martedì 1 gennaio 2013

NAPOLITANO AI GIOVANI: "INDIGNATEVI MA REAGITE E PARTECIPATE"


NAPOLITANO AI GIOVANI: "INDIGNATEVI MA REAGITE E PARTECIPATE"

L'ultimo discorso di fine anno di Giorgio Napolitano è durato 22 minuti. Il presidente ha toccato tutti i temi - dall'Europa ai sacrifici necessari per ridurre il debito pubblico, dalla disoccupazione all'immigrazione, dalla situazione nelle carceri alle violenze domestiche, al diritto dei figli di immigrati nati in Italia di essere cittadini italiani, ai nuovi movimenti politici con un accenno in finale anche a Monti - ma ha alzato il tono in particolare quando ha parlato dei giovani e di quella che ha definito in tutto e per tutto la "questione sociale". Ai giovani che sono la vera forza del paese un invito: è importante che tra i giovani si manifesti insieme con la polemica e l'indignazione anche "la voglia di reagire, la volontà di partecipare a un moto di cambiamento". Bisogna offrir loro, ha proseguito Napolitano, delle opportunità "attraverso politiche pubbliche di istruzione e formazione rispondenti alle tendenze e alle esigenze di un più avanzato sviluppo economico e civile". Poi la situazione economica e le ricadute sociali della crisi che non è ancora passata anche se si assiste ad un "ritorno di fiducia nell'Italia". Il capo dello stato ha parlato degli appelli accorati che riceve:"Ricevo lettere da persone che mi dicono dell'impossibilità di vivere con una pensione minima dell'Inps, o del calvario della vana ricerca di un lavoro se ci si ritrova disoccupato a 40 anni". "Al di là delle situazioni più pesanti e dei casi estremi dobbiamo parlare non più di 'disagio sociale', ma come in altri momenti storici, di una vera e propria 'questione sociale' da porre al centro dell'attenzione e dell'azione pubblica". Le forze politiche sono dunque chiamate ad affrontare con "responsabilità e impegno" i nodi di una crisi che ha fortemente influito sulla realtà sociale del Paese. La parte finale del discorso è stata tutta rivolta alla politica in vista delle elezioni: grande rammarico per la mancata riforma elettorale, un appello perche' i nomi in lista siano di qualità e un endorsement per i nuovi movimenti politici. "L’afflusso attraverso tutti i canali, preesistenti e nuovi, di energie finora non rivoltesi all’impegno politico - ha detto Napolitano - può risultare vitale per rinnovare e arricchire la nostra democrazia, dare prestigio e incisività alla rappresentanza parlamentare". Quanto a Mario Monti, ha compiuto "una libera scelta di iniziativa programmatica e di impegno politico". "Egli non poteva candidarsi al Parlamento facendone già parte come senatore a vita. Poteva, e l’ha fatto – non è il primo caso nella nostra storia recente – patrocinare, dopo aver presieduto un governo tecnico, una nuova entità politico-elettorale, che prenderà parte alla competizione al pari degli altri schieramenti. D’altronde - ha concluso - non c’è nel nostro ordinamento costituzionale l’elezione diretta del primo ministro, del capo del governo". Il discorso del presidente della Repubblica è stato apprezzato da Monti, Bersani e Berlusconi - una volta tanto d'accordo - e criticato da Lega e Idv.

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