lunedì 7 dicembre 2015

Elezioni Francia. Desistere o lottare?

Elezioni Francia. Desistere o lottare? Il ciclone Marine manda in tilt socialisti e repubblicani

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SARKOZY E HOLLANDE
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Si allargano le prime crepe nei partiti di Francia ancora frastornati dal ciclone Marine. Sia a destra che a sinistra, non mancano i primi segnali di scollamento in vista del ballottaggio del 13 dicembre. Il tema è quello dei ritiri e degli accordi più o meno espliciti tra socialisti e Republicains per non consegnare il Paese all’ultra destra del Front National. Secondo un sondaggio realizzato dall’istituto Odoxa, la tenuta o meno di questi accordi potrebbe ridisegnare il voto di domenica: il 59% dei francesi, infatti, voterebbe per le liste della destra dei Republicains alleata con il centro UDI-MoDem se si trovasse opposta al Front National (che raccoglierebbe il 41%). Nel caso di triangolari, secondo l'istituto Odoxa, il centrodestra sarebbe al 35%, la sinistra al 34% e il Fn al 31%.
I socialisti del presidente Francois Hollande – che al primo turno si sono fermati al 23% contro il 28% del partito guidato da Le Pen – si stanno dividendo sulla direttiva data ai candidati dal segretario nazionale Jean-Christophe Cambadélis di ritirarsi in alcune regioni chiave per lasciare gli elettori socialisti liberi di votare per i repubblicani al secondo turno e frenare così l'avanzata del Fn. Il ritiro delle liste riguarda le regioni Nord-Pas-de-Calais-Picardie, Provenza-Alpi-Costa Azzurra e – almeno nelle indicazioni di Cambadélis – la grande regione dell'est Alsazia-Champagne-Ardenne-Lorena.
È proprio qui che si è aperto lo scontro. Jean-Pierre Masseret, candidato locale in Alsazia, ha rifiutato di ritirarsi, contravvenendo così al volere del quartier generale socialista. La lista guidata dal socialista Masseret è arrivata al terzo posto in Alsazia-Champagne-Ardenne-Lorena con il 16,11% dei voti, posizionandosi molto al di sotto dei repubblicani (25.83%) e a una distanza siderale dal Front National, che in questa regione ha totalizzato il 36,06% dei voti. Citato da Europe 1, Masseret ha definito “assurda” la richiesta di ritirarsi dal ballottaggio: la strategia della “diga repubblicana” – ha spiegato – “è priva di risultati: quando ci si ritira, il Fn è più forte”. Secca la risposta del segretario nazionale del partito: “È una decisione dell’Ufficio nazionale, Masseret deve rispettarla. Punto”.
Ma l'irriducibile Masseret non cambia idea. "Piuttosto che ritirarmi, si tratta di confrontarsi col Front National", ha detto durante una conferenza stampa a Metz. "È solo rimanendo al nostro posto che potremo far retrocedere il Front National", ha aggiunto l'attuale presidente della regione Lorraine, sottolineando che oggi "abbiamo il dovere di difendere il nostro programma".
Divisioni pesanti si registrano anche nel partito di centrodestra dell'ex presidente Nicolas Sarkozy, che dalle urne è uscito con una media del 26,89%. In questo caso a contraddire pubblicamente la linea dell’ex presidente – “niente ritiri né accordi tattici con la sinistra” – è un pezzo grosso: l’ex primo ministro Jean-Pierre Raffarin. "Quando si è terzi, ci si ritira", ha detto Raffarin. "Abbiamo bisogno di ricostruire la Repubblica […]. La Repubblica si sta sgretolando, è per questo che servono messaggi chiari. Quando uno è terzo (dopo il primo turno) ci si ritira", ha dichiarato Raffarin, con particolare riferimento al candidato dei Republicains Dominique Reynie, che è arrivato soltanto terzo nella macro regione Linguadoca-Rossiglione Midi-Pyrénées.

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