mercoledì 8 maggio 2013

GLI ARCHITETTI AL GOVERNO: “LEGGE URBANISTICA"


GLI ARCHITETTI AL GOVERNO: “LEGGE URBANISTICA"
Condoni facili, ecomostri, pastoie burocratiche e appalti pubblici accessibili ai soliti noti. Sono questi, secondo il Consiglio Nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (CNAPPC), i mali che hanno devastato i nostri territori, con conseguenze pesantissime (basti pensare ai danni provocati da alluvioni e inondazioni in aree dove si è costruito tanto e male).
Tre punti chiave
Il CNAPP la scorsa settimana ha chiesto al nuovo governo di realizzare tre cose. La prima è un progetto di legge sulla rigenerazione urbana, che fissi le regole per il riuso del patrimonio edilizio già esistente, valorizzandolo, migliorandone l'efficienza energetica e limitando lo sfruttamento del suolo per nuove costruzioni.
A corollario di questa proposta gli architetti chiedono l'approvazione di una legge urbanistica nazionale «che ponga fine alla bulimia burocratica che fino a oggi ha soffocato qualsiasi politica urbana attraverso un apparato normativo colpevole di una pessima qualità delle costruzioni, del massacro del paesaggio, dell’inadeguatezza agli effetti prodotti dai terremoti, delle pessime condizioni del patrimonio monumentale e altresì del sistema delle tangenti».
In secondo luogo il CNAPPC chiede una legge sull'architettura che renda obbligatori i concorsi per gli appalti pubblici. «Oggi il 99,7% delle commesse vengono affidate ai soliti studi e professionisti in base alle loro dimensioni e prestigio, soffocando il merito e privando a giovani competenti l'accesso al lavoro.
E infine: stabilizzare per sempre gli sgravi fiscali del 55% per chi investe in efficienza energetica, e del 50% per chi migliora le infrastrutture degli edifici. O, in mancanza di meglio stabilizzare almeno al 36% gli sgravi di quest'ultimo tipo.

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