sabato 4 maggio 2013

Minacce alla Boldrini tramite Web


Minacce alla Boldrini tramite Web, il Pm di Roma apre un fascicolo d'inchiesta

Ha il sapore di una ribellione covata ormai da tempo ed esplosa alla fine come una sorta di liberazione personale e allo stesso tempo collettiva, il duro attacco mosso da Laura Boldrini contro la campagna d'odio e violenza proveniente ogni giorno via web, "con tanto di minacce di morte nei miei confronti". Dalle pagine diRepubblica la presidente della Camera ha parlato chiaro, e ha messo nel mirino le aggressioni sessiste, realizzate spesso con fotomontaggi, che si scatenano "quando una donna riveste incarichi pubblici". E subito ha incassato la solidarietà del mondo politico e di tante donne, in prima fila il ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge e la titolare delle Pari opportunità Josefa Idem.
Intanto la Procura di Roma ha aperto un fascicolo sulle minacce subite dal presidente della Camera - Il Pm Luca Palamara ha fatto sapere che procederà per minacce, diffamazione e violazione della privacy. Le indagini cercheranno di individuare gli autori dei fotomontaggi e dei messaggi postati sul web, già rimossi su disposizione della Procura. "Mi domando - ha avvertito Boldrini - se sia giusto che una minaccia di morte che avviene in forma diretta o con una scritta sul muro sia considerata in modo diverso dalla stessa minaccia via web". E su questo ha sollecitato una revisione culturale a 360 gradi, con "l'apertura di una discussione serena e seria".
A stretto giro il commento del ministro Kyenge - "La violenza sulle donne è un tema che non riguarda solo gli italiani o solo gli immigrati; la violenza non ha colore, quello che bisogna cambiare è la cultura sulle donne". Il ministro Idem attacca invece "centinaia di uomini, vili e senza dignità, che ritengono normale insultare e minacciare una donna per via delle proprie opinioni, anzi probabilmente per il solo fatto che una donna abbia osato esprimere delle idee". Serve, ha promesso, "una risposta ferma e decisa della politica di cui mi farò interprete e portatrice". Fa invece un richiamo alla prevenzione il presidente del Senato Pietro Grasso: "è importante perché non si tratta di problema solo sanzionatorio, ci sono in Italia ottime leggi che puniscono chi commette violenza sulle donne, ma bisogna creare un ambiente che le protegga preventivamente".
Da Strasburgo ha tuonato il Commissario per i diritti umani del Consiglio Ue Nils Muiznieks - "Il discorso razzista in Italia è un problema che perdura da tempo e gli eventi più recenti - ha esortato - confermano da un lato l'urgenza di affrontare la questione e dall'altro che le autorità devono mettere in atto misure più efficaci per contrastarlo". Bipartisan l'indignazione della politica italiana. Per il capogruppo al Senato del Pd Luigi Zanda "è dovere delle istituzioni arginare con iniziative legislative adeguate, che prevedano anche sanzioni" il fenomeno. "Solidarietà incondizionata" la esprime il capogruppo Pdl Renato Brunetta. Il leader di Sel Nichi Vendola sollecita "una reazione culturale, sociale e politica alla continua sopraffazione delle donne", riconoscendo che "Laura Boldrini è una donna coraggiosa e denuncia l'umiliazione perenne delle donne sul web e nella vita quotidiana". "Massima solidarietà" anche dalla capogruppo alla Camera del M5s Roberta Lombardi, che ricorda di essere stata oggetto anche lei di minacce "sulla posta ordinaria", ma, "nonostante la violenza subita attraverso il web, crediamo fermamente nella libertà della rete e rifiutiamo qualsiasi sua limitazione".
Condanna anche dalla comunità ebraica di Roma - La comunità ebraica di Roma, che condanna le minacce a Boldrini, fa coincidere gli atti di intolleranza "da quando il presidente Boldrini ci ha fatto visita: un trattamento purtroppo riservato anche a molte altre cariche e esponenti della vita pubblica". Telefono Rosa chiede l'intervento del ministro Idem: "siamo certe che il suo operato - scrive la presidente Gabriella Moscatelli - saprà rispondere a quella che ormai è una gravissima emergenza nazionale".
Cisl: "Solidarietà a Boldrini e Kyenge" - Quella via web "è un`altra delle tante facce della violenza che segna quotidianamente la cronaca del nostro paese, in particolare sulle donne che negli ultimi giorni ne sono state protagoniste loro malgrado". La Cisl esprime profonda solidarietà nei confronti della presidente della Camera e auspicha al più presto che "vengano individuati e assicurati alla giustizia gli autori materiali". In una nota il segretario confederale della Cisl, Liliana Ocmin, sottolinea come "la violenza e la discriminazione nei confronti delle donne hanno raggiunto ormai livelli inaccettabili per un paese civile e democratico quale è l`Italia. Basti pensare anche ai recenti attacchi razzisti e sessisti all`indirizzo sempre via web del neo ministro per l`Integrazione, Cecile Kyenge, a cui va anche la nostra solidarietà, per capire che ormai stiamo andando oltre ogni limite e che riveste carattere d`urgenza mettere in atto misure efficaci per contrastare questo fenomeno, come ha sollecitato in queste ore anche il Commissario per i diritti umani del Consiglio d`Europa". "Le leggi ci sono ma da sole non bastano - conclude Ocmin - serve l`impegno di tutti, società civile, parti sociali, istituzioni e mondo politico per mettere in moto un rinnovamento vero all`insegna delle pari opportunità e della non discriminazione".
Camusso: "Nel Paese deriva indegna razzista e sessista" - "In queste ore stanno avvvenendo cose indecorose e indecenti, cose che si leggono su alcuni siti sul web, che hanno per oggetto il presidente della Camera, Laura Boldrini che ha la sola colpa di essere una donna intelligente con un incarico di grande responsabilita'". E' il duro j'accuse lanciato dal segretario generale della Cgil Susanna Camusso nel corso di un dibattito sulla condizione femminile in Italia a Verona. "In queste ore - ha sottolineato la leader della Cgil - c'è una deriva in questo Paese che ha investito la presidente della Camera e il ministro Cecile Kyenge attaccate per il solo fatto di essere donne, una deriva che e' espressione di un razzismo e di un sessimo indegno del nostro paese. Alla presidente della Camera e al ministro Kyenge va tutta la mia solidarieta' e la mia vicinanza", ha concluso.
La Fnsi: "Applicare leggi" - "La denuncia della presidente della Camera, Laura Boldrini, delle gravi minacce ricevute via web unite a insulti e ingiurie anche pesantemente di genere suscitano profonda indignazione. Totale solidarietà alla terza carica dello Stato e alla onorevole Boldrini e un invito a tutte le autorità competenti ad agire secondo quanto già prevede la legge per i reati di minaccia, ingiuria, intimidazione, insulto e offesa alla persona", afferma la Fnsi in una nota. "La riflessione sul web, e su quanto circola in rete, deve suscitare - prosegue il sindacato dei giornalisti - un nuovo impegno culturale che attraversi tutta la società civile a partire dalla scuola per promuovere il rispetto della persona in tutti i suoi valori e per sconfiggere alla radice qualsiasi forma vecchia o 'rinascente' di violenza a sfondo razzista, sessista o per indicare come nemici da abbattere persone o gruppi a seconda della loro appartenenza religiosa". "Il mondo della stampa una volta di più è chiamato a rimarcare la differenza professionale che sta nella qualità del giornalismo etico e delle carte deontologiche fondate sul rispetto di tutti i diritti umani. Chi pensasse però che la denuncia della Presidente Boldrini possa essere utilizzata per 'accompagnare' nuovi tentativi di bavagli alla stampa, sbaglierebbe perciò indirizzo e andrebbe fuori tema", conclude la Fnsi.
Prese di posizione anche dal web - Il sito www.fanpage.it si chiede, in una lettera indirizzata alla Boldrini, "se ha un futuro una cultura che affronta il problema dello 'hate speech' con repressione". Ora, aggiunge "bisogna fare leggi ad hoc? Non va bene la disciplina della diffamazione? Non basta il codice penale vigente?". Dello stesso avviso anche l'Idv. "Boldrini vorrebbe legge sul web. Sbaglia: se ci sono reati, le leggi esistono. In assenza di reati c'è solo la prevenzione antidemocratica". E` quanto scrive sul suo profilo twitter Luigi Li Gotti, dell`Italia dei Valori. Un invito a rivedere la propria vicenda anche da Bruno Vespa. "Mi dispiace per gli insulti alla Boldrini – scrive il giornalista su Twitter -. Ma se sapesse quanti ne arrivano anche ai maschi non ne farebbe una questione femminile".

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