martedì 24 febbraio 2015

PESTICIDI, È L’ITALIA IL PAESE DELL’EUROPA OCCIDENTALE CHE NE CONSUMA DI PIÙ

PESTICIDI, È L’ITALIA IL PAESE DELL’EUROPA OCCIDENTALE CHE NE CONSUMA DI PIÙ
In un recente studio, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) rivela, nel 2012, la presenza di un cocktail di 175 pesticidi – a fronte dei 166 del 2010 e di 118 del biennio 2007-2008 – che viaggia nelle acque italiane superficiali e sotterranee. confermando quanto già scritto da Science, che indica il nostro Paese come il maggior consumatore di pesticidi per unità di superficie coltivata dell’Europa occidentale, con un consumo pari a 5,6 chili per ettaro ogni anno. Un valore doppio rispetto a quelli della Francia e della Germania.
L’ISPRA sottolinea che questo dato continua ad essere molto alto sia per quanto riguarda il numero di fitosanitari rinvenuti sia che per la quantità di punti di contaminazione. Nelle acque superficiali italiane il 17,2% dei punti monitorati presenta concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientali e le sostanze che più spesso hanno determinato il superamento sono il glifosate, il metolaclor, il triciclazolo, l’oxadiazon, la terbutilazina.
Un allarme che è al centro del Tavolo delle Associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica che si sono riunite per analizzare il Piano di Azione Nazionale (PAN) sull’utilizzo sostenibile dei pesticidi previsto dalla direttiva europea del 2009 e adottato in Italia solo nel 2014.
Secondo i rappresentanti del coordinamento tra 14 associazioni (AIAB, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, FAI, Federbio, FIRAB, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Slow Food, Touring Club Italiano, Associazione Pro Natura,SIEP, UpBio, WWF), «Il Piano italiano non contiene proposte concrete per tutelare la salute dei cittadini e dell’ambiente. Non è prevista una sensibile riduzione delle sostanze chimiche in uso, ma solo l’obbligo dal novembre 2015 di rispettare ciò che andrebbe rispettato per legge, ossia le prescrizioni contenute sulle etichette degli agrofarmaci. Il rischio è che le multinazionali della chimica continuino a condizionare l’applicazione delle politiche europee nel nostro Paese e la destinazione di miliardi di euro di soldi pubblici che verranno spesi da qui al 2020 con l’applicazione della PAC, la politica agricola comunitaria. La stessa nuova programmazione dei Programmi di Sviluppo Rurale dalle Regioni per le misure agroambientali rischia di essere destinata sempre più a pratiche agronomiche che prevedono l’uso massiccio di pesticidi. Bisogna invece favorirne la reale riduzione principalmente attraverso la conversione al biologico, premiando quelle aziende agricole in grado di fare a meno dei pesticidi e che producono benefici per tutti: cibo sano, tutela dell’ambiente e della biodiversità agricola e naturale».
Il Tavolo chiede che «I provvedimenti in attuazione del Pan seguano un iter trasparente visto che riguardano temi fondamentali per tutti i cittadini come la tutela della salute delle persone e dell’ambiente, che dovranno essere in primo piano per il nuovo periodo della programmazione dei fondi comunitari».

Per questo il tavolo delle Associazioni ha chiesto un incontro al ministro dell’Agricoltura e alle Regioni ma le lettere inviate all’inizio di dicembre non hanno ricevuto ancora nessuna risposta.

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