venerdì 21 giugno 2013

ARRESTATO AFFILIATO DEL CLAN MOCCIA: ERA IN AFFITTO IN UNA VILLA DEL LITORALE A TERRACINA

ARRESTATO AFFILIATO DEL CLAN MOCCIA: ERA IN AFFITTO IN UNA VILLA DEL LITORALE A TERRACINA
di Francesco Avena
Latitante da tre mesi, accusato di essere affiliato al clan camorristico dei Moccia, egemone nel nord di Napoli, aveva preso una villa in affitto per tutta l’estate e stava passando le vacanze sul litorale di Terracina. Ieri mattina i carabinieri hanno fatto irruzione in casa e lo hanno arrestato. A finire in manette Giovanni Castiello, 40 anni, sfuggito alla cattura lo scorso aprile quando i carabinieri arrestarono altre 15 persone nell’ambito dell’operazione «Titano 2». Castiello riuscì a fuggire e da quel momento i carabinieri del Nucleo Provinciale di Caserta lo hanno ricercato senza sosta in Campania e sul litorale pontino. A portare gli investigatori a casa del latitante, raggiunto da un mandato di arresto spiccato dal GIP della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, sarebbe stata la cognata: seguendo i movimenti della donna i militari del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, in collaborazione con quelli della Compagnia di Terracina, sono riusciti a individuare la villa in cui il latitante abitava da qualche tempo, all’interno del residence «Lido Azzurro», sulla Pontina. Pare che avesse preso in affitto la villetta a due passi dal mare fino alla fine dell’estate. Ieri è finita la sua latitanza ed è stato rinchiuso nel carcere di Latina. Giovanni Castiello, detto «Giannino», è ritenuto un capozona del clan Moccia, egemone nei territori di Afragola, Casoria e Arzano. È accusato di associazione a delinquere, porto illegale di arma da sparo ed estorsione. «Giannino» è genero di Gennaro Tuccillo, detto «Gennaro zi’ Sant», figura di spicco del clan camorristico dei Moccia. Quando hanno fatto irruzione nella villetta, i carabinieri hanno trovato oltre a Castiello anche la cognata e i tre figli di lei. Al momento della cattura il quarantenne non ha opposto alcun tipo di resistenza ai carabinieri che lo hanno bloccato agevolmente e portato in caserma per le formalità di rito. Dopodiché è stato condotto a sirene spiegate al carcere di Latina.
IL BUEN RETIRO DELLA CAMORRA
di Francesco Avena

Giovanni «Giannino» Castiello è solo l’ultimo dei casi che riguardano presunti affiliati di camorra in vacanza sul litorale terracinese. Il precedente più celebre è quello di Gaetano «moncherino» Marino, crivellato di colpi sul lungomare Circe il 23 agosto scorso. Boss di camorra, al centro di una faida tra clan, Marino da anni trascorreva le sue vacanze a Terracina. La scorsa estate un sicario gli fece l’agguato in strada, in mezzo alla gente, alle 5 del pomeriggio, scaricandogli sul corpo una raffica di colpi di pistola. Ma di personaggi riconducibili alla malavita campana che si rifugiano da queste parti ci sono anche altri precedenti. Esponenti del clan Sacco, Licciardi e Cennamo sono passati da queste parti, si sono rifugiati a Terracina e qui sono stati fermati dalle forze dell’ordine.

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