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Dopo giorni di annunci, smentite e polemiche, la presidente della regione Lazio, Renata Polverini, ha comunicato le sue dimissioni dall'incarico di governatore. L'annuncio ai capigruppo della maggioranza e a tutti i suoi fedelissimi convocati nella sede della fondazione "Città Nuove" è arrivato nel corso di una lunga riunione, cui ha partecipato anche il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, ed è stato in un primo momento diffuso dallo staff e poi confermato dalla stessa Polverini nel corso di una conferenza stampa convocata nel tardo pomeriggio al residence Ripetta. Questi i passaggi chiave dell'incontro con la stampa, inziata e conclusa tra gli applausi dei sostenitori.
Ore 20.13 - «Da domani dirò ciò che ho visto»
«Da domani ciò che ho visto lo dirò. Le ostriche viaggiavano comodamente già nella giunta di me, quindi io non ci sto, non ci sto alle similitudini e nessuno si permetta di dire una parola su me e i miei collaboratori».
Ore 20.03 - «Continuerò a fare politica»
«Ho aspettato oggi anche per vedere le falsità dell'opposizione. Oggi potevano consegnare le loro dimissioni al segretario generale della Regione Lazio: né Pd, né IdV, né Sel lo hanno fatto, ma hanno tentato di scaricare le responsabilità sulla giunta. Allora li mando a casa io. Io continuerò a fare politica, con questi non ho nulla a che fare. Stessero sereni questi signori perché domani potranno fare politica se si ricordano come si fa».
Ore 20.00 - «Chi ha commesso reati venga condannato»
«Da pochi minuti sono tornata una persona libera e mi sento bene. Due anni e mezzo in questo sistema allucinante, mi sentivo in gabbia. Spero che chi ha commesso reati venga condannato - ha aggiunto Polverini- ma io me ne vado a testa alta».
Ore 19.55 - In Consiglio «hanno fatto cose raccapriccianti»
Renata Polverini non risparmia critiche durissime agli esponenti del Pdl regionale, ma ringrazia il segretario Angelino Alfano e Silvio Berlusconi. In conferenza stampa definisce «personaggi da operetta» i consiglieri
pidiellini coinvolti nell'inchiesta, mentre tiene fuori dalle accuse «Alfano e Berlusconi, che ho sentito fino a pochi minuti prima di venire qui, e che con senso di responsabilità hanno cercato di darmi un contributo. E ringrazio Francesco Storace che ha sofferto più di tutti con me questa situazione, dicendomi che non è accettabile andare via senza aver fatto
nulla, ma io gli detto che ciò che non era accettabile mantenere quelle persone in un luogo prestigioso come la Regione perché hanno fatto cose raccapriccianti».
Ore 19.54 - Il Laziogate «nasce da faida interna al Pdl»
«Questa storia nasce per una faida interna al Pdl, partito che non consegnò la lista alle elezioni del 2010 e ci ha consegnato ad un dibattito allucinante». La cosa più assurda il tentativo del Pd di regolare una questione interna sulle spalle della sottoscritta, ma non si permettano di spendere più una parola su di me. Nessuno dei miei collaboratori ha approfittato dei fondi regionali».
Ore 19.53 – «Consiglio indegno, li mando a casa io»
Sono «meravigliata che governatori che siedono sulle loro poltrone da oltre vent'anni pensino solo oggi di mettere all'ordine del giorno l'autoriforma della loro regione». La nostra giunta arriva a questo punto «pulita» che interrompe la sua azione per colpa di un Consiglio regionale che considero non più degno di rappresentare gli elettori del Lazio. Li mando a casa io: basta sceneggiate».
Ore 19.52 - Con stop a me «gravi ripercussioni sul paese»
«Con il blocco della mia azione riformatrice ci saranno gravi ripercussioni sul paese: abbiamo fatto 5 miliardi di tagli perché lo volevamo e perché abbiamo avuto come effetto il dimezzamento del disavanzo sanitario portandolo a 700 milioni».
Ore 19.51 - «Decisione irrevocabile presa ieri»
«Comunico anche a voi stasera ufficilalmente stasera - spiega la Governatrice Polverini - quanto avevo già comunicato ieri sera a Napolitano e a l premier Monti ed oggi pomeriggio al segreatrio Pdl Alfano: la mia decisione di rassegnare le dimissioni irrevocabili dall'incarico di governatrice della Regione Lazio».