lunedì 22 ottobre 2012

Lavoro: Formedil, edilizia attrae giovani nonostante la crisi


Lavoro: Formedil, edilizia attrae giovani nonostante la crisi (1 upd)

20 Ottobre 2012 - 13:38

(ASCA) - Roma, 20 ott - Quando l'economia e' in recessione i giovani si rivolgono all'edilizia che, sebbene in forte crisi, sembra ancora offrire maggiori possibilita' di occupazione rispetto agli altri settori e un lavoro con salari medi superiori e contratti piu' stabili di quelli che si possono ottenere altrove. E' quanto emerge dall'indagine ''Giovani e costruzioni'' realizzata dal Cresme per il Formedil (Ente nazionale per la formazione e l'addestramento in edilizia), che nel triennio 2009-2011 ha formato, attraverso 32.813 corsi, oltre 385 mila allievi, il 20% degli occupati medi nel settore.

L'analisi, presentata il 20 ottobre al Saie in occasione del convegno ''I giovani e l'edilizia'' organizzato in collaborazione con Iiple di Bologna, fa il punto sul lavoro giovanile in Italia e sottolinea come nelle costruzioni si concentrino circa il 12% di tutta l'occupazione compresa nella fascia di eta' tra i 15 e i 24 anni - un'incidenza tra le piu' elevate nel panorama dei principali Paesi europei (la media UE e' dell'8%) - e un quinto di tutte le imprese giovanili in Italia.

Secondo l'analisi dell'istituto di ricerca, un giovane tra i 15 e i 24 anni dipendente nelle costruzioni percepisce, in media, un reddito mensile piu' elevato rispetto a quello dei coetanei impiegati in altri settori. Lo stipendio mensile medio e' pari al 79% del reddito medio del settore, una percentuale decisamente superiore sia alla media di tutta l'economia (68%), sia a quanto si osserva nel settore industriale (73%). La piu' equa distribuzione reddituale che si osserva nelle costruzioni non e' una peculiarita' del contesto italiano e va ricondotta alle dinamiche di carriera e alla struttura interna delle imprese del settore, nel quale si assiste a una piu' rapida crescita dei salari all'inizio In edilizia inoltre sono meno diffusi i contratti a tempo determinato: tra i dipendenti con eta' compresa tra 15 e 24 anni la quota di contratti a termine, seppur cresciuta vistosamente negli ultimi 4 anni, si ferma al 43,1%. Rimane percio' strutturalmente inferiore non solo rispetto alla media dell'economia italiana (49,9%) ma anche rispetto a quanto avviene nel settore manifatturiero (47,7%).

Appare invece elevato il tasso di imprenditorialita' giovanile, ovvero la quota di imprese la cui percentuale di partecipazione di giovani fino a 34 anni e' superiore al 50%.

Alla fine del 2011, secondo i dati delle Camere di commercio, erano quasi 132 mila le imprese giovanili attive nelle costruzioni, il 16% del totale del settore e oltre un quinto (il 21%) di tutte le imprese giovanili in Italia. Il tasso e' pari al 12,8% per i servizi; all'8,2% per l'industria; al 7,4% per l'agricoltura.

Nonostante questi dati, pero', negli ultimi 4 anni c'e' stato tra i piu' giovani la perdita di quasi 50 mila posti di lavoro (il 27% dell'occupazione del 2008), anche se a subire maggiormente l'impatto della crisi sono state le attivita' di costruzione pubblica.

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