martedì 20 novembre 2012

Primarie Pd, Bersani: "Moralità priorità nella prossima legislatura"


Primarie Pd, Bersani: "Moralità priorità nella prossima legislatura". Gli operai dell'Alcoa lo contestano

Il senso per la prossima legislatura è rappresentato da "moralità e lavoro e quindi regole, sobrietà e diritti". Ora però, l'Italia ha due problemi: "gli investimenti per uscire dalla recessione e affrontare il disagio sociale". Lo ha detto a Cagliari, Pierluigi Bersani, concludendo il suo viaggio in Sardegna in vista delle primarie di domenica prossima. "Solo gli enti locali possono fare investimenti e aprire uno sportello sociale e vedere dove sono le priorità – ha aggiunto - Non c'é un economista talmente liberista che non possa dire che serve qualcosa di più sul piano sociale". Altre priorità indicate da Bersani "la riforma delle pensioni che non sarà chiusa fino a quando non sarà risolta la questione degli esodati, ma anche più scuola, più ricerca e più università".
Gli operai lo contestano: "Traditore" - Un gruppo di operai dell'Alcoa di Portovesme ha raggiunto il Teatro Massimo, presidiato dalle forze dell'ordine, esponendo uno striscione con la scritta "Alcoa chiude, Bersani traditore" e urlando slogan al megafono contro il leader del Pd, accusato di aver abbandonato il territorio. Con gli operai ci sono anche le Donne indipendentiste e il Popolo antiequitalia.
La replica: "Parlo con tutti ma non mi sento un traditore" - "Io parlo con tutti i lavoratori sempre, tranne che quando si dice Bersani traditore, perché non mi sento traditore per niente". E' la replica dal palco del leader del Pd, Pierluigi Bersani, alla contestazione di un gruppo dei lavoratori Alcoa, all'esterno del Teatro Massimo, ultima tappa della sua visita in Sardegna in vista delle primarie del centrosinistra.
A Sassari: "Vogliamo molta partecipazione" - "Ci abbiamo proprio preso e non ci siamo sbagliati: non riesco neanche ad immaginare come saremo se non avessimo fatto le primarie". Così il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, aprendo il suo intervento al Teatro Verdi di Sassari, penultima tappa del suo tour in Sardegna. "Vogliamo molta partecipazione e se facciamo un albo è perché vogliamo avere davanti la comunità dei progressisti italiani a cui rivolgerci anche per altre consultazioni – ha aggiunto – Non ho mai avuto dubbi che le primarie non dovessero essere aperte: certo è che ci sono persone diverse ma anche messaggi diversi dentro un'unica comunità. Non abbiamo bisogno di fuoco amico – ha concluso Bersani - ricordiamoci che abbiamo già tanti avversari".
"Primo problema: la sfiducia verso la politica" - Il primo problema da affrontare dopo le primarie e con il futuro governo è quello "dell'enorme sfiducia che cova in questo Paese e che rischia di disperdere le energie per reagire", e a questo si aggiunge "il distacco tra politica e cittadini". Lo ha spiegato il leader del Pd, Pierluigi Bersani, a Sassari per le primarie del centrosinistra. "Questo sarà il nostro interlocutore e non possiamo girare l'angolo perché nella protesta ci sono buone ragioni che bisogna riconoscere. Ma solo con la protesta non si va da nessuna parte - ha chiarito Bersani - e c'é bisogno di un governo forte e credibile per cambiare e affrontare passaggi difficili".
"L'immigrazione e i diritti di cittadinanza" - "La prima cosa che farei se dovessi entrare a Palazzo Chigi, è di andare in piazza Colonna, cercare una ragazza di colore, figlia di immigrati, che frequenta la scuola in Italia e le direi 'sei un'italiana", ha esordito Bersani durante il suo intervento ad Olbia, davanti a una platea di oltre 500 persone, presso il museo archeologico. L'immigrazione e i diritti di cittadinanza al centro dei temi toccati dal segretario del Pd dunque durante il tour sardo in vista delle primarie del Centrosinistra. 
L'Italia del domani - "Il nostro paese si merita le zone alte della civilizzazione - ha detto il segretario, che i sondaggi danno per favorito - dobbiamo guardare all'Italia del domani, perché abbiamo bisogno di una risposta civica che ci dia la forza per affrontare il tema del lavoro. Il problema oggi è che si sta restringendo la base produttiva e dei servizi". Bersani ha quindi parlato di programmi, sottolineando che "vanno attaccati ai principi di moralità". In vista delle primrie di domenica, il segretario del Pd ha poi concluso: "Dobbiamo uscire da queste primarie con il taglio che daremo poi alla campagna elettorale per le elezioni politiche e amministrative. Dobbiamo portarci avanti e metterci a lavorare sin dal giorno dopo le primarie - ha spiegato -, perché il problema vero dell'Italia è che la ruota non gira, ma questo non è un problema tra giovani e vecchi, non vuol dire certo mandare a casa chi ha l'esperienza, semmai lavorare insieme per far risollevare l'Italia e recuperare un minimo di credibilità". 
Vendola: " Le urbe sovvertiranno i pronostici" - Il leader di Sel è convinto che "le urne sovvertiranno i pronostici della vigilia"; questo grazie alle sue parole d'ordine anti-Monti e alla "regola dell'outsider" che finora ha portato alle vittorie dello stesso Vendola in Puglia, di Pisapia a Milano, e di tanti altri candidati alternativi in giro per l'Italia. "Mi è accaduto già tante volte di perdere nei sondaggi e di vincere nelle urne. Sono fiducioso che accadrà anche questa volta", sostiene Vendola. Che denuncia le scorrettezze da parte dei sostenitori di Bersani "dopo le palesi violazioni da parte dei sostenitori di Renzi" e chiede "il rispetto delle regole".
Ma i sondaggi fotografano ancora una lotta a due, tra Renzi e Bersani - Il sindaco rottamatore galvanizza i suoi: siamo "carichi a mille", e "ce la giochiamo sul filo dei voti". dice Renzi chiedendo a chi vuole un centrosinistra rinnovato a registrarsi e ad andare a votare. Con una raccomandazione: "non rispondere alle provocazioni". Il renziano doc deve mostrarsi superiore : "Testa alta e sorridere", ordina il sindaco di Firenze ai suoi supporter. Inutile continuare nella polemica sulla macchinosità delle regole decise per la registrazione e il voto alle primarie: l'obiettivo principale ormai è quello di conquistare i consensi decisivi per vincere la sfida. Proprio per questo Renzi si è convinto a fare nuovamente tappa nelle due regioni dei suoi competitori: l'Emilia di Bersani e la Puglia di Vendola, con l'obiettivo di strappare loro voti decisivi. Se Renzi punta alla strategia del sorpasso. Bersani vuole che i suoi sostenitori lo vedano già alla guida del governo, attento al disagio sociale ma impegnato nel dare risposte efficaci e sostenibili.

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