Pietro Ciucci (Fotogramma)Pietro Ciucci (Fotogramma)
Il presidente dell’Anas Pietro Ciucci ha annunciato, al termine di un incontro con il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio presso la sede del ministero a Porta Pia, che rassegnerà le sue dimissioni a maggio. Le voci di un suo passo indietro giravano da diversi giorni, dopo le dimissioni dei consiglieri di amministrazione Maria Cannata e Sergio Dondolini. L’assemblea degli azionisti era stata convocata il 16 aprile per la loro sostituzione.
Ciucci incontra Delrio: rimetterà incarico a maggio 
«Il dottor Pietro Ciucci - spiega una nota Anas - ha incontrato questa mattina, presso la sede del ministero a Porta Pia, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, comunicandogli la sua intenzione di rimettere l'incarico di consigliere e di presidente di Anas a partire dall'Assemblea degli Azionisti per l'approvazione del bilancio 2014, che verrà convocata, nei termini di legge e di statuto, a metà maggio». La decisione, si legge nella nota dell'Anas, è stata presa «in segno di rispetto per il nuovo ministro al fine di favorire le più opportune decisioni in materia di governance di Anas».
 
 
All’Anas da 45 anni
All'Anas Ciucci, 65 anni, ha segnato un'epoca. Nella società, controllata al 100% dal Tesoro e vigilata dal Ministro dell'Infrastrutture e Trasporti, Ciucci ha lavorato per 45 anni. Nel 1996 è diventato direttore generale e lo è rimasto fino all'estate del 2013. Dal 2006 è stato nominato presidente del Cda, nel 2011 è diventato anche Amministratore unico di Anas, nel 2013 gli sono state conferite le funzioni di Amministratore delegato.
I crolli stradali 
Anas è finita negli ultumi mesi nella bufera per una serie di cedimenti stradali. Ma quello del pilone sull'autostrada A19 Palermo-Catania, lo scorso 10 aprile, è solo l'ultimo tassello di un mosaico di crolli che hanno coinvolto negli ultimi due anni, soprattutto sulle strade siciliane. Un elenco che si apre con il crollo di una porzione del viadotto Verdura il 2 febbraio 2013, lungo la statale 115 che collega Agrigento con Sciacca, in territorio di Ribera. Il ponte, allora, si squarciò a metà. Anche il 7 luglio in contrada Petrulla, in territorio di Licata (Ag), sulla statale 626 che collega Campobello di Licata, Ravanusa, Canicattì fu sfiorata la tragedia: le carreggiate di un ponte si piegarono verso il basso a causa di un cedimento strutturale, toccando il fondo da un'altezza di quattro metri.
Il 10 aprile ha ceduto un pilone della A 19 Palermo-Catania
Ma il caso più emblematico e che ha suscitato maggiore clamore è quello del viadotto Scorciavacche sulla statale Palermo-Agrigento, inaugurato alla vigilia di Natale scorso e crollato a gennaio dopo appena una settimana. Una vicenda che scatenò la reazione del premier Matteo Renzi e sul quale è in corso un'inchiesta della procura. Ai primi di marzo è stata la volta del crollo del viadotto Italia sulla Salerno Reggio Calabria, nel quale è morto un giovane operaio. Infine, il 10 aprile un pilone dell'autostrada A19 Palermo-Catania ha ceduto tra gli svincoli di Scillato e Tremonzelli, in direzione del capoluogo etneo.
Le dimissioni degli altri consiglieri
A gennaio, dopo il disastro siciliano, il rappresentante del Tesoro, Maria Cannata, ha dato le sue dimissioni dal Cda Anas. Il 24 marzo si è dimesso l'altro consigliere, Sergio Dondolini, rappresentante il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. «Dimissioni date per ragioni personali» aveva detto Ciucci.