sabato 9 maggio 2015

La scuola in piazza contro la riforma Renzi.

La scuola in piazza contro la riforma Renzi. A Roma in 100.000. Il premier "Ascoltiamo, ma avanti con la testa dura"

. Cronaca

Sciopero generale della scuola - studenti, insegnanti e precari - con cortei in sette città contro la riforma targata Renzi ma il premier non si fa impressionare e, dopo l'Italicum dice: "Avanti, con la testa dura", mentre il ministro Giannini parla di "sciopero politico". Uno sciopero generale che arriva sette anni dopo l'ultimo, quello contro la riforma Gelmini e che ha nel mirino la riforma del governo in questi giorni all'esame del Parlamento, una riforma che tra l'altro assegna più poteri ai presidi. Alle manifestazioni hanno partecipato decine di migliaia di persone ("A Roma siamo in 100.000" hanno detto gli organizzatori, molto partecipata anche la protesta di Milano), forse un milione in tutta Italia, in testa tutti i sindacati della scuola, i docenti, i precari, il personale e, ovunque, gli studenti con lo striscione 'La buona scuola siamo noi'. A Milano gli studenti hanno esposto un ritratto di Matteo Renzi con le orecchie d'asino e la scritta 'bocciato', su un camioncino dei sindacati la scritta 'Renzi vai a squola'.  In corteo a Roma anche esponenti della minoranza Pd come Fassina e Civati, molto critici sulla riforma targata Renzi. Il ministro Giannini in varie interviste ha criticato lo sciopero che sarebbe "senza presupposti" e legato a strategie elettorali. "Se da sette anni non c'era uno sciopero generale del comparto, è perché da sette anni non ci si occupava di scuola per cambiarla" ha commentato. Le ha indirettamente risposto Susanna Camusso, segretario generale Cgil: "Si trasforma la scuola in una scuola che vale solo per quelli che hanno condizioni agiate, mentre invece il grande tema è quello di una scuola pubblica che contrasti la dispersione". Miglaia e migliaia in piazza dunque ma il premier pur dicendosi disponibile ad ascoltare, non recede:"Ci sono tante persone che oggi protestano, noi ascoltiamo, perché è giusto ascoltare, parlare ma siamo il primo governo che mette 3 miliardi sulla scuola". E ancora: "Abbiamo intrapreso il percorso di grandi Riforme e andremo avanti con testa dura. Abbiamo mantenuto la promessa della legge elettorale varata ieri e andiamo avanti su questa strada". La moglie di Renzi, Agnese, insegnante a Pontassieve, stamane era regolarmente a scuola.

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