lunedì 12 novembre 2012

A FONDI DISCARICA DI DIOSSINA


A FONDI DISCARICA DI DIOSSINA. FONDI, RESI NOTI I RISULTATI DELLE ANALISI DOPO IL DEVASTANTE INCENDIO NELL’AREA DI STOCCAGGIO DI QUARTO IANNOTTA
di Pierfederico Pernarella
I timori purtroppo si sono rivelati fondati. L’incendio che nell’agosto scorso ha distrutto la discarica di Quarto Iannotta, a Fondi, ha trasformato il sito in una «bomba ecologica». È quanto emerge dalle analisi dell’ARPA che sono state acquisite al protocollo del Comune lo scorso 16 ottobre. Ebbene nella relazione finale i tecnici dell’ARPA scrivono: «Gli esami condotti sul campione effettuato in data 27 agosto 2012, evidenziano che il materiale esaminato è caratterizzato dalla presenza di PCDD&PCDF che risulta superiore al limite fissato dalla normativa in materia». A cosa si riferiscano quelle sigle incomprensibili è presto detto. Si tratta di sostanze chimiche, sprigionate nel corso dell’incenerimento dei rifiuti, più comunemente conosciute con il nome di diossine. Quel giorno, era il 16 agosto, andò a fuoco un po’ di tutto: pneumatici, potature di arbusti e materiale plastico. Il materiale incendiato ha rilasciato nell’aria e soprattutto nel terreno una significativa quantità di diossine, comunque superiore a quella prevista dalla norma. E con la diossina non si scherza: ha un alto tasso di tossicità e non è solubile. Dunque permane nei corsi d’acqua, nelle falde acquifere e nello stesso terreno per moltissimi anni. Serve necessariamente una bonifica come precisa la stessa ARPA che invita a smaltire ciò che resta del sito di Quarto Iannotta in una discarica specializzata per i rifiuti pericolosi. Perché pericolosissima la diossina lo è tanto.

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