lunedì 15 dicembre 2014

LAVORO NERO, BLITZ NELLE AZIENDE AGRICOLE DI TERRACINA

LAVORO NERO, BLITZ NELLE AZIENDE AGRICOLE DI TERRACINA
Continua l’attività della Polizia di Stato sul fronte del contrasto allo sfruttamento della manodopera clandestina e non, in particolare nelle aziende agricole, resasi necessaria anche a seguito di segnalazioni che hanno sollevato l’attenzione sul fenomeno del caporalato e del lavoro nero, perlopiù verso gli immigrati indiani nella provincia pontina.
Verifiche a tutto campo sono state rivolte alle condizioni igienico-sanitarie dell’azienda, dei prodotti utilizzati, sul rispetto della legge 81/08 sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, e su tutti gli altri aspetti legati all’immigrazione clandestina e alla regolarità delle assunzioni.
I controlli, effettuati con l’ausilio di specialisti della USL e della Direzione Provinciale del Lavoro, hanno consentito di identificare diversi braccianti, tutti cittadini cingalesi in possesso di titolo di soggiorno sul territorio nazionale, ma in difetto circa la regolarità dei rapporti di impiego, così come rilevato da parte della Direzione Provinciale del Lavoro.
L’operazione ha interessato alcune aziende agricole di Terracina, fra queste una cui è stata inflitta la sospensione dell’attività imprenditoriale e una sanzione amministrativa di 1.950 euro da parte della Direzione Territoriale del Lavoro. Personale della ASL ha invece contestato l’inosservanza di alcune norme antinfortunistica e l’irregolarità degli attrezzi di lavoro, nonché violazioni in materia di igiene e salubrità dei luoghi di lavoro, in relazione alla custodia di sostanze chimiche tossiche e nocive.

Le operazioni proseguiranno nei prossimi giorni presso altre aziende agricole in tutta la provincia di Latina al fine di individuare l’impiego di braccianti agricoli clandestini sul territorio nazionale e impiegati in nero nell’attività di raccolta.

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