martedì 1 gennaio 2013

ARSENICO E VECCHI MERLETTI: “LA BEFFA DI FINE ANNO”


ARSENICO E VECCHI MERLETTI: “LA BEFFA DI FINE ANNO”
del Comitato cittadino acqua pubblica di Aprilia
Potevano chiudere l'anno in silenzio, oppure chiedendo scusa ai cittadini per tutti i disagi che hanno dovuto sopportare nell'anno, invece i vertici di Acqualatina hanno convocato l'ennesima conferenza stampa pubblicitaria per confondere le acque e dire al mondo che hanno risolto il problema arsenico nei tempi dovuti.
La solita operazione di marketing nella peggiore tradizione delle società commerciali.
Altro che tutto concluso entro l'anno! È evidente che i lavori più importanti come la nuova condotta per collegare le sorgenti di Ninfa a Cisterna ed il dearsenizzatore alla centrale di Aprilia devono ancora essere realizzati, e dal 1° gennaio devono solo sperare che l'arsenico decida da solo di rimanere nei limiti di legge.
Acqualatina dice che è impegnata a risolvere il problema arsenico fin dal 2004, ma i fatti dicono che finché ha potuto godere delle deroghe europee ha fatto ben poco. Gli investimenti ed i rimedi sono stati adottati efficacemente solo negli ultimi due anni, a dimostrare che in ben 9 anni di gestione non hanno avuto a cuore la salute dei cittadini se non di fronte al pericolo di multe e denunce penali.
Molto invece ha fatto l'azione pressante della libera stampa e dei comitati che autonomamente hanno tenuto sotto controllo la questione arsenico denunciando tempestivamente ritardi ed inadempienze.
La società ha anche potuto contare sull'aiuto degli enti pubblici che avrebbero dovuto controllarla e sanzionarla e che invece hanno pasticciato soluzioni di salvaguardia per il gestore mettendo in secondo piano la salute pubblica.
Né un richiamo per inadempienza contrattuale, né una multa, né una penale applicata, né una riduzione tariffaria. Nulla di tutto ciò, anche se ricorrevano e ricorrono tutte le condizioni.
Ecco in quale contesto Acqualatina può continuare a sopravvivere spendendo i soldi degli utenti più per curare la sua immagine che l'acqua da erogare.
Inoltre per aver agito in ritardo ci si è affidati alla costosissima tecnologia dei dearsenizzatori che è una soluzione tampone e non ottimale, mentre si sarebbero potute trovare fonti alternative di approvvigionamento.
Resta poi da verificare (sperando che questa volta l'ASL faccia bene il suo dovere...) se l'acqua trattata non finisca per essere anche un'acqua di qualità più povera.
Ultima domanda: come viene smaltita l'acqua carica di arsenico che viene rilasciata dagli impianti di dearsenizzazione?

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