mercoledì 6 febbraio 2013

Terracina, mozioni


Sua Eccellenza il Prefetto di Latina
                                                                                  Dott. Antonio D’Acunto

                                                                                  Al Sindaco di Terracina
                                                                                  Dott. Nicola Procaccini

Al Segretario Comunale del Comune di Terracina  Dott. Marco Raponi

Al Presidente del Consiglio Comunale
            Sig. Giovanni Aiello


            In data 6-11-2012 ho presentato al protocollo comunale una mia mozione avente quale ordine del giorno “discutibile modo di operare della Servizi  Industriali”.

            Nella conferenza dei capo dei gruppi consiliari, tenuta il 3-01- 2013, il Presidente del Consiglio Comunale comunicava che su tale mozione, inviata il 21-11-2012 per un parere,  non era ancora stata data risposta dal Segretario Comunale e quindi non poteva essere posta all’ordine del giorno del Consiglio, pur essendo trascorsi due mesi.

            Sempre in data 3-01-2013, il Presidente del Consiglio Comunale inviava al Segretario Comunale una nuova lettera nella quale invitava lo stesso a dare  sollecito riscontro alla sua precedente richiesta di parere. Ad oggi non mi risulta che alla Presidenza del Consiglio sia arrivato alcuno riscontro al sollecito riportato in precedenza.

            C’è da precisare inoltre che in data 25-10-2012, quindi pochi giorni prima della presentazione della mozione in oggetto, vi è stata una riunione dei capi gruppo consiliari, proprio per chiarire questo aspetto e proprio in relazione ad altra mozione del sottoscritto, vi allego copia della trascrizione della registrazione della riunione.

            Ora, al di la di quello che ognuno sostiene sul fatto  sia obbligatorio o meno dare o no il parere richiesto da parte del Segretario Comunale, una cosa è certa, che non si può impedire con questa scusa ad un Consigliere Comunale, chiunque esso sia ed a qualunque gruppo consiliare o partito esso appartenga, di discutere le mozioni che presenta. VI E’ UN RUOLO CHE LA LEGGE, LO STATUTO COMUNALE ED IL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE  ASSEGNANO AL CONSIGLIERE COMUNALE, ED IN QUESTO VI E’ ANCHE IL DIRITTO DI PRESENTARE MOZIONI. DIRITTO CHE NESSUN BALLETTO DI RESPONSABILITA’ PUO’ FURBESCAMENTE METTERE IN DISCUSSIONE.

            Credo sia mio sacrosanto diritto sapere, dopo tre mesi dalla presentazione, se la mia mozione andrà in discussione in Consiglio Comunale o no, e se no ho altrettanto diritto a saperne il perché. Poiché è così che recitano Statuto e Regolamento Comunale in attuazione del TUOEL.

            Pertanto, in relazione al fatto che tale problema troppe volte si è verificato e solo nei confronti del sottoscritto, in questo primo anno e mezzo di consiliatura, sono a chiedere alle autorità in indirizzo TUTTE  affinché ognuno faccia la parte di pertinenza a loro assegnata dalle leggi dello STATO al fine di eliminare questa assurda discriminazione nei confronti del sottoscritto e del gruppo consiliare che rappresenta.

            Siccome siamo tutti uomini delle ISTITUZIONI, sempre, ma a maggior ragione  in questo particolare momento, campagna elettorale in corso e distacco della gente dalla politica e dalle ISTITUZIONI, dovremmo con maggior zelo ed attenzione impegnarci per il recupero della credibilità perduta.

            Certo della vostra indiscutibile appartenenza ISTITUZIONALE, confido in una rapida, positiva e duratura soluzione del problema, ed in tale certezza spero in un cortese e rapido riscontro alla presente.

                                                           Distinti  saluti
                                               Il Consigliere Comunale
                                               Vittorio Marzullo

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