lunedì 15 ottobre 2012

La Cassazione: cacciare la moglie di casa è reato


La Cassazione: cacciare
la moglie di casa è reato

I giudici della Suprema Corte hanno confermato la condanna di un 51enne

La Cassazione: il coniuge non può essere escluso dalla casa coniugale
L'ingresso del Palazzo di Giustizia a Roma, dove ha sede la Corte di Cassazione (ANSA / ETTORE FERRARI)
L'ingresso del Palazzo di Giustizia a Roma, dove ha sede la Corte di Cassazione (ANSA / ETTORE FERRARI)
Roma, 15 ottobre 2012 - E' reato cacciare il coniuge dalla casa familiare. La quinta sezione penale della Cassazione ha confermato la condanna inflitta dalla Corte d'appello di Palermo a un 51enne ritenuto responsabile di violenza privata, lesioni personali, danneggiamento e ingiuria ai danni della moglie.

In particolare, il reato di violenza privata era stato contestato all'uomo per aver mandato via da casa la moglie: l'imputato si era difeso dicendo che, al momento del fatto, la consorte era tornata a vivere dai suoi genitori, per cui la casa familiare era "in uso" soltanto a lui, pur non essendovi "provvedimenti di assegnazione" dell'abitazione stabiliti dal giudice.
La Suprema Corte, con la sentenza n.40383 depositata oggi, ha rigettato il ricorso dell'imputato sottolineando che "la donna, anche se temporaneamente trasferitasi presso i genitori, aveva il diritto di tornare, ne' il marito poteva escluderla dalla casa coniugale".

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