lunedì 15 dicembre 2014

ALIMENTI RICCHI DI IODIO

ALIMENTI RICCHI DI IODIO
di Francesca Antonucci
Lo iodio è un microelemento essenziale per la vita presente nel nostro organismo in quantità modeste: 15-20 mg in tutto, concentrato unicamente nella tiroide. Quest’ultima è la ghiandola, localizzata alla base del collo, che produce due ormoni: la tiroxina (T4) e la triiodotironina (T3). Entrambe le molecole contengono lo iodio nella loro struttura chimica. I due ormoni hanno una funzione regolatoria in numerosi processi metabolici e nella fase di sviluppo e crescita cellulare di molti organi, tra i quali il cervello.
Il fabbisogno
Tutto lo iodio assunto con l’alimentazione serve per far sì che la ghiandola tiroide possa funzionare e produrre gli ormoni T3 e T4. Ogni giorno un individuo sano, sin dall’adolescenza, ne dovrebbe ingerire 150 microgrammi quotidianamente. Nel corso della gravidanza e durante tutto il periodo dell’allattamento, invece, le donne ne devono assumere circa 220-260 microgrammi per assicurare un normale sviluppo del bambino.
Gli alimenti
La fonte principale di iodio è l’alimentazione: questo microelemento è presente sia in alimenti di origine animale che vegetale. In ogni caso, però, il contenuto nei cibi è sempre variabile. Valga a questo proposito un esempio su tutti: gli ortaggi possono essere più o meno ricchi di iodio a seconda delle quantità presenti nei terreni in cui vengono coltivati.
Tra gli alimenti che ne sono più ricchi, si elencano:
pesce di mare, può arrivare a contenerne fino a 2,5 mg per kg di alimento;
molluschi;
sale marino;
latte vaccino;
uova;
frumento e cereali vari;
pesce di lago o di fiume;
carne;
frutta;
legumi;
ortaggi.
In linea generale, seguire un regime sano ed equilibrato sul modello della dieta mediterranea assicura una quantità di iodio tale da soddisfarne il fabbisogno giornaliero.
Gli alimenti arricchiti
Seguire una dieta variata e bilanciata e scegliere sale arricchito di iodio al posto di quello comune: queste sono in sintesi le raccomandazioni del Ministero della Salute per prevenire il deficit di questo microelemento.
Il sale arricchito è sale comune a cui è stato aggiunto iodio: ha lo stesso aspetto del classico da cucina e si dovrebbe usare seguendo le medesime regole, ossia con moderazione. In genere ogni grammo di sale arricchito contiene 30 microgrammi di iodio in più rispetto al comune sale.
Il rischio di assunzione di quantità superiori di iodio con la dieta è decisamente raro e del tutto privo di rischi, perché la ghiandola tiroide si adatta. Diverso potrebbe essere il caso di una eccessiva assunzione dovuta, più che alla dieta e al sale iodato, all’utilizzo di alcuni integratori alimentari: in questi casi si potrebbero sviluppare alcune manifestazioni tipiche dell’ipertiroidismo.
La carenza di iodio
L’insufficiente assunzione di iodio si traduce nella impossibilità da parte della tiroide di produrre quantità sufficienti dei due ormoni. Il deficit di T3 e T4 dà origine a una serie di manifestazioni cliniche più o meno gravi.

Sicuramente la più nota è il gozzo, ossia un rigonfiamento del collo dovuto all’ingrandimento della ghiandola. Conseguenze più gravi sono danni al sistema nervoso centrale e periferico, che insorgono piuttosto raramente. In gravidanza, invece, la carenza di iodio potrebbe anche portare a danni irreversibili del cervello e al ritardo mentale permanente.

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