giovedì 6 dicembre 2012

RIVIERA D’ULISSE, LE TRACCE DELL’UOMO DI NEANDERTHAL A SPERLONGA


RIVIERA D’ULISSE, LE TRACCE DELL’UOMO DI NEANDERTHAL A SPERLONGA
Spuntano le tracce dell’uomo di Neanderthal sulla Riviera d’Ulisse. È la scoperta di Marisa de’ Spagnolis, la direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga. La studiosa di Itri ha infatti portato alla luce elementi che suffragano la tesi che l'uomo di Neanderthal era presente a Sperlonga già tra i 75.000 e i 35.000 anni fa, nel Paleolitico musteriano. La scoperta, una delle più importanti degli ultimi 50 anni per la zona della cosiddetta Riviera d'Ulisse, è stata fatta dalla responsabile che conduce gli scavi nella Grotta di Tiberio, a Sperlonga. A spiegare come sia arrivata l’intuizione è la stessa de’ Spagnolis: «Avevo iniziato con il solo personale del Museo una serie di piccoli saggi all'interno della grotta nei punti più distanti dall'ingresso – ha puntualizzato Marisa de’ Spagnolis – e sono rimasta colpita dal fatto che la piscina circolare della grotta era stata costruita realizzando un muro contro terra. Questo voleva dire solo una cosa: il terreno era ancora quello originario. Mi sono meravigliata del fatto che un dato così evidente per un archeologo non fosse mai stato notato». Nella grotta i saggi archeologici hanno permesso di individuare un giacimento del Paleolitico Medio Musteriano, in gran parte distrutto dagli architetti dell'imperatore Tiberio per la realizzazione della piscina circolare, magna pars dell'allestimento della scenografica grotta-ninfeo. Proprio gli sbancamenti operati all'epoca di Tiberio avevano escluso da parte di studiosi la possibilità di rinvenire tracce preistoriche. Invece resti del giacimento originale sono rimasti “miracolosamente” conservati in situ. I materiali rinvenuti sono relativi al Paleolitico Medio che ha come terminus finale 35.000 anni da oggi e sono caratteristici dell'industria litica di un tipo documentato nel Lazio meridionale, detto «Pontiniana», produzione del Paleolitico Medio che si differenzia per l'uso, come materia prima, di piccoli ciottoli marini silicei, lavorati per l'ottenimento di schegge e di spicchi da rifinire con percussione diretta. I mate riali trovano confronti con quelli provenienti dalle Grotte del Fossellone e Guattari al Circeo. Si tratta di punte, raschiatoi, denticolati e bulini, oltre a ciottoli su cui si vedono i distacchi per l'ottenimento di schegge e scarti di lavorazione. Sono presenti strumenti in selce attribuibili più genericamente alla sfera Musteriana, sempre del Paleolitico Medio. Numerose le ossa, in parte combuste, relative a diversi animali quali il cervo e il cavallo, che permettono di documentare l’uso della grotta come abitazione dell'uomo di Neanderthal e di conoscere il tipo di vita della comunità. L’arco cronologico di frequentazione del sito sarà meglio definibile dopo ulteriori approfondimenti nello studio dei materiali. Ma la strada per un nuovo e fino ad oggi inedito fronte di studio archeologico, arricchendo di storia e suggestioni la Riviera d’Ulisse.
LA GROTTA DEGLI ANTENATI. LA RICERCATRICE: ERA UN LUOGO DI RIPARO MA ANCHE DI CULTO
Era la grotta il fulcro della vita dell’uomo di Neanderthal, come «abitazione», luogo di riparo, anche come luogo di culto. «Nel Paleolitico Medio – precisa de’ Spagnolis – i frequentatori della grotta erano gli uomini di Neanderthal e i reperti offrono uno spaccato eccezionale della vita e della tecnica dell'Homo neanderthalensis. Le genti neanderthaliane si dedicavano alla caccia durante la buona stagione vivendo in accampamenti all'aperto e durante il periodo invernale in grotte alcune delle quali in prossimità del mare. Nelle grotte potevano essere anche i loro luoghi di culto. La scoperta della parte terminale del giacimento preistorico che doveva essere molto più consistente conferma che la grotta di Tiberio era frequentata in epoche antichissime dall'uomo di Neanderthal che viveva nella fascia di costa allora molto più avanzata rispetto all'attuale».
L’APPUNTAMENTO
I risultati di questo evento tanto eccezionale saranno presentati al pubblico sabato, presso il Museo di Sperlonga, alla presenza della nuova soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio, Elena Calandra. La conferenza stampa sarà, oltre che per la presentazione della ricerca sull’uomo di Neanderthal, sarà anche l’occasione per salutare la dottoressa de’ Spagnolis che lascerà la direzione del museo di Sperlonga presa in carico dal 2010.

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