martedì 10 febbraio 2015

Terracina. Altro appalto, altre ombre, altre stangate.

Altro appalto, altre ombre, altre stangate.
L’Amministrazione Comunale di Terracina ha deciso di affidare in Global Service e con appalto unico a privati tutti i servizi relativi alla fornitura di energia, manutenzione e pulizia degli immobili comunali.

Costo: 9 milioni di euro in sei anni.
Secondo l’Amministrazione Comunale, questa rivoluzione porterà benefici in termini di risparmio per le casse comunali e maggiore efficienza sui servizi erogati.

Su questo tipo di progetti ci limitiamo a riportare le conclusioni di esperti di gestioni pubbliche che affermano, in estrema sintesi, che il Global Service è destinato a fallire quando il Comune stesso non conosce il proprio patrimonio immobiliare. Questa mancata conoscenza e la conseguente incapacità a valutare l’esistente si tramuterà in futuro nella incapacità a verificare la qualità del servizio della ditta appaltatrice. Il Global Service fallisce proprio perché amplifica le inefficienze.

Quello di Terracina appare proprio come un caso scuola.

Leggendo il documento relativo alla stima del costo dei servizi e il quadro tecnico economico, risulta che il Comune per determinare i 9 milioni di euro di spesa in 6 anni ha considerato addirittura I COSTI DI GESTIONE DI STRUTTURE CHE NON ESISTONO O CHE NON SONO PIÙ NELLA DISPONIBILITÀ DEL COMUNE.
Per esempio:
  • Edificio Prefabbricato di Via Cambellotti: RASO AL SUOLO;
  • Mercato Arene: CHIUSO;
  • Canile: DATO IN CONCESSIONE ESTERNA E NON PIÙ NELLA DISPONIBILITÀ DEL COMUNE;
  • Ufficio affissioni: CHIUSO;
  • Palazzetto dello Sport e Stadio Colavolpe: DATI IN CONCESSIONE ALLE SOCIETÀ SPORTIVE E NON PIÙ NELLA DISPONIBILITÀ DEL COMUNE.

Se questo è stato il metodo per determinare i 9 milioni dell'appalto allora ci sarà da tremare. Tutto è stato predisposto per avvantaggiare chi prenderà l'appalto, non i cittadini, perché difficilmente si troverà un privato che verrà a dirti che gli stai pagando somme per la gestione di immobili che non esistono. E difficilmente un Comune che ha fatto errori di valutazione così macroscopici sarà in grado di controllare sull’effettiva economicità e qualità dei servizi offerti dalla ditta appaltatrice.

Quindi, sul lato del risparmio la strada intrapresa è del tutto sbagliata. Si aggiunga che il costo totale dell’appalto è stato calcolato considerando la media dei costi sostenuti solo negli ultimi tre anni. Trascurando, per esempio, che solo recentemente i costi dell’energia hanno registrato diminuzioni molto consistenti. Inoltre, i costi del personale relativi ai dipendenti comunali addetti attualmente alla manutenzione rimarranno naturalmente a carico del Comune.

Immancabili le ombre: nel capitolato d'appalto, il comma 8 dell’art. 1.9, da il potere all'Amministrazione Comunale di chiedere a proprio piacimento l'allontanamento dei dipendenti della ditta appaltatrice in qualsiasi momento. Si tratta di un bel contributo a mantenere rigoglioso il sistema clientelare che sta stremando la città.

Tutti questi elementi sono la conferma che è tutto il sistema di gestione degli appalti ad essere malato. È pienamente giustificato il “WARNING” espresso dall'ANAC di Raffaele Cantone che ha “ATTENZIONATO” il Comune di Terracina per i dati carenti sugli affidamenti a terzi dei lavori pubblici, oltreché per il mancato aggiornamento dei dati sui redditi e patrimoni dei consiglieri Comunali. A tal proposito c'è da sottolineare che il Consigliere di SEL a differenza di coloro che non lo hanno ancora fatto, tempestivamente con i tempi dati dal Comune ha consegnato tutte le dichiarazioni richieste.

Dopo il pasticcio del costosissimo appalto sui rifiuti e quello altrettanto oneroso e per dieci anni della ditta che ci fornisce l'energia e la manutenzione delle vie della città, ci sono tutti i presupposti per creare un'altro fallimento con costi alle stelle, sprechi ed inefficienze che ricadranno sempre sulla pelle dei cittadini.  

Il Coordinatore del Circolo SEL Terracina
Giuseppe De Santis

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