lunedì 15 dicembre 2014

LA SCHIAVITÙ DIVENTA LEGALE NELL’AGRO PONTINO

LA SCHIAVITÙ DIVENTA LEGALE NELL’AGRO PONTINO, IN MIGRAZIONE PUBBLICA UN NUOVO SCIOCCANTE RAPPORTO
di Redazione
Deve ancora essere pubblicato il nuovo rapporto di In Migrazione Onlus, ma già fanno indignare l’opinione pubblica le nuove denunce circa la situazione di quelli che l’associazione chiama “i nuovi schiavi” nell’agro pontino. Come già a giugno In Migrazione ha raccolto le testimonianze dei braccianti agricoli, principalmente della comunità indiana, che ogni giorno lavorano nei campi dell’agro pontino, sfruttati con orari massacranti e pagati con pochi spiccioli.
Il rapporto sarà pubblicato lunedì 20 in occasione del convegno Terra e libertà a Latina, durante il quale l’assessore regionale all’Agricoltura, Sonia Ricci, lancerà il progetto “Bella Farnia”, realizzato con Osservatorio per la sicurezza e la legalità della Regione Lazio, Arsial, Casa dell’Agricoltura di Latina e l’associazione In Migrazione Onlus.
Già oggi, però, La Repubblica ha anticipato alcune delle testimoniane raccolte dalla Onlus che denunciano un vero e proprio sfruttamento ma legalizzato con buste paghe false o contraffatte che riportano di operai assunti per due giorni a settimana ma che in realtà lavorano sette giorni su sette. “Lavoro dieci ore al giorno – racconta un bracciante sikh – ma il padrone ne segna solo due. In un mese sono stato sui campi tutti i giorni, anche la domenica. Lui mi ha segnato solo sei giorni. Non è giusto”.
“Mio marito lavora in campagna – dice una donna –. Lui brava persona. Lavora in cooperativa. No beve whisky, no mangia carne, no fuma. Lavora sempre tanto. Anche dieci, dodici ore, anche più. Però padrone paga solo 350 euro al mese. Lui scrive su foglio che deve dare a noi 2.600 euro e poi invece dà solo 200-300 euro. Nostra famiglia come vivere così? Io ho bambino. Cosa dare da mangiare a lui?”.

E se arrivano i controlli? “Uno sta fuori cancello – spiegano –. A volte indiano, a volte italiano. Quando viene macchina di carabinieri o finanza lui chiama padrone e manda via indiani. Così nessuno vede. Tutto a posto. Ma sfruttamento c’è. Ed è tanto”.

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