lunedì 21 maggio 2012

Pompieri

Acciughe marinate

Acciughe Marinate


Ricetta inviata da dankan il 22/08/2007



In effetti sarebbe un antipastino molto appetitoso, ma sono talmente buone che a casa mia i miei figli quando arrivano a qualsiasi ora per prima cosa aprono il frigo, e se non le trovano e... le acciugheeeee! dove sonoooo!



DifficoltàFacile

Ingredienti per 4 porzioni◦1 kg. di acciughe freschissime belle grandi

◦4 cipolle medie (io uso le rosse perché più gustose)

◦olio

◦aceto

◦farina di grano duro o meglio ancora di kamut

PreparazionePulisco le acciughe, levando la testa e le interiora, le lavo, le distendo su di una salvietta e le asciugo delicatamente.



Ora le infarino e le friggo in abbondante olio di semi di arachide e le scolo su carta da cucina.



Pulisco le cipolle, le taglio sottilissime e le faccio dorare in una padella con dell'olio, quando si sono un poco appassite le copro con un bel bicchiere d'aceto bianco e le porto a cottura.



In una terrina distendo a strati le acciughe fritte alternandole a cucchiaiate di puccin di cipolla, olio, aceto, fino a esaurimento degli ingredienti; unisco una foglia di alloro e le copro con un piattino più piccolo della terrina, con un peso sopra (l'aceto deve coprirle bene, eventualmente aggiungerne altro) e porre in frigo.



Più stanno lì più buone diventano!



Sviluppo e Lavoro

Lo sviluppo nasce dal lavoro per il bene comune


di Bruno ForteCronologia articolo20 maggio 2012

Storia dell'articolo

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Questo articolo è stato pubblicato il 20 maggio 2012 alle ore 13:39.

L'ultima modifica è del 20 maggio 2012 alle ore 13:58.

Accedi a My Non nascondo di far fatica a comprendere la contrapposizione che qualcuno intende marcare fra una fase di rigore e una di crescita nell'agenda dell'attuale governo del Paese: ciò che mi sembra chiaro è che nessuna crescita ci potrà essere senza mettere in ordine i conti e garantire solidamente le condizioni dello sviluppo.





È un ragionamento evidente, che ogni sana conduzione familiare accetta e che anche Gesù propone come regola di prudenza e serietà nella vita: «Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: "Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro" (Luca 14,28-30)». Rigore e crescita sono l'uno il presupposto dell'altra, e non sarebbe in buona fede chi volesse far credere che il rigore danneggia e l'ottimismo fatuo paga. Detto questo, è non di meno vero che il rigore va contemperato con l'equità, e che la crescita che lo presuppone presenta essa stessa delle condizioni di possibilità, che sono anzitutto etiche e spirituali.





Le ha espresse con incisività Benedetto XVI, parlando domenica scorsa a Sansepolcro, la città nata mille anni fa dall'utopia di far rivivere in terra toscana la santa Gerusalemme: «Oggi vi è particolare bisogno che il servizio della Chiesa al mondo si esprima con fedeli laici illuminati, capaci di operare dentro la città dell'uomo, con la volontà di servire al di là dell'interesse privato, al di là delle visioni di parte. Il bene comune conta di più del bene del singolo, e tocca anche ai cristiani contribuire alla nascita di una nuova etica pubblica. Ce lo ricorda la splendida figura del neo-beato Giuseppe Toniolo. Alla sfiducia verso l'impegno nel politico e nel sociale, i cristiani, specialmente i giovani, sono chiamati a contrapporre l'impegno e l'amore per la responsabilità, animati dalla carità evangelica, che chiede di non rinchiudersi in se stessi, ma di farsi carico degli altri... È necessario ritrovare solide motivazioni per servire il bene dei cittadini».





Pur riferendosi direttamente all'impegno dei laici cristiani nella società, mi sembra che queste parole contengano un messaggio per tutti. In primo luogo esse richiamano come condizione basilare della crescita la presenza della «volontà di servire al di là dell'interesse privato, al di là delle visioni di parte». Il principio su cui si fonda questa condizione è così espresso da Benedetto XVI: «Il bene comune conta di più del bene del singolo». Se il "villaggio globale" è entrato nella grave crisi in cui si trova, è perché questo principio è stato ampiamente disatteso: il castello di carte costruito sulla menzogna di identificare economia virtuale della finanza ed economia reale della produzione e del consumo, ha potuto innalzarsi perché spinto dall'avidità di alcuni che non hanno esitato a sacrificare i risparmi dei piccoli per moltiplicare i propri guadagni.



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Coppa Italia al Napoli! VIDEO GOL



22:55 del 20 maggio

Il cielo è azzurro sopra Roma. Il Napoli vince la Tim Cup 2012 grazie al successo 2-0 contro la Juventus e torna ad alzare un trofeo che mancava da 21 anni. Partita molto equilibrata e combattuta all'Olimpico, senza grandi occasioni. La Juve protesta per un fallo in area di Aronica su Marchisio, nella ripresa Brighi fischia un rigore per il Napoli con Storari che stende Lavezzi: dal dischetto Cavani trasforma. Conte toglie Lichtsteiner, Del Piero e Borriello per Vucinic, Pepe e Quagliarella, la Juve crea ma De Sanctis è bravissimo a dire di no. Nel finale, in contropiede, Hamsik chiude la partita. Addio amaro di Del Piero, omaggiato dai compagni con un logo sulla maglia: "12 settembre 1993 - 20 maggio 2012- One Love”.



Coppa Italia, finale

Juventus-Napoli 0-2

63' rig. Cavani (N), 83' Hamsik (N)





sabato 19 maggio 2012

Addio a Donna Summer


Addio a Donna Summer, la «Lady of the Night» della musica disco

di Francesco PriscoCronologia articolo17 maggio 2012Commenti (1)

.Storia dell'articoloChiudi Questo articolo è stato pubblicato il 17 maggio 2012 alle ore 20:38.



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Accedi a My I più giovani probabilmente ricorderanno «Full Monty», il fortunatissimo film del 1997 in cui un manipolo di squattrinati inglesi si reinventa una vita spogliandosi nei night club di Sheffield, alla faccia dell'adipe e dei capelli che non sono più folti come una volta. Chi ha qualche anno in più magari ricorda l'estate del 1979 con la lenta agonia della stagione dell'impegno politico e nuovi «valori», decisamente più goderecci, che si facevano strada nella generazione dei venti-trentenni.





Nell'uno come nell'altro caso, stessa colonna sonora: «Hot Stuff», 3,52 minuti di disco music dal ritmo incalzante agganciata a un riff di chitarra che ci ricorda che la lezione del rock non è passata invano. A cantare era Donna Summer, pantera nera dotata di voce vellutata e notevole presenza scenica tanto da aggiudicarsi presto l'appellativo di «Queen of the Disco», regina della disco music. Anche lei se n'è andata in questo 2012 pieno di lutti musicali. Proprio questa mattina in Florida si è arresa dopo una lunga battaglia con il cancro, all'età di 63 anni. Se non vi piacciono la «musica di plastica» e l'«arte del disimpegno», accontentatevi di questo: la ragazza veniva da lontano e, prima di arrivare al grande successo commerciale, si è fatta le ossa nei peggiori locali della East Coast statunitense. «Abbiamo perso una donna di grande talento», hanno commentato i familiari. Peccato non sia riuscita a ultimare il suo nuovo album che, a questo punto, si presuppone uscirà postumo e rimaneggiato.





Il pigmalione europeo. LaDonna Adriana Ganes (Summer è la versione americanizzata del cognome del suo primo marito, il tedesco Helmut Sommer) era nata nel 1948 in un sobborgo di Boston e, gavetta a parte, non sembrava destinata a fare breccia nello show-biz degli States. Viene scritturata da un musical, fa un tour in Europa e approda in Germania dove, nella metà degli anni Settanta, incontra Giorgio Moroder, il produttore che le cambia vita e che, proprio grazie a lei, diventerà il king maker del pop (ve la ricordate «Notti magiche», la sigla di Italia '90? Farina del suo sacco). I mid Seventies erano gli anni della febbre del sabato sera, dell'esplosione della disco e da quegli studi di registrazione di Monaco di Baviera uscirono fuori «Lady of the Night», il suo programmatico album d'esordio, e «Love To Love You Babe», uno dei classici dell'ammiccamento musicale. Quei mugolii e quei sospiri diventarono un cult e Donna Summer un sex symbol, anche se pochi conoscevano davvero come era fatta. Tant'è vero che si diffuse addirittura la leggenda metropolitana che la sua voce non fosse altro che il prodotto di un campionamento di chissà quale computer supertecnologico, una diavoleria targata Moroder.





Il peso del cliché. Poi vennero «I Remember Yesterday» e la stessa «Hot Stuff», il successo mondiale da regina della disco music, un mondo in cui l'eccesso e la trasgressione erano la regola e, ovviamente, la cantante, che aveva simulato orgasmi multipli nel suo primo successo, ne diventò una figura di riferimento. Come spesso accade le formule del genere e le etichette che si portavano dietro diventarono una sorta di prigione creativa per Donna Summer che ha lottato decenni per dimostrare di essere una vera cantante e non solo una bambolona sexy. Il tutto nonostante la sua versione di «MacArthur Park», uno dei capolavori di Jimmy Webb (la versione originale è cantata dall'attore Richard Harris) arrivò al primo posto della classifica americana.





Depressione e crisi mistica. Grammy Awards, il successo del duetto con Barbra Streisand non le impedirono di entrare in crisi, travolta dall'ansia e dalla depressione. Nella sua biografia c'è anche una quasi inevitabile crisi religiosa, collaborazioni importanti con Quincy Jones, un ritorno con Giorgio Moroder, l'introduzione nella Disco Hall of Fame, un concerto tenuto a Oslo in occasione della consegna del Nobel per la Pace al presidente Barack Obama che pare sia un suo fan, qualche ritiro dalle scene accompagnato da inevitabili ritorni. La verità è che una volta terminato il decennio d'oro della disco music, Donna Summer non è mai più riuscita a ritrovare il successo e a imporsi con una precisa identità musicale.





Punto di riferimento della cultura pop. Di sicuro contribuirono al suo successo il fiuto di Moroder, un'operazione di marketing al testosterone e tutta quella pubblicità derivante dai contenuti espliciti delle sue canzoni. Le centinaia di cover delle sue hit («I Feel Love» è stata suonata, tra gli altri, da Whitney Houston, Madonna, Robbie Williams e persino Moby) sono comunque la testimonianza evidente del ruolo che Donna Summer ha svolto nella storia della musica popolare della seconda parte del Novecento. L'avevano incoronata regina negli anni dello Studio 54, ma in verità in quel ruolo non si è mai sentita a suo agio. Era una creatura crepuscolare, fragile e in fondo timida. Più una «Lady of the Night» che una Queen of the disco.



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mercoledì 16 maggio 2012

Lettera al Prefetto




La lettera che segue è stata consegnata questa mattina, a mano, al protocollo della Prefettura di Latina, con apposte le firme dei seguenti Consiglieri Comunali:Vittorio Marzullo, Angelo Bruno Scirocchi, Gianni Percoco, Apolloni Agostino, Villani Domenico, Giuseppe D’Andrea, Alessandro Di Tommaso e Umberto Di Mario.







Le firme di altri Consiglieri mancano non per volontà politica, ma l’urgenza non ci ha dato modo di aspettare tutti.























A sua Ecce.za Ill.ma il



Prefetto di Latina



Piazza della Libertà



Latina











I sottoscritti Consiglieri Comunali del Comune di Terracina, fanno presente, che in data 16 Aprile u. s. hanno presentato presso il protocollo comunale una richiesta di convocazione del Consiglio Comunale, sottoscritta da più di un quinto dei Consiglieri comunali, avente ad oggetto il seguente ordine del giorno:Richiesta di convocazione del Consiglio Comunale, ai sensi dell’art. 7 comma 7 e dell’art. 23 comma 2 del vigente regolamento del Consiglio Comunale.







Abbiamo avuto assicurazione, più volte, da parte del Presidente del Consiglio Comunale signor Giovanni Aiello, che si sarebbe tenuta la conferenza dei capo gruppi per il giorno11 Maggio e che si sarebbe tenuto il Consiglio Comunale con all’ordine del giorno la nostra richiesta il giorno 16 Maggio.







In tal senso è stata convocata nella giornata del 11 Maggio la conferenza dei capo gruppi, dove il Presidente del Consiglio Comunale ha comunicato ai presenti che la conferenza era stata annullata e che veniva riconvocata per il giorno 16 Maggio, senza darci garanzie sul fatto che il punto all’ordine del giorno da noi richiesto venisse discusso nel Consiglio Comunale successivo.







Pertanto, alla luce di quanto sopra esposto, in base a quanto previsto dall’art. 39 comma 5 della legge n. 267/2000 (TUOEL), siamo a chiederle di sostituirsi al Presidente del Consiglio Comunale di Terracina e procedere alla convocazione del Consiglio Comunale.







Alleghiamo alla presente la nostra richiesta di convocazione del Consiglio Comunale e con l’occasione le inviamo distinti saluti.







I Consiglieri:

IMU

L’Imu, la tanto discussa tassa immobiliare introdotta dal Governo Monti in sostituzione dell’Ici, costerà in media alle famiglie italiane 235 euro. È quanto è emerso da un’analisi del Dipartimento delle Finanze, che ha fornito una dettagliata serie di stime sull’onere effettivo dell’imposta municipale, facendo al contempo un confronto con la defunta Ici.


Oltre alla spesa media, il dato più significativo è rappresentato dall’esborso totale: circa 3,4 miliardi di euro, secondo le ultime simulazioni. I dati sono calcolati su un totale di 19,2 milioni di prime case, il 76% delle quali (14,6 milioni) sarà soggetto al pagamento dell’Imu; il 24% delle abitazioni (4,6 milioni) ne sarà esente in virtù delle detrazioni fiscali. I proprietari immobiliari che dovranno pagare l’Imu sono 17,5 milioni, contro i 21,4 milioni di italiani che erano soggetti all’Ici. Il valore pro-capite, tuttavia, salirà a 194 euro, contro i 151 euro del recente passato.

Il Ministero del Tesoro fornisce anche alcuni esempi pratici. Una famiglia con un figlio a carico, aliquota Imu del 4 per mille e rendita catastale di 500 euro pagherà un’imposta di 136 euro, circa 30 euro in più rispetto alla vecchia Ici. Il costo dell’Imu è fortemente legato alla rendita catastale: quando questa raggiunge i 1.000 euro, l’Imu è pari a 472 euro, mentre l’Ici ammontava a 316 euro; quando invece scende a 300 euro, l’Imu arriva a soli 1,7 euro, contro i 22,7 euro dell’Ici. Con due figli a carico, l’Imu è più bassa: 36 euro per una rendita catastale di 500 euro, 372 per una rendita di 1.000 euro. A tal proposito va considerata anche la detrazione di 50 euro per ogni figlio minore residente nella prima casa.

L’analisi evidenzia infine come il peso fiscale sugli immobili in Italia sia inferiore rispetto a quello dei principali Paesi dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico): il prelievo stimato incide solo per lo 0,6% sul Prodotto interno lordo, a differenza del 3,5% raggiunto in Gran Bretagna.