lunedì 6 febbraio 2017

Salute, ecco i nuovi Lea. Dall'eterologa all'endometriosi


Salute, ecco i nuovi Lea. Dall'eterologa all'endometriosi

Dopo 15 anni si aggiornano il Livelli essenziali di assistenza. Gentiloni firma dall'ospedale. Lorenzin: "Passaggio storico per la Sanità italiana"

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Dalla fecondazione eterologa alle terapie contro l'endometriosi, dai nuovi vaccini all'adroterapia: dopo 15 anni si aggiornano e si arricchiscono i Livelli Essenziali di Assistenza (i Lea appunto), le terapie che il servizio sanitario nazionale garantisce di fornire gratuitamente in tutte le regioni.
Ma quali sono le principali novità introdotte nella sanità pubblica? Innanzitutto vi è una ridefinizione e l'aggiornamento degli elenchi delle malattie rare e di quelle croniche e invalidanti. Inoltre arriva un nuovo nomenclatore della specialistica ambulatoriale, aggiornato per l'ultima volta nel 1996. Questo nuovo nomenclatore introduce tutte le prestazioni di procreazione medicalmente assistita, sia omologa che etereologa. Fino ad oggi erano erogate solo in regime di ricovero.
Viene poi profondamente rivisto l'elenco delle prestazioni di genetica e viene inserita la consulenza genetica. E arrivano nuove terapie innovative:  l'adroterapia, ovvero una radioterapia oncologica utilizzata per la cura del tumore al cervello e l'enteroscopia con microcamera ingeribile, ovvero la possibilità di effettuare una gastroscopia attraverso l'ingestione di una pillola contenente una microcamera.
Per quanto concerne i vaccini, entrano nei Lea l'anti-papillomavirus e l'anti-pneumococco.  Con i nuovi Lea si rinnova anche il nomenclatore dell'assistenza protesica, che prevede fra le altre cose gli arti artificiali a tecnologia avanzata.
MALATTIE RARE E CRONICHE - Per quanto riguarda la revisione dell'elenco delle malattie rare, è previsto l'inserimento di oltre 110 nuove malattie, ad esempio la sarcoidiosi, la sclerosi sistemica progressiva e la miastenia grave. In Italia i malati di malattie rare sono tra i 450mila e i 600mila, e con i nuovi Lea saranno coperte dal Ssn 300mila persone che oggi ne sono prive.
Tra le malattie croniche vengono inserite la celiachia e la sindrome di Down. E' previsto inoltre l'inserimento dell'endometriosi, che in Italia colpisce circa 3 milioni di persone. Nell'elenco delle patologie croniche invalidanti, di conseguenza si riconosce alle pazienti il diritto di usufruire in esenzione di alcune prestazioni specialistiche di controllo.
Con la revisione dell'elenco delle malattie croniche vengono introdotte 6 nuove patologie tra cui quelle renali e l'osteomielite cronica. La celiachia cambia classificazione e diventa una malattia cronica, non piu' una malattia rara.

Trump, patto di ferro con la May.

Trump, patto di ferro con la May. E firma lo stop ai rifugiati

Il neo presidente Usa: "La Brexit sarà fantastica per la Gran Bretagna". E sulla tortura: "Sono favorevole"

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Donald Trump riceve Theresa May alla Casa Bianca


Washington, 27 gennaio 2017 - Donald Trump tira dritto e firma al Pentagono un ordine esecutivo che prevede nuovi controlli estremamente accurati sull'immigrazione per impedire ai terroristi islamici di entrare negli Usa. "Non abbiamo dimenticato la lezione dell'11 settembre", ha detto Trump. Firmato anche un ordine esecutivo "per cominciare una grande ricostruzione dell'esercito". E mentre infuria la polemica sul muro anti-immigrati tra Stati Uniti e Messico, il neo presidente Usa e il presidente messicano Pena Nieto hanno avuto una telefonata di un'ora, che Trump ha definito "molto buona", aggiungendo che la sua intenzione è quella di cercare "una relazione giusta" con il Messico.

L'APPELLO / Zuckerberg a Trump: "Gli Usa, Paese di immigrati"
A fare da cornice alla giornata è stato l'incontro del presidente Usa con la premier britannica Theresa May, che ha suggellato il nuovo giro di walzer della "speciale relazione" tra Washington e Londra, con i predecessori Margaret Thatcher e Ronald Reagan come maestri di stile. Ricevendo la May nello Studio Ovale, Trump le ha fatto vedere il busto di Winston Churchill. "È un grande onore" averlo nel mio studio, ha commentato il presidente. "È un onore" essere alla Casa Bianca, ha risposto la premier britannica. Obama aveva rimosso il busto dallo Studio Ovale. La relazione tra Stati Uniti e il Regno Unito "non è mai stata così forte", ha dichiarato il presidente Usa in una conferenza stampa congiunta dopo l'incontro con May. E ha aggiunto: la Brexit sarà "una cosa fantastica" per il Regno Unito.
I due si sono detti d'accordo nel siglare un accordo commerciale sull'asse Londra-Washington e nell'attesa (dopo l'uscita della Gran Bretagna dalla Ue) il "terreno" viene preparato perché - come spiegato da May - "è nell'interesse nazionale di ambo i Paesi". Nella conferenza il presidente Usa ha anche parlato di Putin, e ha affermato: "Non lo conosco ma spero in una relazione fantastica". Ma è "troppo presto per parlare della sanzioni con la Russia". Domani è attesa la telefonata tra il neo presidente degli Stati Uniti e il leader russo.
E poi un'altra dichiarazione forte sulla tortura: Trump ha ribadito di credere nell'efficacia del waterboarding ma seguirà le indicazioni dei suoi capi militari. Il presidente ha detto che lascerà la decisione al suo segretario alla Difesa, James Mattis, che non crede nella tortura e nel waterboarding (il soffocamento simulato): "Non sono necessariamente d'accordo, ma il capo del Pentagono prevarrà su di me, perché gli darò questo potere", ha aggiunto.

Canada, attentato in moschea. "Killer studente bianco"

Canada, attentato in moschea. "Killer studente bianco"

Fermato Alexandre Bissonnette. Site: "Aveva like su Fb a Trump, Le Pen, non jihadista". Premier Trudeau: "Musulmani parte importante della nostra società"

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Quebec city, strage in moschea


Quebec (Canada), 30 gennaio 2017 - Sangue in un attentato in Canada. Sei persone sono morte e altre otto sono rimaste ferite nella sparatoria avvenuta nella tarda serata di ieri in una moschea di Quebec. In un primo momento la polizia ha fermato due persone per "atto terroristico", poi ha trattenuto solo Alexandre Bissonnette, studente bianco franco-canadese (foto sotto). E' incriminato con sei capi d'accusa per omicidio di primo grado, e cinque capi d'accusa per tentato omicidio. Rilasciato un uomo marocchino, che si è rivelato essere solo un testimone dell'accaduto.

Secondo i media canadesi che citano persone presenti ai fatti, il killer al momento dell'attacco avrebbe inneggiato ad Allah. Elemento che ha fatto pensare a un atto di matrice islamista. Ma l'identità del fermato pone seri dubbi sull'ipotesi. In base a quanto riporta il Site "Alex B., aveva messo mi piace a Trump, Marine Le Pen e le Forze di difesa israeliane su Facebook, il che rende improbabili legami jihadisti".

LE VITTIME - Sono tutti africani i sei morti nella sparatoria. Due vittime sono di nazionalità algerina, una tunisina, una marocchina e altre due provenienti da un Paesi dell'Africa sub-sahariana non meglio specificati. Tutti hanno età compresa tra 35 e 70 anni.
"ATTO TERRORISTICO" - Il premier Justin Trudeau ha immediatamente condannato "questo attacco terroristico contro musulmani in un centro di preghiera e accoglienza", sottolineando che i "canadesi di fede musulmana sono un importante parte della nostra società". Ecco il tweet, pubblicato sia in francese che in inglese, del premier: "Stasera i canadesi piangono per le persone uccise in un attacco codardo in una moschea a Quebec City. I miei pensieri sono per le vittime e le loro famiglie". E ancora: "È straziante vedere una simile violenza insensata - aggiunge Trudeau in un comunicato  - le forze dell'ordine canadesi faranno il possibile per catturare i responsabili di questo atto e di tutti gli atti di intolleranza".

LE REAZIONI - Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha chiamato il premier canadese per esprimere le condoglianze e per offrirgli assistenza. E il premier italiano Paolo Gentiloni ha ritwittato stamattina un messaggio di Justin Trudeau, il suo omologo canadese, in cui si esprime "dolore per le persone uccise nel meschino attacco ad una moschea a Quebec city".

IL TWEET DI TRUMP JR - Donald Trump Junior, figlio del presidente su Twitter ha scritto polemicamente: "Il leader fallito del Canada, Justin Trudeau, li sta portando sulla stessa strada iniziata da noi otto anni fa. Preghiamo per il Canada". Il testo era accompagnato dalle immagini dei tweet del primo ministro canadese: il primo in cui annuncia che il Canada continuerà ad accogliere i rifugiati, l'altro in cui lo stesso Trudeau condanna l'attacco in moschea.
LA DINAMICA - Un testimone che ha chiesto di rimanere anonimo ha raccontato all'emittente Cbc che gli uomini (ma la polizia ha chiarito che il killer era uno solo, ndr.) che hanno fatto irruzione nell'edificio erano due e con il volto mascherato. "Mi sembra che avessero un accento del Quebec. Hanno cominciato a sparare e mentre sparavano gridavano 'Allah Akbar'. I proiettili hanno colpito le persone che pregavano. Sono morte persone in preghiera. Un proiettile è passato proprio sopra la mia testa". Secondo la fonte, al momento degli spari c'erano anche dei bambini: "Ce n'era uno di tre anni con il padre".
Intanto sulla scia dell'attacco, sono state aumentate le misure di sicurezza tanto a Montreal che a Gatineau, sempre in Quebec. La polizia di Gatineau ha assicurato che particolare attenzione sarà posta proprio ai dintorni delle moschee.

Il Centro culturale islamico di Quebec, noto anche come la grande moschea di Quebec, era già stato preso di mira lo scorso giugno, durante il mese sacro del Ramadan, quando venne lasciata una testa di maiale all'ingresso. L'attacco è stato messo a segno dopo che il Canada ha detto di essere pronto ad accogliere musulmani e migranti a fronte delle restrizioni in materia di immigrazione introdotte venerdì scorso dal presidente americano Donald Trump.

Raggi, bufera su caso polizze: “Non mi dimetto”

 Raggi, bufera su caso polizze: “Non mi dimetto”

Sarebbero due le assicurazioni donate dall’ex capo segreteria politica Romeo. Lei: “Non sapevo nulla”. Per la procura non c'è reato


«Mi sento ancora nel Movimento e non penso affatto alle dimissioni», così Virginia Raggi aveva allontanato le voci di un passo indietro. Dichiarazioni arrivate il giorno dopo l'interrogatorio-fiume nell'ambito dell'inchiesta sulla nomina del fratello di Raffaele Marra che la vede indagata per falso e abuso e dopo che è emersa la notizia di una polizza vita, poi rivelatesi due, stipulate a suo beneficio da Salvatore Romeo, ex capo della segreteria politica del sindaco.
Due polizze. Procura: “Non c’è reato”
Da quanto si apprende, le due polizze da investimento stipulate da Salvatore Romeo per Virginia Raggi non presuppongo la controfirma del beneficiario; la prima, da 30mila euro e fatta nel gennaio 2016 è priva di scadenza, l'altra da 3mila euro scade nel 2019. Per gli inquirenti non costituirebbero un fatto penalmente rilevante perché non emergerebbe alcuna utilità corruttiva. Secondo quanto appreso nelle ultime ore, in una delle polizze stipulate in favore del primo cittadino di Roma, la causale riporterebbe “motivi affettivi”.

“Ho la fiducia del Movimento”. La battuta di Grillo
«Non ne sapevo nulla» insiste la Raggi. E a chi le chiede se si sente come l'ex ministro Scajola per le polizze a "sua insaputa", replica: «Possono essere fatte senza che il beneficiario lo sappia». Quanto al rapporto col M5S, spiega di avere ancora la fiducia del Movimento e aggiunge: «Ho sentito Grillo, mi ha detto che farà polizze per tutti». In difesa della Raggi anche l'ex vicesindaco Daniele Frongia: «Delle polizze di Salvatore Romeo con più beneficiari non ne sapevo nulla, come non ne era a conoscenza la sindaca».
La versione di Romeo: "Polizza per stima, nessuna relazione"
Salvatore Romeo, con un lungo post sulla sua pagina Facebook, fornisce la sua versione. Ho scelto Virginia Raggi come beneficiaria di una polizza vita "per una grande stima e amicizia", spiega l'ex capo della segreteria Raggi. «Ho stipulato diverse polizze vita perché offrivano un rendimento certo e anche la possibilità di incassare il capitale con un riscatto totale o parziale in caso ne abbia bisogno. Questi prodotti finanziari prevedono l'indicazione di un beneficiario terzo in caso di morte del contraente. Quindi, solo in caso di mia morte, eventualità su cui certamente non ho scommesso, il capitale andrebbe all'eventuale beneficiario. Non avendo moglie né figli, ho indicato fra i beneficiari, sempre e solo in caso di mia morte, le persone che più stimo». Nella sua versione della vicenda Romeo ribadisce infine che «non c'è stata e non c'è alcuna relazione fra me e Virginia Raggi. Di conseguenza - conclude - procederò legalmente contro chiunque riporti i fatti in maniera distorta o diversa da quanto sto dichiarando». Negli ultimi quattro anni, secondo L'Espresso e Il Fatto Quotidiano, Romeo avrebbe investito circa 100 mila euro su una decina di polizze vita: tra i beneficiari, oltre ai parenti, anche attivisti del M5S. Una conferma arriva anche dall’ex pentastellata Alessandra Bonaccorsi: «Con Salvatore Romeo avevo una relazione e mi regalò una polizza sulla vita». L’ex M5S racconta che un giorno Romeo si presentò con dei documenti dicendole che avrebbe incassato 10mila in caso lui fosse morto: «Più che generoso, diciamo che si rendeva conto di essere solo. Non è sposato, non ha figli. A 50 anni aveva accumulato un piccolo patrimonio e, nel caso gli fosse capitato qualcosa, voleva lasciarne una parte agli amici».

Raggi: "Pronta a querele"
«Non ho ricevuto un solo euro, sono pronta a querelare». E poi «basta gossip, sono sindaca di una capitale che deve rinascere». Virginia Raggi affida a un post su Facebook la sua reazione agli attacchi. «Sono diventata sindaco perché i romani hanno creduto nel programma del M5S, la prossima settimana inizierà il piano antibuche che sarà solo il primo di una serie di interventi per sistemare Roma».

L’attacco del Pd
Duro, invece, l'attacco del Pd nei confronti del primo cittadino della capitale. «Il sindaco Raggi valuti se è in grado di governare la città - ha detto la capogruppo dem in Campidoglio Michela Di Biase - Chiediamo che in ogni caso Raggi venga in Aula a spiegare». «La battuta con cui Virginia Raggi ha evitato di rispondere nel merito sulla vicenda della polizza è grave. Più polizze per tutti? È la sindaca di Roma: crediamo che, invece di fare battute, sia opportuno un suo chiarimento nell'Aula del Campidoglio», ha aggiunto la senatrice del Pd Monica Cirinnà. La consigliera comunale Valeria Baglio rincara: «Per una volta d'accordo con Marco Travaglio: Raggi venga in Consiglio a spiegare o si dimetta! Ci vorranno meno di 8 ore, promesso». Attacca anche la senatrice Camilla Fabbri, che chiede ai vertici del Movimento «da Grillo a Di Maio, senza scordare il loquace Di Battista» di dare «un chiaro segnale, dicendo magari qualcosa sull'argomento». Secondo l’onorevole Pd Ileana Argentin, «i cittadini romani si sentono sempre più soli» e Roma «oltre a essere immobilizzata ormai da mesi, è allo sbando per le disavventure di una sindaca distratta dai suoi problemi».

Gasparri: “Ridicola ma vada avanti”
«In un mondo normale una persona ridicola come Virginia Raggi si dovrebbe dimettere per l'assoluta incapacità. Ciò a prescindere da eventuali responsabilità penali nelle varie vicende Marra, Romeo, promozioni clientelari, polizze e quant'altro - ha detto il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri - Roma sta precipitando per colpa dei grillini. Ma è bene che la Raggi vada avanti. Che Grillo, Casaleggio e tutta la compagnia cantante la sostengano. L'Italia deve capire che quella dei grillini non è un'alternativa. Vai avanti Raggi! Dimostra a tutti che i grillini sono il nulla». Sulla vicenda è intervenuta anche la presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni: «Non so quale possa essere la spiegazione ma nella migliore delle ipotesi il sindaco Raggi ha nominato come suo capo segreteria un folle stipulatore seriale di polizze vite all'insaputa dei beneficiari, dopo aver già nominato Marra ai vertici del Campidoglio. Una cosa è certa: il movimento 5 stelle non sa scegliere i propri collaboratori. Se non c'è qualcosa di peggio».

Prof universitari denunciano: gli studenti scrivono male in italiano


Prof universitari denunciano: gli studenti scrivono male in italiano

Oltre 600 docenti hanno firmato una lettera-appello indirizzata a governo e parlamento. "Errori tollerabili appena in terza elementare. Intervenite"

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Studenti alla prova scritta di italiano per la maturità (Ansa)


"E' chiaro ormai da molti anni che alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente. Da tempo i docenti universitari denunciano le carenze linguistiche dei loro studenti (grammatica, sintassi, lessico), con errori appena tollerabili in terza elementare. Nel tentativo di porvi rimedio, alcuni atenei hanno persino attivato corsi di recupero di lingua italiana", scrivono infatti in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio, alla ministra dell'Istruzione  e al parlamento.
L'iniziativa è del Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità, che ha fatto girare il testo tra i docenti per raccogliere le firme. Secondo i professori, il sistema scolastico non reagisce in modo appropriato, "anche perché il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico".
"La scuola deve essere più esigente"
"Ci sono alcune importanti iniziative rivolte all'aggiornamento degli insegnanti, ma - si fa notare - non si vede una volontà politica adeguata alla gravità del problema. Abbiamo invece bisogno di una scuola davvero esigente nel controllo degli apprendimenti, oltre che più efficace nella didattica, altrimenti né l'impegno degli insegnanti, né l'acquisizione di nuove metodologie saranno sufficienti". Nella lettera si indica quindi una serie di dettagliate linee d'intervento per arrivare, "al termine del primo ciclo" di studi, a un "sufficiente possesso degli strumenti linguistici di base da parte della grande maggioranza degli studenti".


I docenti universitari, dunque, propongono alcune linee di intervento: una revisione delle indicazioni nazionali che "dia grande rilievo all'acquisizione delle competenze di base, fondamentali per tutti gli ambiti disciplinari", che dovrebbero contenere i "traguardi intermedi imprescindibili da raggiungere e le più importanti tipologie di esercitazioni" e l'introduzione di "verifiche nazionali periodiche" durante gli otto anni del primo ciclo: dettato ortografico, riassunto, comprensione del testo, conoscenza del lessico, analisi grammaticale e scrittura corsiva a mano. "Sarebbe utile - affermano - la partecipazione di docenti delle medie e delle superiori rispettivamente alla verifica in uscita dalla primaria e all'esame di terza media, anche per stimolare su questi temi il confronto professionale tra insegnanti dei vari ordini di scuola".
Le adesioni sono arrivate in gran numero: nella lunga lista, tra gli altri, anche i filosofi Massimo Cacciari e Roberto Esposito, gli storici Ernesto Galli della Loggia e Luciano Canfora, i costituzionalisti Carlo Fusaro e Paolo Caretti, i sociologi Sergio Belardinelli e Ilvo Diamanti, la scrittrice e insegnante Paola Mastrocola, diversi i rettori. 

sabato 4 febbraio 2017

Ucciso a Milano Anis Amri, l’attentatore di Berlino.

Ucciso a Milano Anis Amri, l’attentatore di Berlino. Merkel: grazie all’Italia

Il giovane ucciso l’altra notte alle porte di Milano durante un conflitto a fuoco con la Polizia è Anis Amri, l’attentatore di Berlino che ha ucciso 12 persone a bordo di un camion. Lo ha confermato il ministro dell’Interno Marco Minniti: «L’Italia - ha dichiarato - è grata ai due agenti». L'uomo, in fuga dalla Germania dopo la strage, si sarebbe prima rifugiato in Francia e poi sarebbe arrivato a Milano in treno, intorno all’una di notte, attraverso Chambery e Torino. A Torino avrebbe sostato per quasi tre ore, prima di raggiungere in treno Milano.
Secondo quanto si apprende da fonti investigative, l’uomo sarebbe arrivato intorno alle 20.30 alla stazione di Porta Susa, da dove sarebbe poi ripartito alla volta della Lombardia alle 23 circa. «Ho ringraziato il presidente del Consiglio italiano - ha dichiarato la cancelliera Angela Merkel - e vorrei ribadire il ringraziamento alla polizia italiana e a tutte le forze di sicurezza per la collaborazione così stretta. Auguro al poliziotto ferito una guarigione completa e rapida». Merkel ha espresso «cordoglio e vicinanza alle vittime» dell’attentato di lunedì scorso a Berlino e ha ricordato anche Fabrizia Di Lorenzo, «la giovane italiana rimasta vittima e questo ci rattrista moltissimo».
Un paio di ore dopo l’arrivo a Milano il giovane tunisino è stato fermato durante un controllo stradale in piazza I Maggio a Sesto San Giovanni, davanti alla stazione ferroviaria, intorno alle 3 della notte scorsa; ha estratto una pistola e sparato agli agenti di una volante che hanno risposto al fuoco uccidendolo. Le sue impronte corrispondono a quelle del terrorista che ha seminato il terrore nel mercato natalizio di Berlino.
Secondo quanto riferito dalla polizia, la volante si sarebbe fermata per un normale controllo. L'uomo, che era a piedi, alla richiesta di mostrare i documenti ha estratto una pistola dallo zaino e avrebbe sparato a un poliziotto - Christian Movio, 36 anni, del Commissariato di Sesto San Giovanni - ferendolo a una spalla. L'agente è ora ricoverato all'ospedale di Monza. Deve essere operato, ma le sue condizioni sono buone. Il collega dell’agente ferito, Luca Scatà, poliziotto siciliano in prova di 29 anni, con 9 mesi di servizio, ha risposto al fuoco uccidendo il tunisino. «Ringrazio Dio che sia vivo. È un ragazzo coraggioso e ha fatto il suo dovere». Lo dice il padre di Luca Scatà, Giuseppe, dipendente comunale di Canicattini Bagni (Sr). «Quando l'abbiamo sentito al telefono stamattina presto - racconta - non sapeva ancora che il ragazzo morto fosse l'attentatore».
La parabola italiana del terrorista Amri
Amri era un soggetto «pericolosissimo che, da libero, avrebbe potuto compiere altri attentati», ha detto il questore di Milano, Antonio de Iesu. «Aveva pochissimi effetti personali, nessuno scritto, era un fantasma», ha ggiunto, precisando che la sua individuazione «è solo frutto di una straordinaria attività di controllo del territorio. Sembra assurdo che un terrorista del genere sia stato trovato casualmente nel corso di un normale controllo, ma questa è la realtà». «Amri era un magrebino come tanti, gli agenti non avevano né intuito, né sospettato che potesse essere il ricercato. Era solo e non aveva comportamenti sospetti», ha aggiunto De Iesu. Da parte dell'intelligence non sono arrivate indicazioni, nessuno ci ha anticipato che l'attentatore di Berlino potesse essere a Sesto».
Amri si sarebbe «radicalizzato in Italia, nel carcere di Agrigento». In prigione ha avuto comportamenti violenti, arrivando a minacciare un altro detenuto: «Sei un cristiano, ti taglio la testa». È quanto emerge dai documenti in mano alla procura di Roma. «Lo cerchiamo in tutta Europa» aveva detto ieri Angela Merkel che ha anche ammesso: «Era noto da tempo alla polizia tedesca».
Minniti: è Anis Amri l'uomo ucciso a Milano dalla polizia
Il ministro dell’Interno tedesco Thomas De Maizière ha ottenuto un mandato di cattura internazionale che ha sostituito l’ordine di ricerca di mercoledì. Amri è stato filmato dalle autorità di sicurezza 8 ore dopo l’attentato di fronte all’associazione-moschea “Fussilet 33”, nel quartiere di Moabit della capitale, perquisita oggi dalla polizia. Poi la fuga, probabilmente attraverso la Francia e poi l’arrivo in Italia nella serata di ieri.

Strage di Capodanno, terrorista assalta night club a Istambul, 39 morti.

Strage di Capodanno, terrorista assalta night club a Istambul, 39 morti. Video choc

Una persona armata di kalashnikov ha fatto irruzione nella discoteca e ha aperto il fuoco. Verifiche della Farnesina sulla presenza di italiani

Redazione Tiscali
Capodanno di sangue e di terrore in Turchia. A Istanbul un uomo armato di kalashnikov ha fatto irruzione nel night club Reina, che si trova nel quartiere di Besiktas, nella parte europea della città, e ha aperto il fuoco sparando all'impazzata contro le 700 persone che affollavano il locale. E' stata una strage. In salvo un gruppo di italiani, a parte una giovane bresciana rimasta leggermente ferita.

Il tragico bilancio è di circa 39 morti e almeno 60 feriti

Il killer di Istanbul non indossava il costume di Babbo Natale, come riferito in precedenza da alcune testimonianze, ed ha lasciato la pistola prima di fuggire. Sono alcuni dei nuovi dettagli che emergono dopo l'attentato. L'attacco non è stato ancora rivendicato ma l'attentatore, secondo le testimonianze di alcuni dei sopravvissuti, avrebbe urlato 'Allah Akbar' mentre apriva il fuoco dentro il locale. Sono almeno 39 i morti, soprattutto stranieri: 7 sauditi, 3 iracheni, 3 giordani, 2 libanesi, una franco-tunisina ed il marito, 2 indiani, uno da Kuwait, Libia, Siria e Israele, un ventenne belga di origine turca ed un canadese-iracheno. Tra i feriti, una settantina, alcuni versano in gravi condizioni.

Dubbi sul killer unico

Il bilancio è stato reso noto dal governatore della provincia di Istanbul, Vasip Sahin, che ha parlato di un attacco terroristico. Sahin ha anche aggiunto che l'attacco sarebbe stato compiuto da un singolo attentatore, mentre i media locali e alcuni testimoni parlavano di due assalitori armati di kalashnikov. La polizia di Istanbul ha diffuso le foto del presunto killer. Dalle immagini, riprese dal video di sorveglianza, risulta essere un giovane con barba e capelli neri. Altre immagini mostrano un uomo con abiti bianchi e un berretto con il pon-pon, tanto che inizialmente si era pensato fosse vestito da Babbo Natale, forse per confondersi tra alcuni degli agenti di sicurezza di pattuglia nelle strade vestiti allo stesso modo. 

Sono 24 le vittime straniere

Sarebbero almeno 24 le vittime straniere dell'attentato di Istanbul, insieme con 11 cittadini turchi. Lo riferisce il Guardian citando Selina Dogan, deputata del Chp (il principale partito di opposizione) che ha visitato gli ospedali e l'obitorio. Tra le vittime straniere, sette sono saudite, tre irachene, due libanesi, due tunisine, due indiane, una da Kuwait, Siria e Israele, un belga di origine turca ed un canadese-iracheno. Non risultano finora italiani coinvolti.

Caccia all'uomo

Per il resto, sono ancora molti i punti da chiarire sulla dinamica dell'attacco. Non si sa con certezza se il terrorista abbia agito effettivamente da solo. Di lui si sa che è entrato vestito di nero e incappucciato con un fucile automatico in braccio con cui ha sparato ad un agente di guardia al locale, che all'interno era vestito di bianco con un cappello a pon-pon bianco, che si è cambiato dopo aver massacrato le persone all'interno del locale, "sparando ovunque, come un pazzo", ed è riuscito a fuggire nella notte, scatenando stamani una gigantesca caccia all'uomo estesa a tutta la Turchia ala quale partecipano almeno 17.000 agenti.

La dinamica

Le poche certezze sono quelle suggerite dalle immagini catturate dalle telecamere di sicurezza, ma alcuni testimoni sopravissuti alla strage hanno raccontato di aver sentito sparare più di una persona, forse due o tre terroristi. L'unico uomo armato immortalato dalle telecamere è entrato in azione intorno all'1.30 locale (le 23.30 in Italia), mentre nel locale si trovavano circa 700 persone. Ha ucciso l'agente all'ingresso prima di entrare e iniziare a sparare sui clienti. Per sfuggire alla strage, alcuni dei clienti si sono lanciati nelle acque gelide del Bosforo e sono poi stati tratti in salvo, anche se non c'è certezza che tutti siano stati salvati.

Le testimonianze

I testimoni sopravissuti sono concordi su una cosa: i terroristi "sparavano a casaccio", sparavano su tutti, sulla folla. "Sparavano ovunque, come dei pazzi", ha raccontato alla Cnn turca una donna, ferita a una gamba da un proiettile. Un altro testimone afferma che le forze speciali sono intervenute portando via i sopravissuti. "Ero di spalle e mio marito ha urlato: 'Buttati giù!'. Eravamo vicino a una finestra e ho sentito due o tre persone che sparavano. Poi sono svenuta", ha raccontato una donna.
Le foto prima della strage: ora quei momenti di spensieratezza sono solo un amaro flashback, la testimonianza di una felicità che un uomo armato di kalashnikov ha spento

La condanna della Casa Bianca

Il portavoce della Casa Bianca, Eric Schultz, afferma che il presidente americano Donald Trump - questa settimana in vacanza alle Hawaii con la sua famiglia - è stato informato dell'attacco dalla sua squadra di sicurezza nazionale e ha chiesto di essere aggiornato sugli sviluppi della situazione. Il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca, Ned Price, sottolinea come l'attacco contro "persone innocenti che stavano festeggiando" mostri la ferocia degli assalitori. E aggiunge che gli Usa mandano i loro pensieri e le loro preghiere ai familiari delle vittime.

Al Jazeera: c'è mano Isis

Non c'è stata al momento alcuna rivendicazione per l'attacco armato compiuto nella notte in una discoteca di Istanbul, ma secondo gli esperti dietro all'attentato ci sarebbe la mano dell'Isis. Lo riporta Al Jazeera. Secondo quanto riferisce dalla città turca un corrispondente del canale arabo, i servizi di sicurezza della Turchia pensano che la tempistica e il bersaglio del'attacco suggeriscano il coinvolgimento dello Stato islamico