venerdì 23 gennaio 2015

FONDAMENTALISMI

FONDAMENTALISMI
di Georgios
Un po' di statistica introduttiva:
Durante la prima occupazione della Grecia (perché quella odierna è la seconda) a partire dalla primavera del 1941 e fino alla loro ritirata nell'autunno del 1944, i tedeschi erano stati costretti a stanziare nel Paese la bellezza di 15 divisioni, cioè circa 35.000 uomini.
A questi vanno sommati 16.000 “greci”, cioè collaboratori armati, gli sporchi traditori della milizia dei TA (Tàgmata Asfalìas ossia Battaglioni di Sicurezza). Solo nella regione della capitale del Paese in cui abitavano 350.000 persone si trovavano costantemente 4 divisioni che peraltro, anche con l'aiuto feroce dei loro collaboratori locali, non riuscivano a mantenere uno status occupazionale normale in tutti i quartieri di Atene e del Pireo, perché appena se ne allontanavano dopo le loro incursioni in un vero e proprio stile militare in cerca di ostaggi e di saccheggio, questi quartieri tornavano liberi sotto il controllo dell'EAM, il Fronte di Liberazione Nazionale.
I numeri rispettivi per la Francia, un Paese molto più grande e molto più importante della Grecia, erano i seguenti: per il Paese intero erano richiesti 10.000 uomini mentre per Parigi, una città allora di 1 milione e mezzo di abitanti, ne bastavano 3.000 (1).
Come mai queste differenze? Non erano stati i francesi che avevano indicato a tutta l'Europa la via maestra per la rivoluzione, l'emancipazione, l'acquisizione dei diritti e per la Costituzione? Non si erano meritati dallo stesso Marx una posizione di eccellenza nel trittico “l'economia inglese, la filosofia tedesca e il sociale francese”?
Evidentemente una ragione dev'esserci se non vogliamo credere ad atteggiamenti eroici o codardi a seconda della razza e del sangue. Perché ogni popolo si comporta in base alle proprie condizioni sociali di ogni momento storico e non in base al suo DNA che viene distribuito da un creatore giocoliere che si diverte a creare popoli eroici e popoli codardi.
Durante il XX secolo, a partire dagli Stati Uniti, si sono combinate, o meglio dire alleate, tre forze con uno scopo preciso che però ha nello stesso tempo avuto un effetto collaterale di grandissima importanza. Le tre forze sono state la grande finanza, la psicologia freudiana e il potere centrale dello Stato. Il loro obiettivo principale era trasformare ogni cittadino libero e conscio dei propri diritti in consumatore abulico. L'effetto collaterale è stato l'ingigantirsi del nemico pubblico numero 1 per l'azione collettiva e per il senso di appartenenza ad una collettività sociale: l'ingigantirsi dell'ego.
Nel 2002 è stato realizzato da Adam Curtis e per conto della televisione inglese un documentario dal titolo “The Century of the Self” (Il Secolo dell'Ego). È un documentario in 4 parti: 1. Macchine di Felicità, 2. L'Ingegneria del Consenso, 3. C'è un Poliziotto Dentro Tutte le Nostre Teste: Egli Deve Essere Distrutto, 4. Otto Persone che Sorseggiano a Kettering. (2)
In questo documentario viene spiegato in dettaglio, senza mai però perdere di vista il quadro generale, l'uso sofisticato della psicologia di massa portata al parossismo dell'adorazione del proprio io. Le conseguenze per la gente, specialmente per la gente che intendiamo come abitanti del cosiddetto mondo occidentale, sono state devastanti perché il risultato finale fu che in nome del libero arbitrio e della propria personalità siamo stati tutti schiavizzati a scelte dettate da altri che vanno oltre l'obiettivo iniziale di consumare ciò che ci viene imposto e che assolutamente sfuggono alla libera scelta portata come motivazione fondamentale ed inconfutabile.
Il processo della trasformazione della società occidentale da collettività organizzate secondo i propri interessi lavorativi e sociali in semplice somma di una infinità di ego scollegati tra loro è iniziata subito dopo la prima guerra mondiale negli USA e quasi subito varcò l'oceano per approdare nel vecchio continente. È evidente che allora i greci erano molto indietro rispetto ai francesi in questo processo che aveva tutte le sembianze di un'azione “civilizzatrice” del mondo occidentale in generale. E da “rozzi” come ancora erano hanno dato del filo da torcere ai loro invasori. Ora che anche loro sono “civilizzati”, trovano molto dura la strada della resistenza e dell'indignazione alle offese verso la propria dignità nazionale.
In realtà anche questo processo era stato descritto nel XIX secolo dal genio di Marx. Fu lui che per primo parlò di alienazione del lavoratore. Ciò, alla lunga, porta alla sua trasformazione in consumatore quasi meccanico dei suoi prodotti, incapace di distinguere se stesso da questi prodotti e che vive principalmente della sua insaziabile volontà di impossessarsi dell'ultimo, secondo la moda, prodotto. Diversamente si considera un fallito, uno che non può sentirsi realizzato se non può mettere in mostra se stesso. Al tempo stesso gli riesce molto difficile la critica verso se stesso e l'autocritica gli diventa impossibile il che equivale a dire che è molto difficile ammettere i propri errori e ancora più difficile correggerli.
Ma c'è di più. L'elevazione dell'ego a cime irraggiungibili per tutti gli altri ego, lo ha reso anche giudice supremo di ogni situazione che sfugge alla propria comprensione o alla propria, del resto quasi inesistente, indulgenza. Ed è allora che nascono i fondamentalismi che, in ultima analisi, significano totale mancanza di capacità dialettica, prodotto naturale della concezione delle cose e del mondo secondo soltanto i propri criteri egocentrici.
E di fondamentalismi oggi ce ne sono parecchi.
C'è il fondamentalismo “patriottico” ameriKano, figlio naturale del Ku Klux Klan, molto efficacemente messo in evidenza recentemente su Comedonchisciotte in un articolo-recensione di un film di Clint Eastwood. (3) Questo fondamentalismo è nascosto dietro la sacrosanta lotta a difesa della “democrazia occidentale” (che non c'entra niente con la democrazia) contro ogni infedele di turno.
C'è il fondamentalismo jihadista della disperazione per i massacri e i torti subiti dal fondamentalismo precedente e che, ai vertici, da esso viene abilmente sfruttato. Il suo nascondiglio ufficiale è la purezza della fede islamica (che non c'entra niente con l'islam).
C'è il fondamentalismo della sinistra ufficiale (principalmente occidentale perché non se ne vede qualcuna altrove) che riesce ad ogni assurda operazione, da bombardamenti umanitari fino a riforme strutturali ammazza-gente, pur di soddisfare i “mercati” che sono di nota fede marxiana. Esso non si nasconde. È proprio sfacciato.
Ma c'è anche e purtroppo il fondamentalismo della sinistra “pura”, “non revisionista” o “rivoluzionaria” che ha aggiunto un ulteriore apostolo alla gamma cristiana, uno di nome Marx anche se Marx stesso aveva dichiarato di non considerarsi un marxista, figurarsi un apostolo. Questo fondamentalismo si nasconde dietro una montagna di testi sacri dei quali pochi hanno capito il contenuto, Marx stesso non lo aveva mai considerato esposto per intero e che comunque, questo non lo mette in dubbio nessuno, si basa sulla dialettica. Ossia al continuo nascere e morire di cose e di idee. Ma quest'ultimo fondamentalismo non accetta discussioni e tratta certe parti degli scritti di Marx come un vangelo (certe altre semplicemente le ignora perché sono state a loro tempo censurate dalla socialdemocrazia tedesca o dalla nomenklatura staliniana).

Cosi è fatto questo nostro bel mondo che continua però a girare. Perciò attenti fondamentalisti di ogni sorta. Attenti a non scoprire che vi trovavate dalla parte sbagliata del fossato.

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