appalto, quali
ombrelloni, sdraio, lettini. ed altro ancora aggiungo io.
In allegato alla presente rimetto:
- Copia della lettera della Dott,ssa Ada Nasti del 01
Giugno 2012 prot. 26038 / U, in cui con
la stessa si chiede all’Azienda Speciale Terracina, gestore degli arenili
comunali nella stagione balneare 2011, la consegna di tutte le attrezzature
balneari utilizzabili per la gestione degli arenili.
- Lettera
dell’Azienda Speciale Terracina del 12 Giugno 2012 prot. n. 0006116/2012,
indirizzata alla Dott.sssa Ada Nasti, in risposta alla richiesta suddetta dove
vi sono elencati i beni comunali, in
termine di attrezzature balneari, in cui tra ombrelloni, sdraio, lettini, aste
bandiera e trespoli portarifiuti vi sono circa 4.000 (DICASI QUATTROMILA PEZZI)
CON L’AGGIUNTA DI UN
TRATTORINO.
Con lettera del 26 Giugno 2012 prot. n. 30432 / U a firma
dell’allora Assessore Marcuzzi Pierpaolo, Indirizzata al Direttore dell’Azienda
Speciale Terracina Dott.ssa Carla Amici,
si dice testualmente: NELLA
MATTINATA ODIERNA UN MEZZO COMUNALE SI RECHERA’ PRESSO IL DEPOSITO DI VIA
GIORGIONE PER PRELEVARE L’ATTREZZATURA, IVI GICENTE, GIA’ UTILIZZATA PER
LA GESTIONE
DEGLI ARENILI COMUNALI.
Da quanto sopra esposto, appare quanto mai
contraddittorio il contenuto delle delibere di Giunta sopra richiamate e quanto
invece la corrispondenza sopra esposta afferma, che di fatto smentisce le
affermazioni riportate nelle delibere stesse a giustificare un ingiustificabile
invece, sconto ai partecipanti alla gara d’appalto.
Ma vi è di più, come può tutto questo giustificarsi in
presenza di una stagionalità, prevista sempre dalle suddette delibere, che va
dal 1 Maggio al 31 Ottobre 2013, quando la stagionaltà 2012 è durata da dopo il
15 Luglio al 31 Ottobre?
E COME SI GIUSTIFICA UN AUMENTO DELLE TARIFFE A CARICO
DEI TERRACINESI DEL 15% CIRCA?
PERCHE’ NONSI FISSANO I PREZZI ANCHE PER I TURISTI CHE
VENGONO A
TERRACINA? COME SI GIUSTIFICA UNA DIMINUZIONE DELLE
ENTRATE
NELLE CASSE COMUNALI CON UN AUMENTO DELLE TARIFFE A
CARICO
DEI CITTADINI TERRACINESI CHE VANNO NELLE TASCHE DEI
PRIVATI?
E, NON BLOCCARE LE TARIFFE A CARICO DEI TURISTI NON PORTA
FORSE
QUESTI AD ALLONTANARSI DA TERRACINA?
QUESTO PROVVEDIMENTO ALLONTANA O AVVICINA I TURISTI
A
TERRACINA NEL
PIENO DI UNA GENERALIZZATA CRISI ECONOMICA DEL
PAESE CHE STA IMPOVERENDO LE FAMIGLIE ITALIANE E CHE IN
PARTICOLAR MODO STANNO COLPENDO IL TIPO DI TURISTA CHE
FREQUENTA LA
NOSTRA CITTA ’?
Perché il bando della gara d’appalto sta trovando tanto
tempo per essere predisposto e pubblicato?
Siamo a meno di dieci giorni dall’inizio della stagione
prevista nelle delibere suddette, e già non è possibile più dare in tempo utile
gli arenili ai potenziali gestori.
Si sta agendo in questo modo per restringere i tempi
della gara d’appalto in modo tale che chi non è amico degli amici non possa fare
in tempo a prepararsi a partecipare?
Al di la delle ultime considerazioni, di carattere
politico, IN RIFERIMENTO ALLE
CONSIDERAZIONI FATTE NELLA PRIMA PARTE DELLA PRESENTE
LETTERA. SONO A CHIEDERE LA SOSPENSIONE
DELLA PROCEDURA
DELLA GARA D’APPALTO IN CORSO SINO A QUANDO NON SARA’
FATTA
COMPLETA CHIAREZZA SUL DESTINO DEL PATRIMONIO COMUNALE,
IN
TERMINI DI ATTREZZATURE BALNEARI, ALL’INTRERNO DEL
CONSIGLIO
COMUNALE.
Dove vi chiedo di portare sin da subito copia dei verbali
di riconsegna del materiale da parte delle aziende che hanno gestito gli arenili
durante la stagione balneare 2012, e di eventuali verbali di distruzione di
strutture balneari nei rifiuti speciali.
COMPRESO IL TRATTORINO.
Il Consigliere Comunale
Vittorio Marzullo
NUCLEARE: IN ITALIA GESTIONE DISASTROSA DELLE SCORIE
NUCLEARE:
IN ITALIA GESTIONE DISASTROSA DELLE SCORIE
di
Guido Grassadonio
Fonte:
EuroNews
Lo
ripetiamo spesso: in Italia il nucleare esiste ed esiste un problema scorie. Un
problema serio, che le istituzioni politiche tendono sempre a dimenticare.
Intanto, questo è dovuto al processo di decommissioning delle vecchie centrali,
spesso lontano dall’essere concluso.
Si
tratta di un lavoro durissimo e molto delicato, dato che a dover essere
recuperati e messi in sicurezza non sono solo le scorie ma qualsiasi cosa abbia
fatto parte della centrali, finanche i guanti utilizzati decenni fa all’interno
della stessa centrale.
Ma
le scorie non arrivano solo dai vecchi impianti civili. Abbiamo alcuni impianti
nucleari costruiti per motivi di ricerca e abbiamo, soprattutto, scorie prodotte
per usi medici: circa 500 mc annui.
La
legge dello Stato che regola la gestione del problema non è, paradossalmente,
essa stessa a norma UE. L’Italia ha tempo fino ad agosto per adeguarsi alle
normative comunitarie, ma difficilmente il nuovo governo avrà testa per pensare
anche a questi “dettagli”.
Ricordiamo,
poi, come sia ancora da trovare il sito definitivo per lo stoccaggio delle
scorie italiane. A chi pensa all’attuale centro di raccolta nei pressi di
Saluggia, l’amministratore delegato SOGIN Giuseppe Nucci ha risposto così: “No,
guardi una cosa è certa un deposito non può stare vicino all’acqua. E quindi
quel deposito è per definizione temporaneo. Noi faremo adesso il Cemex, una
grandissima opera che era ferma da molti anni: significa trasformare da liquido
a solido i rifiuti ad alta attività. Quei rifiuti dovranno essere portati poi in
deposito. Saluggia non lo sarà mai, non lo potrà essere e soprattutto ritengo
una cosa: che noi dobbiamo veramente ridare il territorio decontaminato ai
cittadini. Perché da molti anni questo materiale è fermo lì”.
Il
problema è che per mettere su un sito di stoccaggio ci vogliono, oltre ai soldi,
anche 5 anni di lavoro. E nel 2020 la Francia è tenuta a rispedirci le scorie
che sta intanto trattando per nostro conto nelle sue centrali. Per allora la
sede dovrà essere pronta. Il rischio sono multe e rinegoziazioni economiche dei
patti con Parigi, che possono essere piuttosto onerosi.
Le
aziende come la SOGIN che si occupano di questi problemi sono formate da tecnici
della cui professionalità non abbiamo motivo di dubitare. Ma per risolvere
questi problemi occorre anche un intervento politico. Restano pochi mesi per
cambiare una legge e un paio d’anni per trovare un sito, con il beneplacito
degli abitanti della zona. Intervenire ed evitare multe e pericoli ci sembra
davvero sacrosanto. Pensare di risolvere tutto all’ultimo minuto, magari
imponendo dall’alto le decisioni al territorio, stile Val di Susa, al contrario
sarebbe per lo meno irresponsabile.
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Istat, sette famiglie su dieci fanno la spesa al discount.
Istat, sette famiglie su dieci fanno la spesa al discount. In recupero la fiducia dei consumatori
La crisi ha modificato profondamente i modelli di consumo delle famiglie. Oltre sette famiglie su 10 (71%) hanno modificato quantità e qualità dei prodotti alimentari acquistati, sono state poi quasi eliminate le spese per visite mediche, analisi cliniche e radiografie, mantenendo quella incomprimibile per i medicinali. Lo ha detto il presidente Istat Enrico Giovannini in audizione.
Si svuota il carrello della spesa per i prodotti base per l`alimentazione, dalla frutta (-4%) agli ortaggi (-3%), dal grana padano (-7%) al parmigiano reggiano (- 3%) fino alla carne bovina che registra - secondo Coldiretti - un calo delle macellazioni del 7% nel primo trimestre nel 2013.
Aumentano le famiglie che fanno la spesa nei discount - La situazione di disagio degli italiani è confermata dal fatto che sei italiani su dieci hanno fatto la spesa al discount con un aumento del 9% secondo l'Istat.
In recupero la fiducia dei conumatori - Da segnalare tuttavia qualche dato positivo. Ad aprile 2013 l'indice del clima di fiducia dei consumatori segna un rialzo, aumentando a 86,3 da 85,3 di marzo. Lo rileva l'Istat. Il miglioramento arriva dopo il calo del mese precedente e vede l'indice posizionarsi al livello più alto dallo scorso luglio, ovvero da nove mesi. Nel dettaglio, il clima economico e quello futuro salgono ai massimi da oltre un anno (da marzo 2012).
Dichiarate fallite Scm e Tele Etere
CRISI SENZA FINE
Dichiarate fallite Scm e Tele Etere

Nella stessa giornata è stata dichiarata fallita anche l’emittente televisiva Tele Etere. A chiedere di affidare ad un curatore la storica tv locale sono stati alcuni dipendenti rimasti senza stipendio e senza trattamento di fine rapporto. L’ultimo tg era andato in onda a settembre del 2011.
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L’ESTATE ARRIVA Ma la spiaggia non c’è.
L’ESTATE ARRIVA
Ma la spiaggia non c’è. I lavori partono il 29 aprile

LATINA – Sarà effettuata il 29 aprile la consegna dei lavori alla società che ha vinto la gara bandita dall’Ardis, l’Agenzia Regionale che si occupa dell’intervento di difesa della costa, per i lavori di ripascimento di un tratto del litorale pontino.
L’assessorato all’Ambiente del Comune di Latina aveva fornito il progetto preliminare dell’intervento già il 23 dicembre 2011, ma a causa di ritardi dovuti prima allo stallo delle elezioni regionali e poi ad un errore tecnico da pare dell’ARDIS nella procedura di gara, ci si ritrova oggi con il danno da recuperare di gran lunga aumentato, e con dei tempi da poter usufruire per lo svolgimento dei lavori fortemente ristretti.
“Convocherò – afferma l’assessore Fabrizio Cirilli – immediatamente tutti i soggetti coinvolti direttamente e/o istituzionalmente alle problematiche che i lavori in spiaggia potrebbero comportare dal momento che la stagione estiva è ormai alle porte. La loro esecuzione infatti, da una parte è fondamentale e improrogabile, ma dall’altra paradossalmente potrebbe creare disagi e pericolo per lo svolgimento della stagione estiva stessa”.
A conferma di ciò la nota della Regione Lazio recita tra l’altro:
“….In particolare, visto lo stato dei luoghi, si rende necessario eseguire con estrema urgenza ed in maniera prioritaria il radicamento a terra dell’ultima scogliera di levante, oggi completamente isolata dalla linea di riva, ed un primo intervento di ricostruzione della spiaggia con un ripascimento utilizzando le sabbie localizzate in prossimità delle prime tre scogliere di levante della foce del Fosso Mascarello (Foce Verde). Considerando che per eseguire la realizzazione dei primi due interventi nella sequenza sopra descritta, occorre prevedere un trasferimento via terra con mezzi meccanici (autocarri) sia dei massi che delle sabbie di ripascimento per un periodo di almeno 30gg lavorativi, e quindi ci si troverà a lavorare in un periodo sensibile dal punto di vista turistico-balneare, è necessario concertare con codesta Amministrazione comunale, che avrà cura di consultare i concessionari ed i portatori di interesse che ritiene opportuno, la fattibilità di una tale lavorazione…”.
Per una maggiore comprensione delle problematiche comunicateci è bene sottolineare che: per la realizzazione dei primi due interventi è previsto un numero di circa 20 – 25 viaggi giornalieri di mezzi pesanti lungo via Lungomare nel tratto Foce Mascarello – Via Egadi, per un periodo di 30 giorni, oltre a circa 40 viaggi giornalieri di mezzi pesanti per un periodo di 10 giorni nello stesso tratto. Ovviamente il trasporto via spiaggia delle sabbie, con adeguati mezzi gommati, è stato escluso per insuperabili problemi di sicurezza.
“Alla luce di tutto ciò – dichiara Cirilli – già da domani è stata indetta una riunione tecnica dell’ufficio al fine di convocare tutti i soggetti interessati per cercare di concordare strategie e ottimizzare al massimo ciò che sarà consentito realizzare. Resta comunque l’amarezza per un intervento che seppur da noi pianificato e previsto in modo puntuale ed attento rischia di essere parzialmente inficiato per cause che non sono da noi dipese”.
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