lunedì 11 marzo 2013

INCONTRI E DIALOGHI AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI SEZZE


INCONTRI E DIALOGHI AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI SEZZE
Si inaugura domani alle ore 17,30 al Museo Archeologico di Sezze la mostra, «Incontri e dialoghi al Museo».
La rassegna si articola in una doppia esposizione.
La prima, «Presenze contemporanee», presenta i lavori di nove artisti diversi per generazioni e differenti esperienze espressive.
La seconda, «Nel nome del Padre », raccoglie disegni, tele e sculture di arte sacra qui esposte per la prima volta insieme ad alcune opere conservate nei depositi del museo.
Ad accogliere il visitatore, nella Sala degli Amorini, due solide artiste di area figurativa. Rosy Bianco mostra un grado di libertà e di autonomia compositiva pur nel forte richiamo naturalistico. Al centro del suo interesse paesaggi assolati e una natura dai colori vivissimi e ben rappresentato in ogni suo accento poetico. Anche Susy Avallone fotografa la realtà. Il gruppo di opere che espone appartiene a due filoni fondamentali della sua attività: il ciclo dei paesaggi e delle nature morte a cui ha aggiunto per questa esposizione un ritratto di Pasolini. Il percorso prosegue nella Sala dell’Ercole. Rosita Sfischio esalta con una lettura cristallina, quasi affettiva, il tema del ritratto catturato nella sua intimità; Anna Maria Tessaro posa lo sguardo sul canto della natura raccontato con intenso discorso narrativo; Giovanna Gallo riassume con «Bottiglie» e «Case umanizzate» il suo mondo fiabesco sospeso tra sogno e realtà. A seguire le sculture in ceramica raku di Maria Felice Petyx che segnano il progressivo spostamento verso nuove scelte compositive articolate ad esperienze neofigurative. A sottolineare il passaggio tra la pittura figurativa e quella astratta i «Muri di carta» di Stefano Sorrentino che segnano l’inizio di una nuova stagione creativa. La mostra continua nella Sala del Mosaico. A confronto i «Cretti» di Angela Scappaticci e i «Legni» monocromatici di Fabio Santori. Angela Scappaticci approfondisce la tecnica del cretto con un impasto cromatico corroso da filamenti segnici; Fabio Santori materializza la sua fantasia nel legno di riciclo trasformato in opera d’arte. Un giovane con un curriculum artistico in crescendo costante. La seconda sezione della mostra, «Nel nome del padre», allinea le opere di alcuni protagonisti della scena artistica italiana del dopoguerra come Remo Brindisi e Umberto Mastroianni e di altri artisti già consolidati tra cui Marco Diaco, Maurilio Cucinotta, Vincenzo Esposito, Antonio Galeazzi, in arte Agal, e Abdul Rahem Tatari che hanno interpretato con una registrazione personale il cammino della croce. La mostra resterà aperta fino al 30 marzo 2013.

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