domenica 15 maggio 2016

Unioni civili, ok definitivo della Camera

Unioni civili, ok definitivo della Camera: approvata la legge. Renzi: giorno di festa

(Ansa)
(Ansa)
Ok definitivo della Camera al disegno di legge sulle unioni civili con 372 sì, 51 no e 99 astenuti. Ai voti della maggioranza si sono aggiunti quelli di Sinistra italiana (che non ha votato la fiducia) e di 10 esponenti di Forza Italia. Hanno votato no altri 21 deputati di Fi, Lega e Fratelli d’Italia. Il M5s si è astenuto. In precedenza il disegno di legge aveva incassato la fiducia posta dal governo, con 369 sì e 193 no. Il provvedimento approvato oggi (un unico articolo e 69 commi) introduce nell'ordinamento italiano due novità assolute: la regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e la disciplina delle convivenze.
Arriva 22 anni dopo la prima risoluzione sul tema del Parlamento europeo 
La legge, varata dalla Camera senza modifiche rispetto al testo approvato dal Senato, arriva a 22 anni dalla prima risoluzione del Parlamento europeo che invitava la Commissione a rimuovere gli ostacoli al matrimonio omosessuale o a un istituto simile. E corona vent'anni di tentativi falliti, con il corollario di acronimi rimasti famosi, dai Pacs ai Dico. «Avete contribuito a scrivere una pagina di storia. Grazie. Adesso avanti» ha scritto il presidente del consiglio, Matteo Renzi, in un sms inviato ai parlamentari Pd dopo la approvazione della legge. Sull'eventualità di perdere voti cattolici dopo l'ok alla fiducia sulle unioni civili il premier ha invece detto: «nessuno ha fatto calcoli, se uno deve perdere i voti per una battaglia giusta li perde».
Renzi: giorno di festa, Italia fa passo avanti 
«È un giorno di festa per tanti, oggi. Per chi si sente finalmente riconosciuto. Per chi vede dopo anni che gli vengono restituiti diritti talmente civili da non aver bisogno di altri aggettivi» aveva scritto stamattina il premier su Facebook. E aveva aggiunto: «È una legge che approviamo mettendo la fiducia perché non erano possibili ulteriori ritardi dopo anni di tentativi falliti». Il premier ha dedicato il ddl sulle unioni civili ad Alessia Ballini, attivista dei diritti civili, oltre che politica a Firenze, scomparsa nel 2011 dopo una lunga malattia. Pochi minuti dall’approvazione in serata Renzi ha aggiunto a Radio Capital: «l'Italia fa un passo avanti, è un giorno molto atteso». E ai sindaci leghisti che minacciano di disapplicare la legge ha replicato: «Nessuno ha questo diritto. Se a Padova Bitonci non vorrà celebrare le unioni civili lo farà qualcun altro, ma il Comune ha l'obbligo e la responsabilità giuridica di farlo». Cautela invece sulle adozioni all’interno della coppia omosessuale: («non so se ci sono le condizioni parlamentari, vedremo nelle prossime settimane e mesi»).
Boldrini: la democrazia diventa più forte 
«Oggi è una giornata importante - ha sottolineato la presidente della Camera, Laura Boldrini - perché quando si riconoscono diritti a chi non ne aveva la democrazia diventa più forte. Questo è un momento che l'Italia aspetta da anni. Nonostante il provvedimento non contenga tutti i temi che molti attendevano, rappresenta comunque una risposta alla sempre più pressante esigenza di riconoscere e regolamentare le coppie omosessuali e disciplinare le convivenze». Per Laura Boldrini «con la norma sulle unioni civili non solo si mette la legge italiana al passo con i cambiamenti già avvenuti da tempo nella nostra società ma si colma anche un grave ritardo rispetto agli altri Stati dell'Unione europea».
Unioni civili, Salvini: sindaci Lega disobbedite 
Intanto si mobilitano le opposizioni. La Lega è salita sulle barricate. «Sindaci della Lega disobbedite», è questo l'invito lanciato dal segretario del Carroccio Matteo Salvini a proposito delle unioni civili, ai primi cittadini leghisti. «È una legge sbagliata - ha detto Salvini all'Ansa - , anticamera delle adozioni gay». Una presa di posizione che arriva il giorno dopo la contestata presa di posizione sulle unioni civili («non celebrerò unioni gay se dovessi vincere le elezioni»).
Centrodestra per referendum abrogativo 
E domani, presso la sala stampa della Camera, i parlamentari Eugenia Roccella, Gaetano Quagliariello e Carlo Giovanardi di Idea,Maurizio Gasparri e Lucio Malan di Forza Italia, Gian Marco Centinaio e Nicola Molteni della Lega, Francesco Bruni e Lucio Tarquinio dei Conservatori e Riformisti, Fabio Rampelli ed Edmondo Cirielli di Fratelli d'Italia, Gian Luigi Gigli e Mario Sberna di Ds-Cd, Guglielmo Vaccaro di Italia Unica e il presidente della commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, terranno una conferenza stampa «per presentare iniziative per l'indizione di un referendum abrogativo in materia di unioni civili».
La protesta delle opposizioni e l’appello a Mattarella 
La decisione del governo di porre la fiducia sul provvedimento è stata duramente contestata da Forza Italia. Il capogruppo azzurroRenato Brunetta ha accusato Renzi di usare un «metodo squadrista» e il ddl che «doveva essere il suo fiore all'occhiello si è trasformato in fiore avvelenato». I parlamentari di Area popolare Maurizio Sacconi e Alessandro Pagano si sono appellato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiedendo «il rinvio alle Camere del ddl Cirinnà in relazione ai molti profili di incostituzionalità quali sono stati rilevati anche da una parte consistente della comunità dei giuristi». Ma il leader di Ap Angelino Alfano stempera i toni: «Avremmo preferito che su queste materie non venisse posta la fiducia, ma ricordiamo a tutti che la fiducia segnala un patto di governo, una mediazione ragionevole sulla quale sono convenuti i partiti della maggioranza. E i patti si rispettano».
Orlando: rispetto per Cei ma legge era necessaria 
Al segretario generale della Cei Nunzio Galantino, che ieri aveva definito il voto di fiducia «una sconfitta per tutti» ha replicato il Guardasigilli Andrea Orlando. «Ho grandissimo rispetto per la Cei - ha detto il ministro della Giustizia - ma ritengo che questa scelta sia necessaria e forse un po' tardiva rispetto non solo a ciò che si è sviluppato nella società e ai diritti che attendono un riconoscimento» ma anche «rispetto al fatto che da diversi anni la Corte di Strasburgo ci segnala che ci sono cittadini che non hanno avuto un riconoscimento dei diritti». E ha aggiunto: «Questa legge arriva anche per dare una risposta a questo vuoto che segnava negativamente il nostro ordinamento».

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