lunedì 24 settembre 2012

Avvocati: ecco il nuovo modello di contratto con compenso a ore e per fasi


Avvocati: ecco il nuovo modello di contratto con compenso a ore e per fasi

Cambia la modalità di conferimento di un incarico professionale all'avvocato con il nuovo modello di contratto messo a punto dal Consiglio Nazionale Forense, che va a sostituire il vecchio metodo delle tariffe, in seguito alle norme previste dal decreto Cresci-Italia, relative all'obbligo di preventivo (anche se di massima) e dell'accordo scritto sui costi e i compensi.
Sostanzialmente ci saranno due modi per regolare l'accordo e il rapporto economico tra avvocato e cliente: il compenso orario e quello per fasi di attività.
Alla stipula del contratto, il legale dovrà informare in forma scritta il cliente riguardo al lavoro necessario a svolgere l'incarico e ai relativi costi da sostenere, segnalando il grado di difficoltà dello stesso (che può essere ordinario, difficile o complesso) e impegnarsi a comunicare sempre per iscritto al cliente eventuali imprevisti che possono concretizzarsi in un aumento dei costi preventivati o nella necessità di ricorrere a consulenti o investigatori non previsti dall'accordo originale. Il cliente, dal canto suo, dovrà ovviamente accettare il preventivo, garantire la massima collaborazione e dichiarare di aver ricevuto l'informativa sulla privacy, quella sugli obblighi in materia di riciclaggio (che obbliga l'avvocato a segnalare eventuali operazioni sospette) e di essere stato adeguatamente informato sulla possibilità di ricorrere alla mediazione e sui benefici fiscali ad essa connessi (articolo 4, comma 3, del Dlgs 28/2010).
Il Consiglio Nazionale Forense ha quindi diffuso il modello di contratto che d'ora in poi regolerà il rapporto avvocato-cliente.


Per quanto riguarda il pagamento per fasi, l'attività del legale viene suddivisa in tre categorie, ognuna delle quali prevede determinate voci di spesa corrispondenti, appunto, alle diverse fasi del lavoro da svolgere, che vanno concordate, esplicitate e sottoscritte.

Le tre categorie sono:

 - attività stragiudiziale (voci di costo: compenso per l'attività, oneri di segreteria/oneri collaboratori/oneri domiciliari e spese per mezzo di trasporto, pernottamento ecc.)
- attività giudiziale civile, amministrativa e tributaria (voci di costo: attività prestata nella procedura di mediazione, fase di studio, fase cautelare, fase introduttiva, fase istruttoria, fase decisoria, fase esecutiva, contributo unificato, marche atti giudiziari, oneri di segreteria/oneri collaboratori/oneri domiciliari, spese per mezzo di trasporto, pernottamento, ecc.)
- attività giudiziale penale (voci di costo: fase di studio, indagini preliminari, attività correlate all’eventuale applicazione delle misure cautelari, l’udienza preliminare, il giudizio di primo grado/riti alternativi, il giudizio di appello, il giudizio di legittimità, la fase esecutiva, marche atti giudiziari, oneri di segreteria/oneri collaboratori/oneri domiciliari, spese per mezzo di trasporto, pernottamento, ecc.)

In alternativa, le parti possono decidere di ricorrere al compenso orario, quindi calcolato in base al tempo che il professionista dedicherà all'incarico, sulla base di una tariffa e di una previsione di impegno da concordare tra le parti. In caso di accordo transattivo, oltre al compenso per l'attività svolta, è prevista una somma ulteriore per l'avvocato, che andrà anch'essa concordata e, secondo il CNF, dovrà essere tanto più alta quanto più breve è stato il tempo per raggiungere l'accordo stesso.
La tempistica dell'emissione delle fatture da parte dell'avvocato andrà anch'essa concordata e il pagamento del preavviso di parcella dovrà essere effettuato dal cliente entro 15 giorni, pena la possibilità di risoluzione del contratto.
Contro queste misure, ma più in generale contro gli interventi in materia di giustizia messi in atto dal governo, come ad esempio la soppressione di mille uffici giudiziari e l'introduzione dell'appello cassatorio, il 20 e 21 settembre è stato indetto dall'Organismo Unitario dell'Avvocatura (OUA) uno sciopero. Netto il giudizio di Maurizio De Tilla, presidente dell'OUA, su questo nuovo sistema di contratto tra avvocati e clienti: "Governo e Parlamento hanno fortemente leso la funzione dell'avvocato che assiste il cittadino nel processo. L'eliminazione delle tariffe professionali costituisce, infatti, una violazione del diritto dell'avvocato al compenso per la prestazione data al cliente. Le tariffe vanno ripristinate in quanto costituiscono uno strumento di valutazione dell'attività forense che garantisce la qualità e l'indipendenza. Le tariffe non possono essere sostituite dai parametri al ribasso che saranno impugnati dall'avvocatura" e aggiunge "L'avvocatura unita si è dichiarata contraria ad ogni forma di delegificazione dell'ordinamento professionale e di liberalizzazione selvaggia della funzione difensiva".

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