mercoledì 1 febbraio 2012

Freddo in arrivo

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Inizia il periodo più freddo degli ultimi 27 anni. Ondata di gelo e neve fino a metà febbraio

Cronologia articolo31 gennaio 2012Commenti (9)

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Argomenti: Gianni Alemanno
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Piero Fassino

..Storia dell'articoloChiudi Questo articolo è stato pubblicato il 31 gennaio 2012 alle ore 08:59.



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(Ansa)

È allerta neve e ghiaccio in tutto il centro-nord, con l'arrivo oggi di una perturbazione che porterà temperature polari e nevicate anche in pianura: condizioni di maltempo che dureranno fino a metà febbraio. A Torino, dove è previsto - 16, pronti mille spalatori delle squadre anti-ghiaccio. Si parla della settimana più fredda degli ultimi 27 anni: da oggi le temperature dovrebbero scendere di colpo: -15 in pianura e fino a -30 sulle Alpi. In particolare, - 10 a Milano e - 7 a Genova. Nell'Europa dell'Est l'ondata di gelo ha causato già 40 morti. In Toscana la regione lavora con Rete Ferroviaria Italiana per approntare un piano neve.



Tra domani e dopodomani aria polare produrrà nevicate in pianura prima al Nord, poi, entro mercoledì, sulle pianure di Toscana, Umbria, Marche, sino ad arrivare alle porte di Roma e forse anche a Napoli. Tra giovedì e venerdì si acutizzerà il Buran, vento gelido proveniente dalla steppa russa.



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La settimana più fredda degli ultimi 27 anni

Il Dipartimento della Protezione civile ha emesso un avviso di avverse condizioni meteorologiche valido da domani e per le successive 24-36 ore, che prevede nevicate fino a quote di pianura su Piemonte, Lombardia e Liguria. I fenomeni si estenderanno dal pomeriggio su Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Umbria e dalla serata interesseranno anche Lazio, Abruzzo e Molise, dapprima a quote superiori ai 400-600 metri, in graduale abbassamento fino ai 100-300 metri. I quantitativi complessivi risulteranno ovunque da deboli a moderati, fatta eccezione per Marche e Abruzzo dove, localmente, potranno risultare anche abbondanti. Le temperature subiranno un calo sensibile ovunque e nel fine settimana potranno registrarsi temperature minime sino a -15 gradi in molte località della Pianura Padana e delle vallate interne del centro. Al Nord le temperature rimarranno sotto zero anche durante il giorno con tipiche «giornate di ghiaccio».



Da metà settimana, la neve è attesa anche in Sardegna e sulle regioni adriatiche, dal Riminese alla Puglia. Non andrà meglio in Campania, Sicilia e Basilicata. Altre incursioni del freddo sono previste durante febbraio. In Calabria si registrano temperature vicine allo zero: la pioggia interessa quasi tutta la regione, mentre nevica sulla Sila. Raffiche di bora a Trieste hanno superato per il secondo giorno consecutivo i 100 chilometri orari, e il forte vento di Nord-Est si è fatto sentire in tutto il Friuli. È emergenza freddo anche per i senza fissa dimora a Torino dove i volontari lanciano chiedono coperte, vestiti invernali e sacchi a pelo da distribuire. «Per adesso la Protezione Civile esclude l'eventualità di neve ma siamo molto in allerta», afferma il sindaco di Roma Gianni Alemanno. La sala operativa della Protezione Civile della Regione Lazio ha già allertato le organizzazioni di volontariato, fornendo gli strumenti utili soprattutto alle associazioni dei territori maggiormente soggetti a rischio nevicate, in particolare la zona dei Castelli. Intanto Autostrade per l'Italia è pronta ad affrontare l'eventuale emergenza con oltre 2.000 mezzi e 5.000 operatori.



Torino. Per fronteggiare le conseguenze dell'ondata di freddo polare prevista per i prossimi giorni, in città saranno allestiti altri 70 posti letto per accogliere, durante la notte, le persone senza fissa dimora. Il sindaco, Piero Fassino, ha firmato in serata l'ordinanza con cui dispone che i container del Parco della Pellerina possano ospitare altre 50 persone, fino a un massimo di 170; altri venti posti saranno attrezzati negli altri dormitori della città.



Liguria. Neve attesa in tutta la regione e a tutte le quote dalle ore centrali della giornata, secondo le previsioni dell'Arpal, con gelate diffuse e persistenti. A Genova l'amministrazione comunale ha disposto la chiusura anticipata di scuole e impianti sportivi (alle 14), cimiteri, parchi e mercati (alle 12). Nell'entroterra sono in azione macchine spazzaneve e spargisale della Provincia.



Veneto. Arrivano le correnti fredde da nord-est, di origine continentale, e nei prossimi giorni in Veneto arriverà il gelo ma non la neve. Secondo l'Agenzia regionale per l'ambiente del Veneto che rileva come nelle prime ore di oggi siano stati misurati valori inferiori alla media stagionale anche di cinque gradi. In particolare, nelle zone montane si sono registrati -16

gradi a Marcesina (Vicenza), -14 ad Asiago (Vicenza), -13 a S. Stefano (Belluno), mentre in pianura si sono toccati i -2 gradi.



In Europa. L'ondata di gelo e le abbondanti nevicate degli ultimi giorni stanno flagellando anche i Paesi dei Balcani e dell'Europa centrorientale dove si contano decine di morti. In molti casi si registrano situazioni di emergenza, con prolungati blackout elettrici e interruzioni nella circolazione stradale e ferroviaria a causa della neve e del ghiaccio. In tutti i paesi della regione le temperature sono scese in pianura di molto al di sotto dello zero, con punte fino a -27 nel sudest della Polonia. In Serbia almeno cinque persone sono morte nelle ultime ore, si tratta di una donna di 49 anni trovata assiderata lungo una strada innevata della regione di Valjevo, 80 km circa a sudovest di Belgrado. Nella stessa regione un uomo di 52 anni è stato trovato morto non lontano dalla sua abitazione nel villaggio di Bobovo, mentre un anziano 81enne è morto di freddo nella casa in cui viveva da solo nella piccola località di Taor. Due uomini ultrasettantenni risultano scomparsi nella regione meridionale serba di Medzvedza, e si ritiene che siano morti anch'essi di freddo.



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martedì 31 gennaio 2012

Fingono di ridursi lo stipendio

Fingono di ridursi lo stipendio, sgamato l’ennesimo bluff della Casta


30 gen













27 Votes



Oggi pomeriggio, i quotidiani on line e il tg rilanciano pomposamente la notizia che i deputati si sarebbero ridotti lo stipendio di 1300 euro lordi (700 netti al mese). La notizia in realtà è una bufala perché la busta paga degli onorevoli rimarrà intatta nonostante la decisione dell’ufficio di presidenza della Camera scaturita dopo mesi d polemiche e di annunci con cui si dichiarava di voler riportare le indennità dei parlamentari italiani alle medie europei. A svelare il gioco di prestigio messo in atto dalla Casta per salvare le apparenze ma senza ridursi lo stipendio è il giornalista Franco Bechis: “Il segreto è tutto nelle nuove norme previdenziali dei parlamentari -scrive Bechis- che sono scattate dal primo gennaio scorso. Passando dal sistema retributivo a quello contributivo, i deputati si sarebbero visti lievitare la busta paga di circa 700 euro netti al mese, perchè non è più loro chiesto di versare tutti e due i contributi che versavano prima: uno per il vitalizio (1.006 euro al mese) e uno previdenziale (784,14 euro al mese), oltre alla quota assistenziale (526,66 euro al mese). La riforma delle pensioni avrebbe toccato solo marginalmente i deputati in carica (un anno su 5 di legislatura), che avrebbero recuperato ben più di quello svantaggio con i 700 euro netti in più in busta paga. Se la notizia degli stipendi aumentati fosse uscita, li avrebbero linciati. Così hanno deciso non di tagliarsi lo stipendio, ma di rinunciare a quell’aumento.”



Insomma continuano a prenderci in giro.



M.M.

venerdì 27 gennaio 2012

Intervista al preparatore Piero Fischi




Intervista Audio al preparatore Piero Fischi (con qualche consiglio molto utile)



Pubblicato in: Allenamento Ciclismo, Personallenamento22 commenti

Per un appassionato di ciclismo, conoscere Piero Fischi è davvero una fortuna. E' una grande fonte di conoscenza e di esperienza sul mondo delle due ruote, per cui non smetterei mai di di fargli mille domande. (Nella foto alcune pubblicazioni di Piero sulla mia scrivania)



Ho pensato allora di intervistarlo per tutti noi e gli ho chiesto di raccontarci un po' la sua storia, la sua esperienza, dapprima come ciclista e poi come preparatore.



E soprattutto gli ho chiesto qualche consiglio in più sull'allenamento specifico per il ciclista che oltre a pedalare deve anche lavorare e seguire mille altri impegni.



Mi ha molto stupito sentire un preparatore del suo livello (allena da anni anche ciclisti professionisti) parlare di moderazione, di rispetto del proprio fisico, di equilibrio.





Queste sono le qualità essenziali che secondo me,deve avere un preparatore serio che si interfaccia con un cicloamatore che voglia allenarsi nel modo migliore possibile, ma tenendo conto delle sue specifiche caratteristiche e del suo stile di vita.



Nell'intervista Piero Fischi fa capire che una preparazione corretta non è mirata solo al raggiungimento di determinati obiettivi, ma deve essere pensata a 360° per garantire la massima integrità fisica del proprio corpo per molti anni, senza dimenticare l'aspetto psicologico.



E' per questi motivi che sono rimasto subito molto colpito da questa preparatore, e quando l'ho intervistato, chiacchierare di ciclismo è stato un grande piacere.



Nell'intervista Piero da anche alcune indicazioni in più sul progetto "PersonAllenamento™" di cui ho parlato qualche giorno fa.



A questo proposito,vi posso anticipare che il nuovo portale dedicato ai programmi di allenamento personalizzati "PersonAllenamento™" sarà probabilmente online dalla prossima settimana, ma potremmo per ora gestire solo un numero limitato di ciclisti.



Molto presto vi farò sapere tutti i dettagli.



Nel frattempo ascolta l'intervista cliccando sul tastino con la freccetta "play" oppure se preferisci scarica l'intervista sul tuo computer in formato MP3 cliccando sul link sotto.









Click destro qui per scaricare l'intervista (formato MP3)

giovedì 26 gennaio 2012

Siti file-hosting

MeegaUpload, fake o realtà?




Dopo la chiusura dei vari siti di file-hosting, file-sharing, sul web si è scatenata una vera e propria caccia ai loro successori. Come possiamo ben capire tale passaggio può nascondere varie insidie, in molti si stanno chiedendo quale possa essere il servizio più affidabile e stabile, se Anonyupload o il nuovo MeegaUpload nato in questi giorni o nessuno dei due.



Per quanto riguarda Anonyupload sul sito è possibile registrarsi, ma sconsigliamo tale azione fino a che non verranno fatte ulteriori verifiche, in quanto il sito non è degli Anonymuos e non sappiamo dove i nostri dati possano finire.



Parlando di MeegaUpload viene subito all’occhio



la doppia “e”, che sinceramente, fa presagire che questo nuovo sito possa essere una nuova truffa on-line.



Naturalmente non volendo accusare nessuno prima del dovuto, attendiamo risvolti, ma sconsigliamo a chiunque volesse registrarsi ai siti sopra citati di attendere ulteriori notizie al riguardo, per non incappare in truffe dove i vostri dati potrebbero finire nelle mani sbagliate.



Stay Tuned!

Libertà di stampa

Libertà di stampa: l'Italia precipita al 61esimo posto. L'Fnsi: "Pesa ancora il conflitto d'interessi"

di Antonella Loi
Sessantunesimo posto al mondo per libertà di stampa. Dopo gli anni bui del conflitto d'interessi, l'oscurità continua a non diradarsi e lavorare al servizio dell'informazione libera in Italia rimane una chimera. Il rapporto annuale stilato da "Reporter senza frontiere" dice che il nostro Paese abbandona il 49esimo posto raggiunto nel 2010 e precipita quest'anno di dodici posizioni alle spalle della Guyana, poco prima di Repubblica Centrafricana, del Lesotho, della Sierra Leone, del Tonga e del Mozambico.
Giornalisti sotto minaccia - Tra le motivazioni che il "Press freedom index 2011-2012" indica a fondamento del poco lusinghiero giudizio, c'è il fatto che "una dozzina di giornalisti si trovano sotto protezione della polizia". E tra questi ricodiamo Roberto Saviano, ma anche il 29enne Giovanni Tizian, collaboratore della Gazzetta di Modena, messo sotto tutela dopo le minacce ricevute per i suoi articoli sulle infiltrazioni mafiose nel Nord Italia. Ma non è tutto qui. Perché se il nostro Paese "ha voltato pagina dopo diversi anni di conflitto d'interesse con le dimissioni di Silvio Berlusconi", scrive ancora l'organizzazione no profit nel suo rapporto, "il posizionamento reca ancora il suo marchio, in particolar modo tramite un tentativo di introdurre una legge bavaglio e uno di introdurre filtri a Internet senza consultare la giustizia, entrambi bocciati però per un soffio". Appare come un giudizio di merito non tanto su quanto si è cercato di fare nel recente passato ma - si legge tra le righe - su quanto potrebbe ancora accadere in futuro. Perché i presupposti ci sono ancora tutti.
Siddi: la criminalità problema prima di tutto sociale - Se per Franco Siddi, segretario generale della Federazione nazionale della stampa, "il giudizio deve essere sereno evitando di cadere nella propaganda negativa per l'Italia", è vero che la visione degli analisti internazionali è ancora minata da "tanti anni di oggettiva invadenza, soprattutto politica, a causa del più grande conflitto di interessi che si sia mai visto nel mondo occidentale". Ed è per questo vengono puniti i tentativi andati a male di imbavagliare la stampa con la legge sulle intercettazioni e il web. Oltre questo c'è però un dato pesante: i 12 giornalisti sotto scorta sono una realtà. "I reporter minacciati sono un criterio di indagine per Reporter senza frontiere - sostiene Siddi - ma non esprimono un problema meramente dell'informazione, piuttosto è un problema sociale che interferisce più ancora sullo stato di legalità del Paese".
Precarietà - Pacifico il riverbero sull'attività dei giornalisti costretti ad agire sotto minaccia e spesso senza garanzie contrattuali. Come nel caso già citato di Tizian, che da precario cercava la verità, come abbiamo visto, rischiando la vita. "Quanto più un giornalista è debole nella sua organizzazione e nella disciplina del lavoro dal punto di vista contrattuale tanto più diventa vulnerabile o individuabile come obiettivo sul quale esercitare pressioni o atti inconsulti. E' un caso paradigmatico - dice -: il giornalista precario è debole tante volte".
Concentrazioni - Tastare il polso dell'informazione in Italia è però ben più complesso. Al di là delle valutazioni che soggiaciono alle classifiche internazionali, sulla libertà sancita dall'articolo 21 della Costituzione, pesa la concentrazione degli organi stampa in poche mani. Ma questo "è piuttosto frutto della globalizzazione e accade anche in Francia e in Inghilterra con concentrazione di diversi organi in un'unica proprietà e concentrazione della raccolta pubblicitaria", spiega ancora il giornalista. Di pari passo va la commistione tra attività editoriali e interessi economici di altra natura. "Questo limite alla libertà d'informazione c'è sempre stato, gli editori puri si contano sulle dita di una mano", nonostante l'Italia abbia più di 200 testate quotidiane registrate.
Finanziamento pubblico - Ma allora, in un mercato sempre più globalizzato dove i grandi gruppi editoriali cannibalizzano i piccoli organi di stampa che senso ha il finanziamento pubblico all'editoria? E in un'Italia da sessantunesimo posto significa garanzia di pluralismo o un'ulteriore tegola sulla libertà di informazione? "Se il finanziamento viene concesso seguendo criteri chiari e misure imparziali e sulla base di una programmazione pluriennale, aiuta le testate non commericiali ma di idee, come i giornali politici o di orientamento culturale, ad esistere e raggiungere il pubblico", dice il segretario. Tutto questo però a patto che si tratti di "un intervento di garanzia". E sotto questo aspetto, per Siddi "condiziona di più la pubblicità istituzionale che il finanziamento pubblico diretto ai giornali finanziati ".