lunedì 15 dicembre 2014

SPARITI 30 MILIONI PER LA BONIFICA DI BORGO MONTELLO

SPARITI 30 MILIONI PER LA BONIFICA DI BORGO MONTELLO, SEI PERSONE ARRESTATE PER PECULATO: DUE SONO DI LATINA
Sei ordini di custodia cautelare (arresti domiciliari con obbligo di applicazione del braccialetto elettronico) sono stati eseguiti in queste ore dagli uomini della Squadra Mobile di Latina e del Servizio Centrale Operativo nell’ambito di un’inchiesta che ha fatto luce sulla sparizione di circa 30 milioni di euro per il risanamento della discarica Indeco di Borgo Montello. I provvedimenti, che riguardano anche due persone di Latina, sono stati emessi dall'autorità giudiziaria del capoluogo (procuratore aggiunto Nunzia D'Elia, sostituto procuratore Luigia Spinelli e GIP Giuseppe Cario) riguardano amministratori della Green Holding, società tra le più importanti nel settore dei rifiuti. L’operazione ha riguardato, oltre a Latina, anche le città di Milano, Brescia, Bergamo, Padova e Rapallo. L’accusa per tutti è peculato: gli investigatori ritengono che i sei indagati abbiano posto in essere una lunga serie di operazioni, attraverso due società con sede in Lussemburgo, per appropriarsi dei 30 milioni di euro destinati al risanamento della discarica, la cosiddetta bonifica post mortem. L'attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica, oltre a contrastare reati contro la pubblica amministrazione è legata a comportamenti illegittimi riconducibili anche alla gestione della discarica di Borgo Montello.
L'intera attività investigativa, secondo quanto spiegato nel corso di una conferenza stampa dal questore Giuseppe De Matteis (qui il video con l'intervista), dal capo della mobile Tommaso Niglio che ha condotto le indagini e dalla dottoressa Manuela Iaione, è partita dall'esposto di un'associazione ambientalista che segnalava altre situazioni (la presunta doppia pesatura di alcuni camion che però, al momento, non è stata riscontrata dalle indagini) e che ha portato gli agenti a vagliare attentamente i bilanci della società Indeco. Proprio da quei bilanci gli uomini della Questura di Latina si sono accorti della distrazione di somme che ha portato ai sei ordini di custodia cautelare e che vede in tutto dieci indagati.
Per legge chi si occupa dello smaltimento dei rifiuti deve destinare una parte dei soldi che riceve, e che vengono pagati dai cittadini nella tariffa (su 80 euro a tonnellata di media circa 13 riguardano questo capitolo), proprio per la bonifica dei siti una volta che questi esauriscono il loro compito. In realtà l'argomento è molto noto a Latina proprio perché oggetto di scontro tra Comune e Regione per il rilascio di autorizzazioni di ampiamento e per il fatto che in più occasioni l'ente del capoluogo ha contestato le attività di bonifica ritenute carenti o, in alcuni casi, inesistenti. I soldi di questa bonifica, secondo gli inquirenti, Indeco li girava direttamente alla società capogruppo Green Holding sotto forma di finanziamento senza però chiedere un minimo di garanzia. Un prestito che ha attirato l'attenzione degli inquirenti che, dallo scorso mese di aprile, dopo una serie di accertamenti, si sono recati nella sede della Indeco a Borgo Montello per acquisire altri documenti contabili. Le ulteriori verifiche hanno portato gli uomini del questore De Matteis a riscontrare che questi soldi transitavano nel gruppo Green Holding e finivano in alcune società di Lussemburgo (la Adami Sa e la Double Green Sa e la Green Luxembourg Sa, detentrici a loro volta delle quote del capitale sociale della stessa Green Holding) che, in pratica, li incameravano facendo presumibilmente da cassa.
E proprio sul fronte politico lo scontro sull'ampliamento contestato dal Comune di Latina proprio in una polemica con la Regione – ma queste sono questioni amministrative e riguardano più direttamente la gestione in generale del tema rifiuti – la Questura ha sottolineato che, continuando a perpetrare il reato, la stessa società si sarebbe servita dei nuovi invasi o dell'aumento di volumetrie per incamerare, di fatto, ulteriori risorse proprio sul capitolo "post mortem", quello appunto destinato alla bonifica e i cui soldi sarebbero finiti, sempre secondo gli inquirenti, in Lussemburgo insieme agli altri 30 milioni di euro. È evidente che il danno è corposo anche per le conseguenze ambientali che il mancato avvio della bonifica comporta e di cui dovranno occuparsi, salvo richieste di risarcimento, gli enti locali.

In realtà il questore è stato chiaro affermando che l'indagine è la punta di un iceberg che coinvolge moltissime persone, tra cui numerosi colletti bianchi che ruotano intorno al settore rifiuti, e che è per questo ancora in corso. Ci sono ulteriori posizioni da verificare tanto che nella giornata di oggi sono in corso altre 19 perquisizioni in tutta Italia. Dai documenti acquisiti gli uomini della Polizia potranno ricostruire ulteriori dettagli interessanti per le indagini e verificare se questo sistema contestato alla società fosse una prassi consolidata. E, tornando a Latina e alle indagini il questore De Matteis è stato chiaro: "Grazie a un esposto siamo risaliti a un fatto importantissimo e per questo invitiamo i cittadini a denunciare. Spesso – ha aggiunto il questore – si pensa che la questione rifiuti sia legata esclusivamente a interessi di camorra ma in realtà c'è un mondo legato a professionisti del settore che è tutto da scoprire. In tal senso, ma vale anche per altri reati, Latina è un mare pieno di pesci grossi ma noi, con operazioni come queste, facciamo la nostra parte". Nessun riferimento, almeno per ora, ad eventuali responsabilità istituzionali soprattutto legate al controllo ma, come ha detto il questore le indagini vanno avanti per questo non si possono escludere altri colpi di scena.

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