sabato 23 febbraio 2013

TERRACINA, SICUREZZA «IMPOSSIBILE» SULLA PANTANI DA BASSO


TERRACINA, SICUREZZA «IMPOSSIBILE» SULLA PANTANI DA BASSO
di Francesco Avena
A un anno dalla tragica scomparsa di Raffaele Vertolomo e della figlia Penelope in seguito a un drammatico incidente stradale, si torna a parlare di sicurezza sulla via Pantani da Basso, la trafficata e pericolosa arteria stradale che collega Borgo Hermada con la strada regionale Pontina. Una via realizzata di recente, con asfalto liscio e illuminazione quasi impeccabile, eppure teatro di una tragedia che l’anno scorso sconvolse l’intera comunità terracinese. Era una domenica pomeriggio quando Raffaele Vertolomo insieme alla moglie stava percorrendo la Pantani da Basso. Un cittadino rumeno, ubriaco al volante, invase la corsia su cui viaggiavano Vertolomo e la giovane moglie. L’impatto fu violentissimo: Vertolomo morì sul colpo, sua moglie si salvò pur riportando ferite gravissime. Ma nello scontro perse la figlia, la piccola Penelope, che portava in grembo e che sarebbe venuta al mondo di lì a qualche mese. Dopo quella tragedia si è tanto discusso sulla messa in sicurezza di via Pantani da Basso, dove ogni giorno centinaia di automobili sfrecciano ben oltre i limiti di velocità consentiti e dove, purtroppo, il rischio di nuovi incidenti è sempre dietro l’angolo. I familiari delle vittime di quel tragico scontro costato la vita a due innocenti, avevano chiesto al Comune di mettere in sicurezza la strada, ad esempio installando dei dossi artificiali che costringessero gli automobilisti a rallentare. Ma è proprio di questi giorni la risposta, sull’impossibilità di prendere questa iniziativa. Per quanto paradossale possa sembrare, pare che la stessa amministrazione comunale abbia in tal senso le mani legate. La normativa vigente non consente infatti la presenza di dossi artificiali su strade come la Pantani da Basso su cui circolano mezzi pubblici come la linea di trasporto urbano. Neppure la richiesta in Prefettura di una deroga a questa normativa sembra aver avuto i suoi frutti. Quindi per ora i dissuasori di velocità non saranno installati a meno che non si riesca a trovare una soluzione alternativa. L’auspicio è che quindi almeno gli automobilisti facciano la loro parte evitando che i rischi aumentino in una strada già molto pericolosa e per questo tristemente conosciuta.

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