domenica 14 dicembre 2014

PRIMA LE FAMIGLIE!



COMUNICATO

Figli e figliastri.
E’ la distinzione che il Comune di Terracina fa dei suoi cittadini che frequentano le scuole del territorio comunale. E’ la nuova frontiera della discriminazione e dell’indifferenza che ha come unico scopo quello di spolpare i contribuenti in maniera sempre più pesante.

Vediamo in pratica cosa accade.

Consideriamo una famiglia con padre e madre terracinesi, che lavorano a Terracina da sempre e che hanno dovuto trasferirsi da poco tempo, e forse anche temporaneamente, in una casa appena fuori i confini del comune, vicino San Vito oppure vicino la foce di Sant’Anastasia. Ebbene, se vuole continuare a portare a scuola i propri figli a Terracina, questa famiglia, non essendo più residente, deve pagare per la mensa scolastica più del doppio della tariffa ordinaria: ben euro 102,00 invece dei 45,00 mensili.

Si tratta di una vera ingiustizia nei confronti dei propri cittadini, aggravata dal fatto che alcune di queste famiglie, con la crisi che morde sempre più tenacemente, hanno scelto di spingersi verso le periferie proprio per trovare affitti più economici. E il Comune cosa fa? Trova il modo per beffarli e raschiare spudoratamente ancora più a fondo nelle loro tasche.

Questa situazione sta facendo emergere elementi alquanto inquietanti.

Le famiglie stanno pagando questi soldi da quando nelle scuole è circolato un comunicato redatto su carta intestata del comune senza numero di protocollo, senza data e firma di alcuno, recanti le indicazioni sulle modalità di pagamento.
In realtà, tra i documenti ufficiali, come la Delibera di Giunta n. 230 del 19 Settembre 2014 che contiene le indicazioni sui corrispettivi da pagare 
al Comune per coloro che usufruiscono dei servizi a domanda individuale, non vi era traccia di riferimenti circa il diverso livello di contribuzione per la mensa scolastica per bambini residenti e non residenti.

A quel punto l'inquietante si condisce di ridicolo con la Giunta che corre a riunirsi il 22 Ottobre 2014 per emettere una nuova delibera, la n. 262, in cui vengono confermati i contenuti del documento che lo stesso Presidente del Consiglio Comunale aveva definito anonimo.
Per decenza, visto l'enorme ritardo della disposizione, si dovrebbero restituire tutti i soldi che le famiglie hanno versato prima del 22 Ottobre.

Bisogna dire che qui si sta parlando non di grandi numeri. Si tratta veramente di poche famiglie che stanno subendo un accanimento ignobile. In soldoni sono poche centinaia di euro che il Comune si ostina a voler pretendere e che potrebbe benissimo far uscire da qualche altra parte.

Esempi concreti:
Primo, il Comune spende annualmente euro 170.000,00 per la manutenzione degli impianti sportivi e incassa dalle società sportive solo euro 15.000. Per legge queste dovrebbero corrispondere almeno il 36% dei costi cioè euro 61.200. Una soluzione quindi sarebbe quella di chiedere a queste società, che ricordiamo sono a scopo di lucro, di integrare quanto dovuto.
Secondo, a fronte di costi per euro 48.400,00 annui per la manutenzione delle aeree adibite a mercati e fiere, il comune ne chiede agli ambulanti solo euro 1.000,00. Anche qui si potrebbe chiedere agli ambulanti un adeguamento del contributo che è attualmente irrisorio.

Al cospetto di questi dati vengono alla mente i paroloni sulle politiche per la famiglia che tanto appassionano gli esponenti politici della destra. E’ un mantra che ci tocca sentire ogni qual volta si trovano ad aver esaurito gli argomenti su qualsiasi tema: “c’è la crisi, bisogna che si aiutino prima le famiglie; non vogliamo i diritti per le coppie di fatto, vengono prima le famiglia; non bisogna incentivare le energie rinnovabili ma rinnoviamo le condizioni delle famiglie; sono inutili i progetti per una mobilità sostenibile, sosteniamo invece le famiglie; non serve la manutenzione del territorio, diamo un’aggiustata alle famiglie; la corruzione? Prima le famiglie”.

Da cotanta scuola ha fatto tesoro la Giunta Comunale di Terracina che, dopo aver beffato “i figliastri” che hanno avuto la sventurata idea di trasferirsi di qualche metro oltre il confine del comune, sta attuando la vera rivoluzione sul lato delle politiche per la famiglia.
Infatti, per gli asili nido il Comune spende ogni anno euro 366.750,00 e, a copertura degli stessi, ne dovrebbe chiedere 66.000,00 pari almeno al 18% del totale. In realtà i cittadini pagano euro 417.000,00 cioè più di quanto il comune spende. Che dire, un sano e concreto esempio di politica a sostegno della famiglia. Un aiuto tangibile per contrastare le innumerevoli difficoltà legate alla crescita dei figli.

Il nostro sindaco Procaccini sarà orgoglioso di esporre a modello nazionale quello che sta sperimentando sul nostro territorio. Unico esempio in Italia, riesce a guadagnare sulle rette degli asili nido. Domanda: cosa vuole farci con quei soldi in più?

Non volendo sottovalutare le doti manageriali del nostro, non è che si è fatto influenzare dalle curiose idee del Ministro Lorenzin pubblicate alcuni giorni fa sulla stampa?
Visto il sensibile calo delle nascite in Italia, con il business degli asili nido non intenderà pagarci qualche consulente per far capire ai cittadini come si fanno i bambini così da moltiplicare gli utili nei prossimi anni?
Come dire: PRIMA LE FAMIGLIE! Si, ma gli affari sono affari.


Il Circolo di Sinistra Ecologia e Libertà 

di Terracina

Nessun commento:

Posta un commento