martedì 24 maggio 2016

Ombre sulle gare dell'Avellino

Ombre sulle gare dell'Avellino, ma altre squadre sono sotto inchiesta

Nel mirino della Direzione distrettuale antimafia è finito il Crotone dei fratelli Vrenna. E c'è anche il fallimento della Reggina Calcio


Redazione Tiscali
Non ci sono solo le due le partite dell'Avellino finite nel mirino della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, l'ombra del calcioscommesse è calata su 28 gare di serie B, D, Lega Pro e Coppa Italia. Le presunte combine di Modena-Avellino del 17 marzo 2014 e Avellino-Reggina del 25 maggio 2015, che hanno coinvolto Armando Izzo, difensore del Genoa in odore di Nazionale, il centrocampista dell'Acireale Francesco Millesi, e l'ex calciatore Luca Pinidello, sono solo una parte di un mondo finito sotto la lente dei magistrati. Il difensore del Genoa e della Nazionale Armando Izzo si è difeso: "Sono un calciatore e non ho mai neanche pensato di truccare una partita. Voglio solo precisare che nelle due gare di cui parlano i mass media ero infortunato e non vi ho neanche preso parte".

Va avanti l'inchiesta "Dirty soccer"

Dalla Campania alla Calabria. La Procura distrettuale antimafia di Catanzaro va avanti con il "Dirty soccer", che riguarda presunte "combine" in Lega Pro, Cnd e nell'Eccellenza calabrese. Due persone hanno patteggiato, ma restano 82 indagati dal sostituto procuratore Elio Romano che dovranno rispondere di 43 capi di imputazione. Secondo la Procura catanzarese, una vera e propria organizzazione con il contributo di giocatori, allenatori e direttori sportivi, avrebbe alterato alcuni match dei campionati di calcio con il duplice fine di far vincere il campionato di Serie D al Neapolis. Ma non solo.

Il miracolo Crotone e l'antimafia di Catanzaro

C'è poi il Crotone, squadra rivelazione della serie B 2015-16 e neopromossa in serie A. Sulla società calabrese pende una richiesta di sequestro avanzata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Sul presidente Raffaele Vrenna ed il fratello Giovanni, era stato chiesto l'obbligo di soggiorno con misure di sorveglianza speciale in città per cinque anni, a causa di possibili rapporti con la malavita calabrese. Il Crotone aveva denunciato l' "enfatizzazione del ricorso della Procura" ribadendo il doppio controllo giurisdizionale (da parte del Presidente del Tribunale e del Tribunale) che "sulla richiesta della Procura si era risolto in termini postivi". Secondo i pitagorici, i "fratelli Vrenna sono stati e sono tutt'ora vittime di angherie e vessazioni delinquenziali mafiose e non già conniventi".

Il fallimento della Reggina Calcio

C'è poi la Reggina. Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, la Reggina Calcio del padron Lillo Foti "nel tentativo di non far fallire avrebbe iscritto a bilancio attivi inesistenti in modo da poter accedere al concordato preventivo che potesse salvare la società dal fallimento". Nel luglio 2015 la Reggina Calcio 1986 s.p.a. viene esclusa dalla Lega Pro 2015-16 per motivi finanziari e viene fondata l'Associazione Sportiva Dilettantistica Reggio Calabria che viene ammessa alla Serie D. Per la Procura della Repubblica di Reggio Calabria, Foti promise "soldi inesistenti" (circa 150mila euro dalla Juve e 40mila euro dalla Figc) per sostenete le procedure concorsuali attivate dalla Reggina Calcio S.p.a. L'ex presidente è indagato per bancarotta.

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