mercoledì 11 novembre 2015

I testamenti dei grandi della storia

"Io qui sottoscritto", da Luigi Pirandello e Giuseppe Garibaldi a Giorgio Ambrosoli e Paolo VI, i testamenti dei grandi della storia in mostra a Milano (FOTO)

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"Morto, non mi si vesta. Mi s'avvolga, nudo, in un lenzuolo. E niente fiori sul letto, nessun cero. Carro di infima classe, quello dei poveri". Così vuole essere onorato Luigi Pirandello, in solitudine e umiltà. "E nessuno m’accompagni, né parenti né amici. Il carro, il cavallo, il cocchiere e basta". Di maggiori pretese e desideri, invece, Giuseppe Garibaldi, già candidato in vita a un avvenire imperituro post mortem. "Il mio cadavere sarà cremato con legna di Caprera nel sito da me indicato con asta di ferro ed un pizzigo di cenere", prescrive "La mia salma vestirà camicia rossa. La testa, nel feretro, o lettino di ferro, appoggiato al muro, verso tramontana, con volto scoperto, i piedi all'asta".
Le ultima volontà dei grandi personaggi della storia italiana sono tutte qui, radunate nella mostra "Io qui sottoscritto" (al centro congressi Mi.Co. a Milano, in occasione del 50° Congresso nazionale del notariato fino al 10 novembre), un viaggio nel versante più intimo e profondo di ventotto personaggi solitamente noti per le loro pubbliche virtù, che mette a nudo il loro animo, le scelte morali, civili, le propensioni e il carattere. Quel che si è stati in vita, si conferma anche in punto di morte: "Muoio colla coscienza d’aver combattuto la buona battaglia e colla sicurezza che un giorno i nostri ideali trionferanno", dice De Gasperi, nel suo lascito gli ideali di un'esistenza spesa per la Democrazia Cristiana.
La stessa tensione etica che vibra tra le righe di Enrico De Nicola: "Tutto il mio patrimonio è frutto esclusivo del mio lungo, assiduo, onesto lavoro professionale di cinquanta anni. La mia vita modesta e parsimoniosa mi ha consentito di accantonare risparmi sugli introiti annuali e di accumulare anche fino a pochi anni or sono tutte le rendite" scrive il primo Presidente della Repubblica italiana. " Avrei posseduto un patrimonio notevole se non mi fossi imposto volontariamente una norma che ho osservato in modo rigorosissimo, come tutti sanno, dal giorno in cui entrai nella vita politica: di non accettare il patrocinio di cause, le quali avessero relazione, sia pure indiretta, con lo Stato".
Ma c'è anche chi, come Guglielmo Marconi, abbandona per un attimo le vette degli ideali per togliersi un sassolino dalla scarpa. " "Perché non siano dimenticati alcuni momenti della mia vita, certo non piacevoli, dichiaro che dopo il mio divorzio colla signora Beatrice O’Brien (...) a sua richiesta le ho donato la somma di Lire italiane 3.000.000 (tre milioni) come da regolari ricevute che conservo", puntualizza l'inventore della radio prima del trapasso. Giuseppe Verdi, invece, vuole essere a fianco della moglie quando anche per lui verrà il sonno eterno, e sepolto "allo spuntar del giorno o all’Ave Maria di sera".
Parole affettuose sono quelle consegnate alla carta e rivolte alla moglie da Giorgio Ambrosoli, l'avvocato milanese ucciso da un sicario inviato da Michele Sindona. "E’ indubbio che - in ogni caso - pagherò a molto caro prezzo l’incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un’occasione unica di fare qualcosa per il paese" scrive "Qualunque cosa succeda, comunque tu sai che cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo. Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali noi abbiamo creduto". Ecco la storia d'Italia, che si confessa in punto di morte.
  • Gabriele D'Annunzio
    Archivi Notarili
    Nomino i miei esecutori testamentari l’Architetto Gian Carlo Maroni sovrintendente del Vittoriale e l’avv. Leopoldo Barduzzi proc. Gen. Ad essi commento di curare la osservanza delle mie ultime volontà, nell’ambito e in armonia con quanto fu da me voluto in accordo col mio Grande Fratello e compagno nel creare la Fondazione del “Vittoriale degli Italiani”. Gabriele d’Annunzio
  • Alcide De Gasperi
    Archivi Notarili
    Oltre che ai parenti, io le raccomando all’aiuto ed all’appoggio di quei pochi ma generosi amici che nel periodo delle prove mi conservarono la loro amicizia. Non posso lasciar loro mezzi di fortuna, perché alla fortuna ho dovuto rinunziare per tener fede ai miei ideali. […] Muoio colla coscienza d’aver combattuto la buona battaglia e colla sicurezza che un giorno i nostri ideali trionferanno. Alcide
  • Camillo Benso conte di Cavour
    Archivi Notarili
    Lascio a questa città mia patria le somma di lire cinquantamille acciò colla medesima si eriga siccome ne prego l’amministrazione, una nuova sala d’asilo infantile ne’ quartiere di Portanuova. La quale somma intendo le sia dal mio erede pagata fra due anni senza interessi pendente tal mora; Camillo di Cavour.
  • Giovanni Agnelli
    Archivi Notarili
    A cura dei miei esecutori testamentari dovrà essere eretto apposito ente morale sotto la denominazione “Fondazione Agnelli” con sede in Torino, coi cespiti patrimoniali di cui sopra e colla finalità statutaria di soccorrere colle sue rendite le famiglie bisognose di lavoratori in circostanze particolari di difficoltà economiche, - e segnatamente in casi famigliari penosi causati da invalidità, vecchiaia o malattia, oppure in casi di necessità speciali dovute a motivi di studio, di nuzialità o di natalità,- il tutto sempre con preferenza per le famiglie appartenenti al personale del gruppo “Fiat” oppure alla Val Chisone. Giovanni Agnelli
  • Giorgio Ambrosoli
    Archivi Notarili
    E’ indubbio che - in ogni caso - pagherò a molto caro prezzo l’incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un’occasione unica di fare qualcosa per il paese. […] Qualunque cosa succeda, comunque tu sai che cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo. Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali noi abbiamo creduto. Giorgio
  • Enrico De Nicola
    Archivi Notarili
    Tutto il mio patrimonio è frutto esclusivo del mio lungo, assiduo, onesto lavoro professionale di cinquanta anni. La mia vita modesta e parsimoniosa mi ha consentito di accantonare risparmi sugli introiti annuale e di accumulare anche fino a pochi anni or sono tutte le rendite. Avrei posseduto un patrimonio notevole se non mi fossi imposto volontariamente una norma che ho osservato in modo rigorosissimo, come tutti sanno, dal giorno in cui entrai nella vita politica: di non accettare il patrocinio di cause, le quali avessero relazione, sia pure indiretta, con lo Stato e di cause le quali durante le due guerre mondiali avessero comunque relazione con la situazione bellica, politica o militare. Enrico De Nicola fu Angelo
  • Gioacchino Belli
    Archivi Notarili
    Il mio corpo, divenuto che sarà cadavere, ordino e voglio che senza alcuna specie di pompa venga trasportato dalla mia abitazione fino al luogo della sepoltura come suoldirsi per carità o in forma pauperum; e ciò non solo per risparmiar gravezze e dispendi al lieve patrimonio di mio figlio, ma eziandio e più ipecialmente in risguardo della umiltà e della mortificazione dovute alle colpe quali si è innanzi a Dio macchiata la mia vita. Giuseppe Gioachino Belli
  • Alessandro Manzoni
    Al mio servitore Clemente Vismara, se, come suppongo, si troverà al mio servizio al momento della mia morte, lascio, per la ristrettezza del mio asse, la tenue somma di lire cento, in benemerenza de’ suoi fedeli e affettuosi servizi, dei quali consegno qui una piena attestazione, perché ne possa valere, quando creda che gli possa essere utile. Tale è la mia ultima volontà, che passo a sottoscrivere. Alessandro Manzoni testatore
  • Giuseppe Garibaldi
    Archivi Notarili
    Il mio cadavere sarà cremato con legna di Caprera nel sito da me indicato con asta di ferro ed un pizzigo di cenere; sarà chiuso in urna di granito e collocata nella tomba delle mie bambine sotto l’agaccio ivi esistente – La mia salma vestirà camicia rossa – La testa, nel feretro, o lettino di ferro – appoggiato al muro, verso tramontana – con volto scoperto – i piedi all’asta- I piedi del feretro o lettino assicurati con catenetta di ferro, siccome la testa – Al Sindaco né a chiunque si parteciperà la mia morte senonchè finita la cremazione – G.Garibaldi
  • Grazia Deledda
    Archivi Notarili
    Lascio ai miei due figli Sardus e Francesco Madesani quanto mi appartiene perché se lo dividano di comune accordo, con l’obbligo, però, di versare entro tre mesi dopo la mia morte, detraendola dalla comune eredità, la somma di lire italiane cinquanta mila (50.000) alla mia nipote Mirella Morelli di Roberto Morelli e Giuseppina Deledda, come ricordo per la buona compagnia che essa mi fece durante la sua fanciullezza e perché essa abbia sempre a praticare gli insegnamenti che maternamente le ho dato. Grazia Deledda Madesani
  • Enzo Ferrari
    Archivi Notarili
    Revoco ogni mia precedente disposizione testamentaria. Istituisco erede universale di tutti i miei beni mio figlio Piero Lardi Ferrari Ferrari Enzo
  • Enzo Ferrari
    Archivi Notarili
    Revoco ogni mia precedente disposizione testamentaria. Istituisco erede universale di tutti i miei beni mio figlio Piero Lardi Ferrari Ferrari Enzo
  • Antonio Fogazzaro
    Archivi Notarili
    Muoio nella fede cattolica, da me sempre confessata davanti agli uomini. Perdono a tutti coloro che per le mie opinioni religiose mi hanno, da opposte parti, detto ingiuria. Mi abbandono pregando e sperando alle braccia del Padre che sa le mie vere colpe e il mio dolore. Antonio Fogazzaro.
  • Alfonso La Marmora
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    Raccomando anzitutto l’anima mia a quel Divino e Onnipotente Creatore che mi ha prodigato in questa terra beni e favori assai più che io non meritavo e che poco prima di morire mi volle lasciare in tali condizioni di fortuna da poter fare del bene alla mia famiglia e ai poveri. Alfonso La Marmora del fu Celestino Generale d’Armata
  • Lina Cavalieri
    Archivi Notarili
    Questo è il mio testamento che annulla tutti i precedenti. Poiché, mia vita natural durante, ho provveduto alla sistemazione definitiva dei miei fratelli Giovanni ed Oreste e di mia sorella Giulia Italia, nomino mio erede universale il mio adorato figlio Alessandro, col solo incarico di versare alla Reale Accademia di Santa Cecilia in Roma Lire centomila per la istituzione di una borsa di studio di canto per una giovinetta bisognosa della provincia di Roma. Lina Cavalieri
  • Guglielmo Marconi
    Archivi Notarili
    «Perché Non siano dimenticati alcuni momenti della mia vita, certo non piacevoli, dichiaro che dopo il mio divorzio colla signora Beatrice O’Brien oggi marchesa Marignoli, a sua richiesta le ho donato la somma di Lire italiane 3.000.000 (tre milioni) come da regolari ricevute che conservo». Guglielmo Marconi.
  • Papa Paolo VI
    Archivi Notarili
    A te, Roma, diocesi di San Pietro e del Vicario di Cristo, dilettissima a questo ultimo servo dei servi di Dio, la mia benedizione più paterna e più piena, affinché Tu Urbe dell’orbe, sia sempre memore della tua misteriosa vocazione, e con umana virtù e con fede cristiana sappia rispondere, per quanto sarà lunga la storia del mondo, alla tua spirituale e universale missione. Paulus PP. VI
  • Giovanni Pascoli
    Archivi Notarili
    Nomino mio erede universale mia sorella Maria, detta “Mariù” Io notaio – presenti i testimoni – ho letto questo atto - da me scritto in un foglio per una pagina e mezza circa – al Testatore che lo conferma Giovanni Pascoli
  • Ettore Petrolini
    Archivi Notarili
    I diritto d’Autore, commedie, canzoni, parodie e composizioni musicali, ecc. appartengono ai miei figli come pure appartengono marmi, bronzi, stampe, quadri, libri rari e tutto altro che concerne la mia biblioteca teatrale, scenografica, letteraria-artistica.” Ettore Petrolini
  • Edoardo Scarpetta
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    Il migliore omaggio che potranno rendere i miei figli alla memoria mia sarà quello dell’affetto reciproco e dell’affetto verso la madre loro: ed impongo a tutti di prestare obbedienza alle presenti mie disposizioni delle quali esigo da tutti la più rigorosa esecuzione. Eduardo Scarpetta fu Domenico.
  • Giuseppe Verdi
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    Esprimo il vivo desiderio di essere sepolto in Milano con mia moglie nell’Oratorio che verrà Costrutto nella Casa di Riposo dei Musicisti da me fondata. […]Ordino che i miei funerali siano modestissimi e siano fatti allo spuntar del giorno o all’Ave Maria di sera senza canti e suoni. Non voglio nessuna partecipazione della mia morte colle solite formule Si distribuiranno ai poveri del villaggio di Sant’Agata lire mille nel giorno dopo la mia morte” sottoscritto Giuseppe Verdi e firmato G. Verdi
  • Giovanni Verga
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    Lego a mia sorella Teresa Verga, maritata Felice una rendita annua vitalizia di lire milleduecento l’anno, da pagarsi dal mio erede a rate mensili da lire cento l’una, iniziando il pagamento della prima rata un mese dopo la mia morte. Questo legato di rendita vitalizia annua intendo farlo a titolo di alimenti, ed avvalendomi della facoltà concessa dall’art. 1800 codice civile dispongo che non sia alienabile, né cedibile, né sequestrabile. Giovanni Verga
  • Giuseppe Zanardelli
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    Voglio che dalla mia sostanza si prelevi una somma colla quale acquistare nel cimitero di Brescia un’arca in cui comporre le salme di tutte le persone di mia famiglia, ed un’altra somma colla quale nell’arca stessa far eseguire dal mio amico Ximenes. Ettore un monumento a mio padre e mia madre: nel formarlo l’insigne scultore precisi che essi fecero una vita tutta di sacrifici e di privazioni pur di dare educazione ed un tenue retaggio ai figli che allevarono in numero di undici. Giuseppe Zanardelli.

"Cosa c'è di sbagliato nel Socialismo?".

"Cosa c'è di sbagliato nel Socialismo?". Risposta a Roger Waters dei Pink Floyd

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ESPRESSO
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Roger Waters dei Pink Floyd argomenta sulla rivista Rolling Stone: "Ci vuole più Socialismo" e "Cosa c'è di sbagliato nel Socialismo?". All'autore delle storiche musiche di denuncia in "The Wall" e "Dark side of the Moon", che tanto influenzarono la generazione degli Anni '60, rispondiamo aiutandolo a ricordare. La Rivoluzione Culturale degli Anni '60 a cui lui e i Pink Floyd debbono successo e rilevanza, si fonda su una contestazione dei giovani contro il "socialconsumismo" e il "socialburocratismo", di cui massima espressione fu il Socialismo reale de "Il Muro di Berlino" (The Wall" per definizione) di fronte al quale i Pink Floyd diedero la loro più famosa performance. Ora i casi sono due: 1) Roger Waters non ha mai capito niente di quello che faceva e di chi lo apprezzava; oppure 2) soffre di arteriosclerosi, comune alla sua età, e non si ricorda il senso e la realtà delle cose.
Non era e non è assolutamente vero che semplicemente "ci vuole più Socialismo", se questo tende a divenire una casta che erige muri. È quello che tutti vedevano ieri ed oggi (in guerre civili, ostacoli a migrazioni, speculazioni di borsa, tassazioni orwelliane, natura inquinata) ed è l'esatto contrario di quello che noi giovani capivamo dal Roger Waters giovane. Viviamo oggi in un Benessere fatto di Muri, come in un labirinto dove pochi hanno le password. Queste sono divenute i "nuovi muri" che selezionano l'accesso a ciò che viene promesso. Il risultato è 3 miliardi di umani in sovrappeso, intossicati e depressi, con 20 anni medi di vita in meno di quanto sarebbe possibile. Tutto questo è attribuibile alla scarsa qualità di un Socialismo burocratico e di casta, del mercato capitalistico, dell'inquinamento ambientale e mentale. Roger Waters o è uscito fuori di senno o è un artista geniale che non conosce concetti e storia, e straparla senza sapere cosa dice.
Gli ricordiamo che Marx ed Engels - che sul Socialismo si erano applicati - spiegavano che il Socialismo era uno strumento evolutivo del tutto transitorio verso una maggiore naturalezza consentita agli individui nel loro rapporto con i beni comuni naturali. Si rilegga "Dialettica della Natura" di Engels e "L'Origine delle Specie" di Darwin: testi antichi ma pieni di intuizioni. La socializzazione da parte di una politica e una burocrazia incompetente ed oppressiva, ha superato ogni limite naturale, in nome del socialismo (sia esso democratico, popolare o di mercato). Esso ha i tratti autoreferenziali dell'autismo, della nevrosi, di chi, come Waters, non sa di che parla, ma sa di voler conservare un'illusione storica a costo del genocidio.
Tragici criminali della storia come ci appaiono oggi Napoleone, Hitler, Mussolini, Stalin, Churchill, ecc., con i loro "ideali sociali deliranti" hanno distrutto forse per sempre quell'Europa di civiltà inventata da Cartesio, Einstein, Marconi, Checov, Newton, ecc. La Storia, da cui Waters è fuori, da tempo dice: "Basta socialismo!". E lo vorrebbe riqualificare verso una naturalezza dell'individuo che sia vera libertà di star bene, e non la finta libertà di scegliere veleni equivalenti sugli scaffali dei centri commerciali. Al socialismo va sostituito un naturalismo ecobiologico dei beni comuni - in primis DNA e Ambiente - necessario alla salute fisica e mentale dell'individuo in armonia con la propria e le altre specie viventi.
La felicità nella Costituzione americana era quella spontaneità easy dei cowboy, che è diventata il "sogno americano". Desiderato in tutto il pianeta, è poi svanito nella marea di regole sgangherate che hanno annegato le promesse dell'automazione nella socialità della complicazione. Il tempo libero di vita naturale e spontanea è secondo tutte le statistiche oggettive, da 60 anni in costante riduzione a causa di obblighi sociali che vanno dalla burocrazia alle mode. Si legga anche la nostra Istat che dimostra la compressione dei tempi quotidiani delle funzioni fisiologiche e personali. Un esempio per tutti: lo Slow Food è stato compresso dal Fast Food con obblighi sociali inconsistenti e intossicanti. Un muro ci circonda ed opprime come una camicia di forza: è la presunzione umana che le regole del nostro cervellino non debbano tener conto di quelle naturali. È "la caduta tendenziale dell'aggio naturale sull'artificiale", che porta l'ebbrezza storica delle idee - fenomeno circoscritto all'uscita dalla fame - e il suo regime degenerante - il Socialismo - alla crisi e alla catastrofe epocale.
L'essenza dell'attuale Crisi Globale non è in primis "economica", ma "antropologica". Essa risiede scientificamente nel distacco di alcuni tratti anomali del DNA umano, dalla naturalezza verso un'artificiosità di specie che porta alla disadattamento e all'estinzione. In biologia è un fenomeno ben noto ed osservato in molte specie animali, e applicato, ad esempio, nell'agricoltura biologica. Quando popolazioni di insetti vengono spinti da alcuni tratti del loro DNA verso un'istintualità famelica che li spinge a divorare tutte le prede disponibili nel loro ecosistema, accade che poi muoiano di fame, o si indeboliscano e si estinguano a favore di specie rimaste meno fameliche e più equilibrate. Il Capitalismo è un modo di pensare grossolano, di frontiera, quando la scarsità naturale per l'homo era tanta come l'abbondanza non sfruttata in natura. Con la tecnologia di massa il Capitalismo è diventata una logica fuori controllo e contro natura. Il Socialismo - nato per difendere l'Homo dal capitalismo - ne è diventato l'indegno supporto e infine protagonista, esagerando con lo sfruttamento della mente umana, esattamente come il capitalismo aveva esagerato con lo sfruttamento della forza fisica umana.
Oggi il Socialismo si identifica con un regime "luogocomunista" dell'inganno e del furto di tempo, con un doppio standard tra promesse e realtà, del tutto identico a quello che Marx nel Capitale attribuiva al capitalismo. Non vi è più alcun ragionevole dubbio che la civiltà debba uscire dalla mania della socializzazione, verso una più equilibrata rinaturalizzazione. Non è un ideale "hippy" Anni '60, o neo-arcadico, ma puramente scientifico. In conclusione al povero Roger Waters dei Pink Floyd rispondiamo che ha sbagliato: "non ci vuole più Socialismo". E alla sua domanda: "Cosa c'è di sbagliato nel Socialismo?" - rispondiamo: che è un regime ideologico delle idee presuntuose e fuori controllo, contro un movimento storico e scientifico per la naturalezza dell'homo e la salute dei beni comuni naturali.

Incontro Cina Taiwan, storica stretta di mano tra i due presidenti

Incontro Cina Taiwan, storica stretta di mano tra i due presidenti, la prima dal 1949

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CINA TAIWAN
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I presidenti di Cina e Taiwan, Xi Jinping e Ma Ying-jeou, hanno tenuto oggi un incontro storico a Singapore, il primo tra leader dei due territori dopo la loro separazione nel 1949.
Xi e Ma si sono stretti la mano per un minuto davanti alle telecamere, prima di ritirarsi in una stanza con loro delegazioni per una discussione di un'ora al lussuoso hotel Shangri La. Nei primi minuti della riunione, i due presidenti hanno fatto brevi discorsi, trasmessi in televisione, prima dell'inizio della discussione a porte chiuse.
Xi ha sottolineato che la Cina e Taiwan oggi hanno fatto "un passo storico", in cui entrambe le parti devono lavorare insieme "senza farsi scoraggiare dalle difficoltà". "Siamo una famiglia, e il sangue non è acqua", ha detto il presidente Xi riferendosi alla cultura comune e alla storia della Cina e di Taiwan, separate dallo stretto di Formosa e da 66 anni di conflitto.
"Lo stretto non può impedire che parenti e amici sentano la propria mancanza", ha detto Xi, che, seguendo il precedente accordo tra le due parti, non si è rivolto al suo interlocutore con il solito appellativo di 'signor presidente' - la Cina non riconosce Taiwan come Stato - e ha usato invece la parola 'signore'.
"La gente su entrambi i lati dello Stretto ha lavorato duro per questo, la storia coper mune", ha detto il presidente, che ha spiegato come entrambe le parti sono a "un punto di svolta" in cui "non si può ripetere una tragedia storica e non potremmo perdere i frutti del nostro sviluppo".
"Siamo responsabili dinanzi alla storia e dobbiamo prendere decisioni sagge che superino il suo esame", ha proclamato Xi, in un tono di preoccupazione. "Dobbiamo agire insieme e mostrare al popolo cinese su entrambi i lati dello Stretto che abbiamo la capacità di sviluppare la stabilità e contribuire alla pace e alla stabilità", ha detto Xi.

Catasto, nelle visure arrivano anche i metri quadri

Catasto, nelle visure arrivano anche i metri quadri

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CATASTO
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I metri quadri fanno il debutto nelle visure catastali. Per 57 milioni di immobili il 'documento di riconoscimento' rilasciato dall'Agenzia delle Entrate conterrà nero su bianco anche il dato relativo alla superficie. Una semplificazione concreta anche per la tassa sui rifiuti (Tari).
"Da oggi - è scritto nel comunicato - l'Agenzia delle Entrate rende disponibile la superficie catastale nelle visure delle unità immobiliari censite nelle categorie dei gruppi A, B e C. Una novità che semplifica la vita ai proprietari di 57 milioni di immobili, mettendo a loro disposizione un dato finora visibile solo nelle applicazioni degli uffici".
"Arriva direttamente in visura anche la superficie ai fini Tari, per consentire ai cittadini di verificare con facilità la base imponibile utilizzata per il calcolo della tassa rifiuti", spiega l'Agenzia delle Entrate. È una semplificazione della quale, inoltre, è ovvio che i proprietari dovranno tener conto per evitare poi di essere sanzionati
- Visure catastali con i metri quadrati. Oltre ai dati identificativi dell'immobile (sezione urbana, foglio, particella, subalterno, Comune) e ai dati di classamento (zona censuaria ed eventuale microzona, categoria catastale, classe, consistenza, rendita), da oggi sarà riportata direttamente in visura anche la superficie catastale. È una semplificazione che riguarda circa 57 milioni di unità immobiliari urbane a destinazione ordinaria, iscritte in catasto e corredate di planimetria.
- Metri quadrati per tassa rifiuti. Le visure si arricchiscono di un'altra informazione importante per i cittadini: la superficie ai fini Tari, che, per le sole destinazioni abitative, non tiene conto di balconi, terrazzi e altre aree scoperte di pertinenza e accessorie. Ciascun proprietario avrà così a portata di mano anche questa informazione, già fornita dall'Agenzia delle Entrate ai Comuni grazie ai flussi di interscambio dati già attivi, per poter verificare la base imponibile utilizzata per il calcolo del tributo sui rifiuti. In caso di incoerenza tra la planimetria e la superficie calcolata, inoltre, i contribuenti potranno inviare le proprie osservazioni, attraverso il sito dell'Agenzia, e contribuire quindi a migliorare la qualità delle banche dati condivise tra Fisco ed enti locali. Già dal 2013 i Comuni possono segnalare errori di superficie riscontrati su immobili presenti nella banca dati catastale.
- Allineamento banche dati. La novità, che arriva al termine di un periodo di sperimentazione che ha coinvolto gli uffici provinciali - Territorio di Brindisi, Foggia e Ravenna, lascia al momento fuori, in attesa delle opportune verifiche nell'ambito delle attività di allineamento delle banche dati, gli immobili che presentano un dato di superficie "incoerente". Quanto agli immobili non dotati di planimetria, che risalgono perlopiù alla prima fase di censimento del Catasto edilizio urbano, e sono di conseguenza privi anche del dato relativo alla superficie, i proprietari possono presentare una dichiarazione di aggiornamento catastale, con procedura Docfa, per l'inserimento in atti della piantina catastale. Una regolarizzazione che, per l'attuale normativa, è d'obbligo se si è intenzionati a vendere.

Berlusconi ospite di Salvini.

Berlusconi ospite di Salvini. La piazza di Bologna dimostra chi ha tradito chi

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MANIFESTAZIONE BOLOGNA
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Se avevamo qualche dubbio a proposito della nostra rottura con Berlusconi e con il Pdl ebbene la manifestazione di Bologna ce l'ha tolto definitivamente. Infatti quale tradimento sarebbe stato perpetrato? Piuttosto si è trattato e ritrattato di un'elementare coerenza con sé stessi e con la stessa storia di Berlusconi e di Forza Italia, almeno fino alle follie esplose dal 2010 in poi. Infatti nel passato di Berlusconi e di Forza Italia c'era un ben diverso repertorio. In primo luogo la linea politica era nettamente quella moderata e riformista di Forza Italia. Era Berlusconi a dominare le piazze, era Forza Italia a organizzare le manifestazioni, erano Berlusconi e Forza Italia a guidare e ad aggregare il centrodestra, con la Lega Nord, An e l'Udc consapevolmente subalterni. Il mondo di Bologna è stato il rovescio di tutto ciò.
Salvini è stato il padrone di casa, la Lega Nord ha riempito la piazza, Berlusconi è risultato un ospite tollerato e utilizzato. Salvini ha conquistato sul campo la leadership di un centrodestra non solo estremista ma anche contraddittorio. Salvini ha aperto al Movimento 5 Stelle e Berlusconi ha paragonato Grillo a Hitler; Berlusconi è andato a Madrid a fare la pace con la Merkel e Salvini vuole l'uscita dall'euro, per parte sua Giorgia Meloni ha citato la Le Pen in un bel comizio che ci ha riportato all'oratoria dei dirigenti missini degli anni '50. In effetti questa manifestazione fatta contro Renzi è stata per Renzi una sorta di cacio sui maccheroni. Questo centrodestra degli apocalittici e degli arrabbiati lascia scoperto al centro un enorme spazio politico.

Di fronte a ciò che è stato urlato a Bologna e per converso alla Legge di stabilità in discussione al Senato quale imprenditore, artigiano, commerciante, professionista può dar retta agli slogan di Salvini, alle maledizioni ideologiche della Meloni e ai decaloghi di Berlusconi che sono stati la stanca ripetizione degli slogan ripetuti per vent'anni? 
Poi veniamo al linguaggio. Berlusconi ha detto per la millesima volta che Alfano e i senatori dell'Ncd sono dei traditori, ma non lo ha nemmeno sfiorato il dubbio che egli si trova di fronte a 9 milioni di traditori, cioè di elettori che fra il 2013 e il 2014 non hanno più votato il Pdl e Forza Italia? Quanto a Salvini certamente nella retorica dei comizi esiste anche l'invettiva quando però l'invettiva si riduce alla ripetizione di un paio di insulti tipici delle risse da bar evidentemente ci si trova di fronte ad un analfabeta non di ritorno e anche a una provocazione rispetto ad alcune situazioni locali che evidentemente egli vuole smontare.
Ciò detto veniamo però anche al problema politico di fondo. La manifestazione di Bologna lascia al centro un enorme vuoto politico ma è tutt'altro che scontato il modo con cui esso verrà riempito. A nostro avviso le possibilità sono 3: che milioni di elettori rimangano nell'astensione, che essi, o una parte di essi, votino per Renzi, che essi o una parte di essi votino per l'Ncd e un nuovo soggetto politico centrista. Dobbiamo avere piena coscienza che l'ultima soluzione, che evidentemente preferiamo, è tutt'altro che scontata. Per essere competitivi su quel terreno l'Ncd e le varie formazioni di centro devono avere la capacità di aggregarsi in un soggetto politico nuovo, di esprimere una nuova classe dirigente, di dimostrare una grande vivacità culturale, politica e programmatica collaborando al Governo ma anche contestando Renzi e il Pd quando è necessario. In sostanza, e si è già in ritardo con i tempi, bisogna esprimere un nuovo soggetto politico fondato su tre elementi: una tavola di valori forti ma non estremizzati, un programma davvero innovativo, un progetto politico preciso anche nelle due possibili ipotesi che possono caratterizzarlo (l'aggregazione di un centro che verifichi se esistono le condizioni per un'alleanza con Renzi, qualora queste condizioni non esistessero la scelta di andare da soli).

La chiesa di una volta

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