lunedì 15 ottobre 2012

Scandalo Lazio, in carcere Fiorito


Scandalo Lazio, in carcere
Fiorito: "Qui gente migliore
che nel Pdl". Il gip:
"Fatture nel tritacarte"

Il gip: "Intascato oltre 1 milione di euro. Comprò jeep per la neve a Roma"

Laziogate: in carcere l'ex capogruppo del Pdl alla Regione. Per i magistrati c'è pericolo di fuga e inquinamento delle prove. E la procura di Viterbo lo indaga per calunnia e falso. Prima di entrare in cella parla al telefono: "Urlo forte la mia innocenza. Punterò sulla verità". E' in cella di isolamento e sorvegliato a vista

Fiorito sorridente durante l'arresto

L'arresto di Fiorito (con lui l'avvocato Carlo Taormina)

Roma, 2 ottobre 2012- L’ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio, Franco Fiorito, è stato arrestato (VIDEO) e condotto in carcere dal nucleo di polizia Valutaria della Guardia di Finanza. L'accusa nei suoi confronti è di peculato. Le Fiamme gialle hanno eseguito una decina di perquisizioni, tra cui anche quella dell'abitazione dell'esponente politico. In carcere Fiorito è in cella di isolamento (che durerà fino all'interrogatorio di garanzia) ed è sorvegliato a vista.
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La procura di Roma gli contesta l’appropriazione di un milione e 380mila euro per "arricchimento personale". Nell’ordinanza di custodia cautelare si evidenzia il rischio di pericolo di fuga, l'inquinamento delle prove e la reiterazione del reato. Inoltre Franco Fiorito, sempre secondo il provvedimento del gip di Roma, Stefano Aprile, ha posto dei seri ostacoli all’attività di indagine della magistratura con una spregiudicata utilizzazione dei media al fine di confondere le responsabilità personali con quelle collettive.
LE ACCUSE - Secondo gli inquirenti romani sono 193 i bonifici, per 1.380 milioni di euro, finiti sui conti di Franco Fiorito, che complessivamente ha movimentato, in due anni, 6 milioni di euro. Dei sei milioni per l’attività del gruppo consiliare movimentato dall'esponente del Pdl negli ultimi due anni, 4 milioni sarebbero di soli bonifici. Di questi, 1 milione e 380 mila euro sarebbero finiti nei conti personali dell’ex capogruppo. In base a quanto accertato, inoltre, Fiorito avrebbe indirizzato nei conti all’estero, aperti in Spagna, circa 350mila euro mentre poco più di un milione sarebbe stato girato nei conti correnti italiani.
LA JEEP PER L'EMERGENZA NEVE - Franco Fiorito - si legge ancora nell'rdinanza - avrebbe comprato anche una jeep per fare fronte all’emergenza neve. In particolare, servendosi dei soldi sottratti dai conti del Pdl gli inquirenti hanno accertato che Fiorito avrebbe acquistato una caldaia per la villa del Circeo e una Jeep Wrangler. Quest’ultimo acquisto è del 13 febbraio scorso, quando a Roma ci fu un’abbondante nevicata. La jeep ha un valore di 35mila euro.
Per quanto riguarda le indennità ricevute per i diversi incarichi ricoperti, gli investigatori hanno accertato che, secondo la legge regionale 19 del 1995, Fiorito non aveva diritto a percepire i 300mila euro effettivamente percepiti, come invece l’ex capogruppo ha affermato, e questo perché la norma, all’articolo 4, prevede che l’indennità sia unica a prescindere dal numero degli incarichi e che corrisponda alla più alta tra quelle a cui si avrebbe diritto. Nell'ordinanza il gip scrive:"Fatture nel tritacarte".
LA GUERRA NEL PDL - Secondo il Gip, inoltre, l’ex capogruppo del Pdl ha utilizzato, in particolare, alcune fatture per "formare dossier riguardanti i suoi più diretti avversari politici nell’ambito del Gruppo consiliare e consegnarli agli organi di informazione".
LA DIFESA - Gli avvocati difensori di Fiorito hanno fatto sapere che ricorreranno contro l'arresto. "L’arresto di Fiorito per l’ipotesi di peculato non è pertinente. C’è una giurisprudenza che dice che quando questo denaro pubblico entra nelle tasche di un partito, piaccia o non piaccia, diventa denaro privato - ha detto il legale Carlo Taormina, secondo cui il reato dovrebbe essere appropriazione indebita -. Inoltre c’è da dire che se hanno arrestato Franco Fiorito, mancano all’appello gli altri 70 consiglieri della Regione Lazio". Sulle esigenze per procedere all’arresto aggiunge: "Pericoli di fuga non ce ne sono mai stati, per cui sotto tutti i profili, parlando di esigenze cautelari per l’arresto, queste non c’erano".
LE PAROLE - "Urlo forte la mia innocenza''. Così Franco Fiorito,  al telefono con l'Ansa prima di entrare in carcere. ''Su cosa punterò per difendermi? Sulla verità'', ha detto spiegando di essere in attesa della formalizzazione dell'arresto. ''Mi devono prendere le impronte digitali e poi fare la foto segnaletica'', ha concluso Fiorito. "Non ho paura del carcere sono un uomo forte e mi sento innocente, sono certo che verrà dimostrato - dice ancorta -. E poi in carcere non credo che troverò gente peggiore di quella che ho frequentato in regione e nel partito. Anzi". E sul provvedimento del gip afferma: "L’ordinanza si basa su un ipotetico pericolo di fuga e sul fatto che essendo ancora consigliere e presidente della Commissione bilancio potrei reiterare il reato: ma Consiglio e Commissione sono ufficialmente sciolti". "Di certo non mi aspettavo di essere arrestato, e non credo che sia giusto", ha concluso.
ALFANO - "L’arresto arriva in tempo per impedire a Fiorito una ribalta televisiva che stava irresponsabilmente cavalcando": è invece il commento del segretario del Pdl, Angelino Alfano. "Il mio compito è di vigilare e promuovere la buona politica e di isolare, con tutti i mezzi di cui dispongo, quelle eccezioni alle quali non consentirò di sporcare la storia di una grande partito, la sua dignità, la sua prospettiva per la quale mi impegno ogni giorno assieme a tutti coloro i quali credono che si possa fare politica senza rubare", ha aggiunto Alfano. "Il Pdl ha presentato l’emendamento al ddl anticorruzione che punisce, con la reclusione da 2 a 6 anni, chi utilizza ad altri fini o a scopi personali i contributi pubblici e inoltre, senza aspettare alcuna legge, abbiamo subito presentato sei punti, ai presidenti e ai capigruppo dei consigli regionali d’Italia, che danno indicazioni precise in merito alla trasparenza nell’utilizzo dei fondi, alla certificazione del bilancio a cura di una societa’ esterna e alla pubblicazione on line dello stesso".

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