giovedì 30 aprile 2015

Italicum: il governo pone la fiducia.

Italicum: il governo pone la fiducia. Renzi: "O va avanti o il governo va a casa"

La Camera voterà il 29 aprile la prima delle tre fiducie, le altre due giovedi. Poletti: "Ora bisogna prendere le decisioni". Bersani e Letta non la voteranno

Matteo Renzi (Ansa)
Matteo Renzi (Ansa)
Redazione Tiscali
L'aula della Camera voterà nel pomeriggio del 29 aprile la prima delle tre fiducie che il governo pone sulla legge elettorale. Le altre due saranno votate giovedì 30. Non è ancora chiaro invece quando si terrà la votazione finale nell'Aula della Camera. Non si conosce ancora quanti saranno gli ordini del giorno al testo ma il termine per la presentazione dei testo scadrà giovedì alle 11. E' quindi probabile che al voto finale si giunga la prossima settimana. Come annunciato dalla presidente Laura Boldrini, la votazione finale sarà segreta. In base al regolamento di Montecitorio, essa non può essere 'blindata' con la fiducia.
Renzi: "Fiducia democratica, o si va avanti oppure a casa" - "Non c'è cosa più democratica di mettere la fiducia: se passa, il governo va avanti altrimenti va a casa. Cosa c'è di più democratico di chi rischia per le proprie idee. E' tempo del coraggio non di rimanere attaccati alla poltrona", ha detto Matteo Renzi al Tg1. Rispondendo alle critiche della minoranza del Pd, ha aggounto: "Abbiamo discusso a lungo con la nostra minoranza, cambiato la legge venendo incontro alle richieste: adesso è il momento di non girare intorno". "La prima regola della democrazia è rispettare la volontà della maggioranza perché se non decide più nessuno è anarchia", ha concluso il premier.
Boschi pone la fiducia,  in Aula è bagarre - Ma quanto il ministro per le riforme Maria Elena Boschi ha posto nell'Aula della Camera la questione di fiducia, è esplosa la polemica. Dai banchi del M5S si è urlato "Fascisti!". Maurizio Bianconi di Fi ha urlato "Vergogna!", subito richiamato all'ordine dalla presidente Boldrini che ha faticato non poco a mantenere l'ordine. Lancio di crisantemi gialli invece da parte dei deputati di Sel. "E' il funerale della democrazia", ha scandito il capogruppo Arturo Scotto. Il ministro Boschi però non si è lasciata intimidire dalle urla e dai fischi e ha completato velocemente la pronuncia della "formula".
Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme e i Rapporti con il Parlamento (Ansa)
Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme e i Rapporti con il Parlamento (Ansa)
Poletti: "Ora bisogna prendere le decisioni" - "Siamo arrivati al punto in cui bisogna prendere decisioni, c'è stata una lunga discussione, il testo è cambiato molto, siamo arrivati a un testo e ora bisogna prendere le decisioni, la fiducia è figlia di questa" necessità", ha detto il ministro del lavoro, Giuliano Poletti.
Bersani: "In gioco la democrazia, non la voto" - "Non avevo dubbi che avrebbero messo la fiducia. Qui il governo non c'entra niente, è in gioco una cosuccia che si chiama democrazia", sostiene Pier Luigi Bersani. "Ho votato 17 volte la fiducia al governo, più di una al mese. Sono pronto a votare per altre 17 volte su atti di governo che riguardino il governo. Sulla democrazia un governo non mette la fiducia. Questa fiducia io non la voterò", ha aggiunto su Facebook.
Letta: "Non voterò la fiducia" - Stessa posizione assunta da Enrico Letta. "Non voterò la fiducia sulla legge elettorale", ha detto l'ex premier.
Napolitano: "Non entro in questo terribile garbuglio" - Sul ricorso alla fiducia "non faccio una valutazione che appartiene soltanto al governo ed alle forze politiche che si confrontano con l'esecutivo in parlamento. È una cosa talmente ingarbugliata. Abbiamo avuto persino una forza politica che ha votato per questa legge in un ramo del parlamento e nell'altro solleva una questione di incostituzionalità. Non entro in questo terribile garbuglio".
Brunetta: "Non consentiremo fascismo renziano" - "Non consentiremo il fascismo renziano. Faremo di tutto per impedirlo, dentro e fuori questa Aula. Non consentiremo che questa Aula sia ridotta a un bivacco di manipoli renziani", ha urlato a sua volta il capogruppo di Fi Renato Brunetta.
Fedriga (Lega): "Siete un bluff" - "Avrei voluto vedere questo piglio decisionista del governo sulla disoccupazione... Pensate di fare i furbi. Ma avete dimenticato che a scegliere e sono sempre i cittadini, e lo fanno a prescindere dalle leggi elettorali", ha detto Massimiliano Fedriga della Lega. "La gente si sta svegliando e ha capito che siete un bluff", ha concluso.
Battaglia di hashtag tra Renzi e M5S - Mentre Renzi ha lasciato al solito Twitter il compito di comunicare il suo pensiero. "Dopo anni di rinvii noi ci prendiamo le nostre responsabilità in Parlamento e davanti al Paese. Senza paura#leggeelettorale#lavoltabuona", ha scritto. Ma dal suo blog Grillo attacca: "Non chiamatelo più così, di italico ci ha solo il ricordo di un ventennio. Chiamatelo Nostalgicum". "La fiducia sulla legge elettorale prima d'ora era stata posta da Mussolini con la Legge Acerbo nel 1923 e con la 'legge truffa' (un nome un programma) del 1953. Oggi viene messa sul cosiddetto Italicum", ha aggiunto Grillo. E l' hashtag  #Nostalgicum non tarda ad arrivare.

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