Abbiamo letto recentemente sulla stampa locale le critiche di un consigliere comunale nei confronti del WWF Litorale Pontino, reo, a suo parere, di fare politica.
Bene, noi del Terracina Social Forum saremmo felicissimi se il WWF Litorale Pontino facesse ancora più politica.
Perché?
È semplice, basta studiare l’etimologia della parola “politica”. Tale termine, infatti, deriva dal greco “polis”, che significa “città”.
Fare politica, pertanto, significa occuparsi della città, della collettività.
D’altronde, a conferma di tutto ciò, negli statuti della stragrande maggioranza delle associazioni di volontariato, in genere all’articolo 2, c’è scritto che l’associazione stessa è “apartitica”, ma non è mai riportato che è “apolitica”, proprio perché un’associazione di volontariato che non fa politica non avrebbe alcun senso.
In altre parole, un’associazione di volontariato o fa politica, o non è.
Facciamo queste precisazioni, che per molti potranno risultare sterili, rivolgendoci direttamente alla classe politica terracinese, di ogni colore, proprio per evitare in futuro inutili polemiche (inutili in quanto prive di senso) su eventuali affermazioni di associazioni di volontariato che si occupano dei problemi della città, della collettività.
Alla classe politica terracinese, poi, rivolgiamo un secondo appello: provate voi, invece, a ragionare e comportarvi maggiormente da società civile.
Nell’articolo della stampa locale, infatti, si fa riferimento ad un altro “leit motiv”: la cosiddetta “politica del no”.
Il Terracina Social Forum non l’ha mai attuata.
Qualche anno fa abbiamo predisposto 100 proposte per la città, abbiamo convocato partiti, associazioni e comitati a noi ideologicamente più vicini e gliele abbiamo sottoposte come eventuale base per un programma di governo della città.
Già dalla riunione successiva, però, il punto cruciale all’ordine del giorno non erano più le proposte da realizzare, bensì le poltrone e le alleanze.
Dopodiché il Terracina Social Forum ha abbandonato il tavolo delle inutili riunioni ed è andato avanti nella sua analisi dei problemi della città, arrivando, nel tempo, a formulare ben 2.500 proposte (le trovate qui: http://terracinasocialforum.wordpress.com/2014/09/03/2-500-proposte-per-la-citta-2/).
Ecco, l’invito alla classe politica terracinese è quello di avere più progettualità e capacità di programmazione.
Meno chiacchiere, meno riunioni inutili, meno annunci, meno comunicati stampa. Terracina ha bisogno di amministratori, non di addetti stampa.
E un cambiamento di mentalità: prima i problemi della città, poi le poltrone e le alleanze.
Non chiediamo nulla di stupefacente: vorremmo solo che l’amministrazione attuasse politiche a favore di Mario Rossi, da intendersi come il cittadino comune.
Vorremmo che la classe politica locale si liberasse di quello spesso strato di polvere bianca che la ricopre e la condanna ad un eterno immobilismo, impedendole di attuare una politica sana, con una seria programmazione, non certo la politica degli eventi e dei comunicati stampa.
Ragionare da società civile e FARE politica: quindi, priorità ai problemi dei cittadini.